Noi e l'endometriosi

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Caso clinico : Endometriosi pleurica

Post n°32 pubblicato il 10 Maggio 2008 da chiccachicca71
 

Mi capita spesso di vagare per la rete alla ricerca di informazioni utili per il nostro blog e proprio qualche giorno fa ho trovato una interessantissima descrizione di un caso clinico di endometriosi pleurica.

Dovete sapere che l'endometriosi pleurica e' piuttosto rara .
La pleura e' la membrana che riveste i polmoni e le pareti toraciche.
Nella foto qui sotto la pleura e' rappresentata dalla zona colorata in rosso :





Copyright Cancer Research UK 2002
da www.cancerhelp.org


Ad occuparsi di endometriosi pleurica e' stato il Dott. Sergio Perini ,Medico di Medicina Generale, Perfezionato in Agopuntura e Riflessoterapia nonche' Psicoterapeuta che ha poi descritto il caso pubblicandolo in : M.D. Medicinae Doctor - AnnoXIII,numero 10 10-12 marzo 2006 pagg18-20 con S.Bogetti dal titolo :“Da un pneumotorace spontaneo alla diagnosi di endometriosi pleurica”.
Penso che l'endometriosi pleurica o del polmone sia un po' lo spauracchio di molte donne affette da endometriosi .
Io per esempio so che esiste,ma mi auguro di non doverci mai fare i conti anche se al minimo dolorino nella parte superiore dell'addome mi dico :










" Ecco ci siamo...e' arrivata anche qui ! "










Quindi ho creduto di fare cosa gradita facendovi conoscere meglio i sintomi
dell'endometriosi pleurica data la scarsita' di informazioni a riguardo.

Vi riporto pertanto parte dell'articolo in questione che il Dott. Perini mi
concede gentilmente di pubblicare sul blog e inoltre vi lascio

il link su cui potete cliccare per leggere l'articolo intero.






Dr Perini Sergio
Tutor di MG
Dssa Bogetti Sandra-
Tirocinante
Corso di Formazione in MG


R. ha 29 anni. Nel febbraio 2002 si presenta in ambulatorio per una forte tosse accompagnata da dolore a livello dell’apice polmonare dx. A seguito di diagnosi di bronchite produttiva si prescrive terapia antibiotica e mucolitica. Dopo 7 giorni R. si ripresenta in ambulatorio con la stessa sintomatologia. A questo punto le viene prescritta una radiografia del torace, che evidenzia uno pneumotorace (PNX) spontaneo. R. viene ricoverata in un reparto chirurgico dove le posizionano un drenaggio pleurico per 4 giorni. Le ipotesi eziologiche vertono per un’origine traumatica o idiopatica essendo la paziente longilinea e sottopeso (h.cm 174-peso Kg 55-BMI 17,96). Per due anni R. sta bene, ma nel maggio del 2004, in concomitanza con il primo giorno del ciclo mestruale, accusa nuovamente la stessa sintomatologia (tosse produttiva e dolore all’apice del polmone dx).

ANAMNESI FISIOLOGICA Non fuma, non beve, non fa uso di droghe. Alimentazione varia, digestione buona. Alvo e diuresi nella norma. Menarca a 12 anni. Dai 17 anni cicli mestruali regolari ma abbondanti, preceduti da dismenorrea.
ANAMNESI REMOTA Nel 1979 (a 5 anni) intervento di tonsillectomia, nel 1997 intervento per alluce valgo, nel 2000 asportazione di cisti ovarica destra, nel 2003 nodulectomia per fibroadenoma nel QSE destro.
ITER DIAGNOSTICO
ANAMNESI: il dato fondamentale è l’insorgenza dello pneumotorace in concomitanza del primo giorno del ciclo mestruale.
E.O.: negativo
Rx torace: PNX spontaneo destro recidivo
Biopsia diaframmatica: tessuto endometriosico
Biopsia apice polmone destro: modificazioni fibro-elastosiche obliterative tipo “apical cap” e con “bleb” sottomesoteliali.
Esami ematochimici: CA 125 patologico (13,7)
La diagnosi verte verso uno pneumotorace da localizzazione polmonare di tessuto endometriosico in paziente con endometriosi ovarica.
TERAPIA
Trattandosi del secondo episodio di PNX dx, dopo il posizionamento di drenaggio pleurico, R. viene trasferita nel reparto di chirurgia toracica per l’indicazione all’intervento di: resezione dell’apice polmonare destro con plicatura del diaframma e abrasione pleurica destra.


Per note e approfondimenti cliccate qui : http://www.sergioperini.it/?p=66





Un ringraziamento speciale al Dott. Perini innanzitutto per aver parlato di endometriosi (cosa non sempre frequente) e per avermi concesso di segnalarvi il suo interessante articolo !




