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Creato da yellowwoman il 15/03/2007

8 marzo

per continuare..insieme

 

Un omaggio doveroso

Post n°799 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da solosorriso

 

RITRATTO DI DONNA

Deve essere a scelta
cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, come l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un'ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vita, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio, lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dov' è che corre? Non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è intestardita.
Nel bene, e nel male, e per l'amor del cielo!

Si è spenta, dolcemente, nel sonno il 1° febbraio nella sua Cracovia la poetessa polacca Wisława Szymborska. Una delle mie preferite....Donna dal carattere schivo ma molto combattiva...Da qualche anno avevo iniziato ad apprezzare sempre più le sue poesie...così semplici ma raffinate, capaci di parlare dell'amore, della vita e della morte con una leggerezza e naturalezza molto coinvolgenti. 
Meritava da sempre gli onori  ed i premi che le furono riconosciuti solo dopo la caduta del comunismo...riconoscimenti che le furono negati per anni, fino alla gloria del Nobel. Adesso la sua poesia sarà ancora più bella e immortale...

 
 
 

Buon Anno a tutte

Post n°798 pubblicato il 27 Dicembre 2011 da ladamadivetro

Per tutte le donne un anno nuovo che ci veda riconosciuta la nostra dignità e libertà di azione su ogni campo.

Buon Anno a tutte.

Ale

 
 
 

Buon Natale a Tutti :-)

Post n°797 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da solosorriso

Carmen

 
 
 

A tutte le donne

Post n°796 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da ladamadivetro

Per questo blog e per tutte le donne auguro un Natale di pace e giustizia.

Alessandra

 
 
 

Provare orrore a 15 anni nel mese di dicembre

Post n°795 pubblicato il 10 Dicembre 2011 da R3nata
 

 

A 15 anni hai il mondo in mano,i primi amori,le prime uscite,tanti desideri,il candore della giovinezza.Ed invece ieri sera è successo di nuovo,l'innocenza di una ragazza di 15 anni è stata violata da due mascalzoni schifosi che hanno abusato di lei in un androne di un palazzo,alle sei di sera,a Torino.La sua è una storia simile a molte altre che continuano ad accadere troppo spesso,in un vortice che non ha mai fine.A 15 anni si dovrebbe avere il mondo in mano,non tante lacrime da piangere in un fine settimana di dicembre.E qualcuno sostiene che l'8 marzo non ha più ragione di esistere!!!

 

 
 
 

25 novembre - Giornata Internazionale Violenza sulle donne

Post n°794 pubblicato il 24 Novembre 2011 da solosorriso

La violenza sulle donne cesserà mai?! Il peggio sembra non aver fine, soprattutto quando scopri che sono le stesse donne le sostenitrici di tali atti...

"MEDIO ORIENTE, SFREGIATE CON ACIDO – Non potevo aprire gli occhi, era come se le palpebre fossero incollate, mi sentivo tutto il viso gonfio. Questa è solo una delle tante testimonianze di donne, ragazze, bambine (perché a 12 anni si è ancora bambine) che hanno subito una gravissima violenza fisica, ma anche perso la propria identità, il proprio passato, e anche il proprio futuro a causa dell’acido solforico che in pochi minuti le ha sfregiate per sempre.
Pakistan, Bangladesh, ma sempre più spesso anche in Afghanistan e nel Medio Oriente; questi i paesi dove chi rifiuta di sposarsi o una richiesta di divorzio, donne dai 12 ai 27 anni, rischiano di essere “punite” con un bicchiere di acido gettato in viso, rovinando in un istante i tessuti della pelle in maniera irrimediabile, causando la perdita della vista e compromettendo i movimenti del viso fino a doversi nutrire di soli liquidi mediante una cannuccia.
L’acido corrosivo si trova facilmente in commercio a costi molto bassi, la maggior parte delle violenze avviene nelle zone povere e spesso le donne che ne sono vittima non possiedono il denaro necessario per coprire gli enormi costi delle operazioni chirurgiche. Donne fantasma, private dell’identità, emarginate dalla società, abbandonate dalla famiglia. Il primo caso documentato di violenza con acido solforico si ha nel 1967 a causa di una proposta di matrimonio rifiutata, nel 1979 il Bangladesh sottoscrive la convenzione Onu per eliminare la discriminazione contro le donne, negli anni ’80 le violenze però invece di diminuire vanno aumentando, raggiungendo il picco massimo nel 2002 con 485 donne colpite. Nel 1995 viene decisa la pena di morte per chi commette questi reati.
Nascono numerose organizzazioni internazionali con lo scopo di dare un sostegno concreto, “l’Acid Survivors Foundation“ che ha l’appoggio dell’UNICEF, in Italia nel 2000 viene creata “smileagain” e la “Coopi” che raccoglie fondi per l’assistenza medica nei paesi sottosviluppati oltre ad agire con campagne di sensibilizzazione. Chi commette queste violenze, spesso viene protetto dalle autorità e dalla società perché una donna che offende un uomo rifiutandolo merita una punizione, vi sono stati casi in cui le vittime, spesso bambine, si erano rifiutate di avere rapporti sessuali con uomini adulti e anziani e per questo hanno subito il trattamento dell’acidificazione.  (Melania Toniolo)"

