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IL CIELO SU/SOPRA TORINO

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Quando diavoli ed angeli si stringono la mano,
Hitler e Mussolini
Rabin e Arafat
Woytila e Pinochet
Fidel Castro e Nixon
Gheddafi e Obama Figuratevi se posso aspettarmi qualcosa di buono
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I due veterani di Hollywood Sylvester Stallone, 66 anni, e Arnold Schwarzenegger, 65, non si possono più permettere le acrobatiche scene d'azione, i pericolosi stunt e gli eccessivi sforzi fisici di un tempo. Terminator e Rocky sono invecchiati. Ciononostante, la coppia tutto muscoli di Hollywood sarà da agosto sugli schermi Usa col seguito di The Expendables e a giorni in Louisiana per girare The Tomb, l'action-thriller di Mikael Håfström. Due filmoni che non vedrei neanche sotto tortura.
Tuttavia, prima che comincino le riprese i due attori si sono fatti ricoverare in ospedale. E non per finzione, dicono, anche se non tutti ci credono. «Dopo tutta l'azione, gli stunts e l'abuso fisico durante le riprese di The Expendables 2 e The Last Stand, è arrivato il momento di aggiustarmi la spalla», ha rivelato Schwarzy con un cinguettio su Twitter. Sul suo profilo Whosay ha postato una foto che ritrae gli eroi dei film d’azione degli anni ottanta in un letto d’ospedale, fianco a fianco. Il commento laconico dell’ex governatore della California: «Guardate chi sta aspettando, per coincidenza, per fare la stessa operazione! Adesso siamo pronti per un altro po' di azione per The Tomb». L’istantanea - che chissà, forse ritroveremo anche al cinema - è in ogni caso meravigliosa. Basta solo notare la siringa conficcata nel collo di Sly. E poi, è un’ottima pubblicità. La foto-notizia sta infatti facendo il giro del web. Per alcuni internauti si tratta di una coincidenza (fin troppo) straordinaria. Purtroppo non è pubblicabile la foto in cui ad entrambi l'infermiera mette il catetere, che si sa che a quell'età e con tutte le bombe che si sono sparati nei muscoli, la prostata dev'essere un'opinione e neanche troppo convinta... |
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Mi dispiace molto dover smentire in questa sede una collega Blogger ma l'amore per la verità mi costringe a svelare lo squallido piano messo in piedi da una nota casa automobilistica torinese per il lancio di un nuovo modello. Alcuni giorni fa, la collega Bionda segnalava una notizia falsamente diffusa dall'ufficio marketing torinese, che annunciava la scomparsa del Punto G. Inutile dire quanto sconforto tale notizia ha generato nella popolazione sia maschile che femminile: uomini che per decenni l'hanno cercato e donne che per lo stesso periodo hanno pensato di averlo e non si capacitavano del fatto che gli uomini non riuscissero a trovarlo. Ebbene, si trattava di una squallida trovata pubblicitaria, creata ad arte per generare aspettativa verso il lancio di un nuovo prodotto. In pratica il Punto G è stato improvvisamente ritirato dal mercato, con il solo ed unico scopo di lanciare
Si, Nuova, Nuova Grande Punto G |
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Una breve occhiata al calendario... OH NO! E' SOLO GIOVEDI'!!! |
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Riportare le Olimpiadi a Roma nel 2020. Questa è la richiesta di 60 campioni dello sport, tirati per la giacchetta a sostenere presso l'attuale governo, che se va bene nel 2013 finirà il suo corso, la necessità di candidare Roma per le Olimpiadi estive, sessant'anni dopo le gloriose Olimpiadi del 1960. "Ne abbiamo bisogno per dare una sferzata di ottimismo al paese", si dice da ogni parte, soprattutto negli ambienti romani. Mi è capitato di vivere in prima persona l'evento olimpico a Torino e credo di poter confermare che la ventata di ottimismo è un fatto reale. Torino è stata talmente pervasa da questa ventata da riuscire in pochi anni a riconvertirsi da città dormitorio industriale a città d'arte, meta di visita di centinaia di migliaia di turisti. Ne hanno beneficiato i cittadini, prima orgogliosi padroni di casa dell'evento olimpico ed ora fruitori delle infrastrutture (una per tutte, la metropolitana) create sull'onda dell'evento. Ne hanno beneficiato anche, in maniera meno vistosa ma sicuramente più consistente dal punto di vista economico, operatori turistici, società di costruzioni e quell'infinita schiera di politici che sono riusciti ad avere una sedia in un qualsiasi comitato. Il solito magna-magna all'italiana: come fu per Italia 90, i mondiali di calcio. Perchè questa è per noi, l'organizzazione di un evento Olimpico: l'occasione per mettere in moto non l'economia del paese, ma l'economia di quelli che in queste situazioni ci sguazzano. E' per questo motivo che di fronte alla necessità di candidarsi si superano tutte le divisioni politiche, le incomprensioni ataviche, i campanilismi. Il miraggio del guadagno mette in secondo piano l'aspetto positivo delle ricadute sull'occupazione e sull'aumento di visibilità del nostro paese. Nessuno si cura delle macerie economiche che rimangono, degli impianti lasciati all'incuria delle interperie, dei debiti contratti i cui interessi gravano sui cittadini. L'importante è correre allo sportello della distribuzione dei guadagni. Certo è che Roma potrebbe essere l'unica sede Italiana adatta per l'organizzazione di un simile evento, ma altrettanto certo è che la Roma odierna non ha nulla a che vedere con la Roma del Boom Economico degli anni '60, che aveva la necessità di riconfermarsi al mondo come Capitale della Rinascita post bellica. Oggi Roma, anzi Roma Capitale, è una spugna che drena risorse al paese e che lo condiziona negativamente. Non è certo dando una bella ripulita alla Capitale che la nostra economia potrà avere qualche giovamento. A maggior ragione se consideriamo che la gran parte del tessuto industriale ed economico del paese, si guarda bene dal frequentarla, la Capitale. C'è tempo fino al 15 febbraio per offrire al Comitato olimpico le garanzie necessarie per partecipare alla candidatura. Perchè è solo di questo che stiamo parlando. Le avversarie più accreditate sono Tokyo, Madrid, Istanbul, Doha (Qatar) e Baku (Azerbaigian). Scartando le ultime due, prive di qualsiasi cultura sportiva non derivante dai soldi, direi che la probabile scelta sarà Istanbul, paladina in questi anni di una ripresa economica che noi possiamo solo sognare. In seconda battuta Madrid, poichè essendo i giochi del 2014 in Brasile, nel 2020 in teoria dovrebbe toccare all'Europa e questo escluderebbe Tokyo. Sinceramente spero che Monti dica di no. Abbiamo obiettivi più importanti verso i quali concentrare le risorse, piuttosto che buttarle nell'ennesima regalia alla nostra Capitale, sempre meno ombelico del mondo. Sempre più buco nero dell'Italia.
Chissà quanto sarà costato solo il logo...
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