Ma il viaggio negli orrori della violenza sulle donne purtroppo continua....E non c’è limite alla fantasia umana nel concepire la violenza.

In Africa a milioni di donne il seno viene deturpato per renderle meno desiderabili.  E l’orrore aumenta quando questi atti vengono compiuti “a fin di bene” come sostengono fieri i carnefici. O meglio le carnefici. Perché anche qui sono le mamme che si prendono "cura" delle proprie figlie. Il Breast ironing è una realtà per milioni di donne dell’Africa centroccidentale, una delle mutilazioni sessuali più diffuse e devastanti. Purtroppo è anche una delle meno conosciute all’esterno delle comunità tribali, a causa delle sue motivazioni profonde: ritardare la maturazione sessuale ed evitare così stupri e matrimoni forzati.
Invece la pratica delle pietre roventi inizia sulle bambine di circa 8 anni ed è attuato tramite il posizionamento sul petto di pietre riscaldate sul fuoco, oppure di oggetti duri e spigolosi fissati tramite una fascia o, ancora, di qualunque cosa possa essere utile al fine di rendere le ragazze meno attraenti. Praticato con regolarità le conseguenze sono terrificanti: dolore insopportabile cui seguono ascessi, infezioni, ustioni, tumori e anche la completa sparizione di una o di entrambe le mammelle.

La quantità di DONNE DETURPATE è davvero enorme...Uno studio dell’organizzazione non governativa tedesca Gtz è riuscita a delineare meglio questa realtà compiendo un’indagine in Camerun ed analizzando il destino di cinquemila bambine, ragazze e donne adulte di età compresa tra i 10 e gli 82 anni. Il risultato è stato sconvolgente: secondo una stima prudente una su quattro ha subìto la pratica e, in base a quanto rilevato dagli operatori, lo stesso accade in Ciad, Benin, Guinea Bissau e in tutta l’Africa centroccidentale, per un totale di non meno di quattro milioni di donne deturpate. La ricerca ha constato una variazione dei luoghi dove la pratica è in uso. Questa usanza, che ha radici antichissime,  via via che l’urbanizzazione avanza se prima era tipica dei villaggi rurali, oggi è molto più diffusa nelle grandi città, soprattutto nelle zone più povere e periferiche, dove maggiore è il rischio di stupri e violenze, in particolare nel Sud cristiano del Paese; nelle province più settentrionali, a prevalenza musulmana, la percentuale di donne con il seno mutilato sarebbe invece più bassa e non superiore al dieci per cento.

Il dispiacere più grande è la consapevolezza che tutto questo non avrà mai fine....


 
 
 

Donne in scena

Post n°793 pubblicato il 24 Novembre 2011 da solosorriso

 

Una scena nuda per mettere a nudo la violenza sulle donne. Il rapimento, il ricatto sessuale e psicologico, le botte: una costellazione di efferatezze che molti uomini compiono su molte, troppe donne. Ma la violenza non si ferma con l’atto in sé: prosegue subdolamente in un clima sociale che spinge all’omertà e alla vergogna, che fruga pettegolo nei dettagli imbarazzanti, che condanna infine la donna per “essersela cercata”. E’ su questa scena nuda che il TeatrO dell’Orsa costruisce uno spettacolo duro e rigoroso, portando in superficie il tema attraverso storie dolorose raccontate con grande intensità.

MARIA ANTONIETTA CENTODUCATI in MAI DEVE DIRE

Spettacolo/denuncia sulla violenza contro le donne.

Amira ha 19 anni, vive in Italia ma è Tunisina, il padre la tiene prigioniera in casa  perché non vuole che viva all’occidentale, Silvia ha 25 anni e suo fratello la ammazza di botte, Greta ha 42 anni e il suo ex compagno continua a minacciarla di morte, Laila ha 45 anni, è albanese, suo marito e suo figlio la picchiano tutte le sere, Livia ha 17 anni e il suo fidanzatino ha cercato di ammazzarla, Olga ha 9 anni e suo zio la violenta da quando ne ha 5, Lucia ha 50 anni e il suo datore di lavoro l’ha violentata e minacciata di morte, Margherita aveva 28 anni ed è morta ammazzata da suo marito.

Donne, bambine, ragazze. Storie di violenze, di torture, di soprusi…orrori quotidiani che spesso rimangono nel silenzio. E chi sono gli orchi ? Padri, fratelli, figli, datori di lavoro, sconosciuti. Uomini che odiano le donne o che credono di amarle troppo. Storie che si intrecciano, che si incontrano, che ci fanno emozionare, arrabbiare, indignare o anche solamente stupire.

Lo spettacolo prende spunto dal libro “Amori assassini” scritto da 13  autrici diverse che analizzano ben 300 casi di aggressioni, maltrattamenti, violenze inflitte a donne da uomini in ambito famigliare e non, ma soprattutto è uno spettacolo che mette in scena testimonianze vere, raccolte direttamente dall’attrice Maria Antonietta Centoducati, di donne che hanno voluto raccontare le loro storie di dolore e violenza per condividere e liberarsi, ma, soprattutto, per sperare che possa esserci un futuro migliore.

Uno spettacolo molto intenso che vede in scena 4 attori ed un pianista in un susseguirsi di monologhi, scene, storie davvero molto coinvolgenti.

  

SORELLE D’ITALIA – STORIE INVISIBILI DI VIOLENZA, PASSIONE E LIBERTÀ.

La ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia si presenta come un'occasione preziosa per colmare un vuoto storico e far conoscere il contributo delle donne al Risorgimento Italiano.

Lo spettacolo “Sorelle d'Italia” ripercorre attraverso la narrazione, la danza e il canto popolare le biografie delle eroine che con passione e coraggio hanno combattuto per la libertà. La Compagnia Istarion, in collaborazione con la sezione femminile del Coro Mundura, accompagneranno il pubblico dentro le avvincenti e incredibili avventure di queste donne che subirono violenze a vari livelli, che s'imbarcarono travestite nella spedizione dei mille, che allattavano i figli al seno mentre preparavano le munizioni, che si radunavano segretamente di notte nei giardini per progettarele loro azioni sovversive.

Questo spettacolo ha avuto veramente enormi riscontri in numerosissime repliche svoltesi su tutto il territorio nazionale durante il corrente anno ed abbina in tema della violenza sulla donna a quello del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

 
 
 

Beautism

Post n°792 pubblicato il 03 Novembre 2011 da solosorriso

 

Leggendo qua e là sul web scopro questo nuovo fenomeno e questa nuova parola che da sola già fa intendere molto. La radice è quella dell'aggettivo beautiful, e questo nuovo fenomeno pare arrivare direttamente dagli Stati Uniti. Il mondo del lavoro, per le donne, è stato ed è ancora tutt'ora, spesso un sentiero spinoso. Stipendi inferiori a quelli maschili, mansioni di responsabilità minori, e sopratutto lo scoglio gravidanza. Ma se già queste cose potevano sembrare insidiose, ora quando ci si presenta per un colloquio avere un buon curriculum, tanta esperienza, una buona dialettica e magari la conoscenza delle lingue straniere potrebbe non bastare più.

Pare che negli ultimi tempi capita sempre più spesso che oltre al curriculum viene richiesta anche una foto intera, un primo piano, bella presenza ed un abbigliamento elegante. Una richiesta alquanto discriminate ma che in Francia sembra aver fruttato nuovi posti di lavoro. Infatti per fare fronte a questo nuovo tipo di richiesta del mercato, sono state istituite vere e proprie scuole che insegnano alle possibili candidate non solo come comportarsi in sede di colloquio, ma come pettinarsi, truccarsi, vestirsi e cosa più sconvolgente, in caso di sovrappeso, anche come dimagrire velocemente.

La bellezza femminile diventa così un biglietto da visita, un punto in più...la donna in cerca di lavoro si trasforma in un prodotto che vende se stesso nel migliore dei modi a discapito a volta del contenuto.
Secondo alcuni studi, in America le lavoratrici in sovrappeso, a parità di competenze, percepiscono uno stipendio inferiore rispetto a quelle magre e le possibilità di carriera per loro sono molto inferiori. Lo stesso discorso è applicabile per l'altezza e l'aspetto estetico. Non solo, viene comuque preferita una donna magra, alta giovane e di bella presenza rispetto ad una donna matura più qualificata.
E' diventato clamoroso il caso di una giornalista inglese: Miriam O'Reilly licenziata in favore di una collega più giovane perchè le sue rughe erano troppo evidenti in HD.

Il beautism, non facciamoci ingannare, è quindi una vera e propria discriminazione che ora sembra essere arrivata anche in italia.  Il consumismo si sposta quindi dall'oggetto al corpo ancora una volta. E si assiste a fenomeni tendenzialmente paradossali quali campagne contro i disordini alimentari, contro la chirurgia estetica compulsiva ed il bisogno da parte delle donne di modificare il proprio corpo ed il proprio aspetto per essere al passo con i tempi.
Concludendo possiamo quindi tranquillamente dire che l
a discriminazione per aspetto estetico, non è diversa dalla discriminazione razziale, e le donne che ne sono state vittime perdono fiducia e stima in loro stesse. Purtroppo...

 
 
 

In ricordo di una grande Donna

Post n°791 pubblicato il 25 Ottobre 2011 da solosorriso

Irena Sendler

Poco tempo fa è venuta a mancare una signora di 98 anni di nome Irena.
Durante la seconda guerra mondiale, Irena, ha ottenuto il permesso di lavorare nel ghetto di Varsavia. Aveva un 'ulteriore motivo'. Era al corrente dei piani che i nazisti avevano per gli ebrei. Irena portò in salvo migliaia di neonati nascondendoli nel fondo della sua cassetta degli attrezzi che portava nel retro di un'ambulanza.
I bambini più grandi li nascondeva in un sacco di iuta. Teneva anche un cane, che aveva addestrato ad abbaiare quando i soldati nazisti si avvicinavano. I soldati, naturalmente, temevano il cane e il suo latrato copriva il pianto dei bambini.
Durante tutto questo tempo, è riuscita a salvare circa 2.500 tra bambini e neonati.
Fu catturata ed i nazisti le ruppero entrambe le gambe e le braccia picchiandola selvaggiamente.
Irena tenne un registro dei nomi di tutti i ragazzi che clandestinamente aveva portato fuori dai confini e lo teneva in un barattolo di vetro, sepolto nel suo cortile.
Dopo la guerra, cercò di rintracciare tutti i genitori che potessero essere sopravvissuti per riunire le famiglie. La maggior parte di loro erano stati gasati. Irena ha continuato a prendersi cura di questi ragazzi, mettendoli in case famiglia o trovando loro famiglie affidatarie o adottive.
Irena è stata proposta per il Premio Nobel della Pace. Non è stata nominata.

IN MEMORIA - 63 ANNI DOPO

Sono trascorsi ormai più di 60 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Questo messaggio (che potrete utilizzare anche sotto forma di  mail) è in memoria dei sei milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di Cristiani e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di stenti e umiliati!

È di importanza fondamentale che il mondo non dimentichi mai, affinchè una tale barbarie non accada mai più.

Io sto facendo la mia piccola parte, unisciti anche tu per essere un anello della catena della memoria e aiutarci a diffonderla in tutto il mondo.

Spero che prenderete in considerazione il fatto di fare lo stesso. Grazie.

 

 
 
 

Nata femmina

Post n°789 pubblicato il 10 Maggio 2011 da solosorriso

La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle "belle ragazze albanesi". In visita a Tirana, durante l'incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze".

Oggetto: Lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones

 NATA FEMMINA

"Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione. "

Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate.

A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola:puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.

Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.

Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo.

E' una storia lunga, Presidente.. . Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.

Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci. Questa "battuta" mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuriano varie polemiche , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi.

 

Merid Elvira Dones

 
 
 
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il numero di pubblica utilità “Antiviolenza Donna” dedicato al supporto,
alla protezione e all’assistenza delle donne vittime di maltrattamenti e
violenze.

 

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