 
 
 

MP3 "Endometriosi: quando il dolore devasta la vita"

Post n°31 pubblicato il 24 Aprile 2008 da chiccachicca71
 



Perche' non ascoltare un buon mp3 ??? Questo ve lo consiglio sul serio !
Non sara' il primo in classifica e nemmeno nelle vendite e tanto piu' nessuno sgomitera' per cercarlo su EMULE ,ma............per gli affezionati del genere e' una vera chicca da custodire !
Sto parlando di una intervista in mp3 fatta alla

Prof.ssa Alessandra Graziottin ,

direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano.
In questa intervista la Prof.ssa spiega chiaramente cosa e' l'endometriosi e quali sono i sintomi.









BUON ASCOLTO !!!


© 2007 - Prof. Alessandra Graziottin
A cura di: Angela Pederiva

Endometriosi: quando il dolore devasta la vita

 
 
 

Scala del dolore specifica per l'endometriosi

Ricordate le SCALE DEL DOLORE ?
La SCALA DEL DOLORE che vi riporto è stata creata da Belle Browne, una
donna affetta da endometriosi, in base alla sua esperienza personale.
Come vi avevo gia' detto nei giorni scorsi questa e' una scala del dolore
specifica per l'endometriosi ovvero serve a farci valutare da sole
l'intesita' del dolore che stiamo provando cosi' da poterlo catalogare
e magari riferire con piu'accuratezza al nostro medico.
 




Il dolore - Olio su tela-Gabriela Bernales

Belle Browne ha deciso di condividere questa scala con tutte le persone
che soffrono di dolori.
Ho scritto personalmente a Belle ,la quale mi risposto che potevo
tradurre la sua scala .



SCALA DEL DOLORE DI BELLE BROWNE


0Nessun dolore
1Leggero fastidio, irritazione o entrambe, fino ad un
lieve dolore acuto.
Il dolore va e viene, è molto leggero e interferisce poco sulla concentrazione.
Si è ancora in grado di svolgere tutte le attività normalmente ed il dolore è facilmente dimenticato mentre si fa altro.
Non sono necessari farmaci
2Dolore leggero che dura un po’ più a lungo;
si è ancora in grado di svolgere le attività abituali e
in più, se ci si distrae, il dolore si dimentica.
Non sono necessari farmaci.
3Il dolore si avverte di più, le fitte vanno e vengono.
Si è ancora in grado di eseguire le attività abituali,
ma con un po’ di sforzo.
Per questo livello di dolore sarà utile il paracetamolo
4Il dolore persiste per lunghi periodi, si avverte molto
di più e comincia ad infastidire e ad interferire con la concentrazione e le attività richiedendo più sforzo e concentrazione.
Il paracetamolo dovrebbe alleviare questo tipo di dolore,
con somministrazioni ogni 4 o 6 ore.
Un impacco caldo o freddo può anche essere utile
5Il dolore a questo livello si avverte molto, interferisce con le attività quotidiane e un analgesico è utile ogni 4 o 6 ore.
Secondo la paziente, qualcuna con dolore acuto può ancora rispondere bene al paracetamolo somministrato ogni 4 ore, magari con
l’aggiunta di codeina e anche in questo caso un impacco caldo o freddo può dare sollievo a questo livello di dolore.
Per la persona con dolore cronico, questo
può essere l’inizio di un dolore lancinante ed è opportuno pensare ad antidolorifici specifici, specialmente se il dolore peggiora
6Il livello di dolore è medio…fino a spingersi ad un livello di dolore forte e comincia ad essere costante e non è facilmente trascurabile.
Adesso è necessario un analgesico ed occorre che sia più forte del paracetamolo; l’aggiunta della codeina può dare sollievo a questo livello di dolore…tutto dipende dal fatto che il dolore sia acuto o
cronico e dall’attuale livello di tolleranza del dolore della paziente.
Una paziente cronica può ancora alleviare il dolore a questo livello con un forte antidolorifico.
Gli impacchi freddi o caldi possono ancora aiutare ad alleggerire il dolore.
7Il livello di dolore va da medio a forte ed il dolore è continuo.
Non è alleviato dal paracetamolo e la codeina, ma sono richiesti farmaci più potenti.
Pazienti con dolore cronico possono alleviare il dolore a questo livello con forti antidolorifici.
Un impacco caldo può anche essere di aiuto.
E’ancora più difficile riuscire a concentrarsi a causa dell’intensità del dolore e comincia a diventare più arduo alleviare il dolore.
8Il dolore comincia a diventare insopportabile, sono richiesti forti antidolorifici.
La paziente con dolore acuto e cronico sarà irritabile, febbricitante e probabilmente accaldata; si può avere una sudorazione consistente.
Si può avere pressione sanguigna elevata.
La paziente potrebbe cominciare a tremare un po’.
Se il dolore dura a lungo, si può avere nausea; la paziente appare molto dolorante e sofferente.
9Il dolore adesso è intollerabile e può essere alleviato solo con antidolorifici estremamente forti.
La paziente con dolore acuto sarà irritabile, probabilmente accaldata ed i palmi delle mani sono generalmente sudati.
La pressione sanguigna è in genere elevata; la terapia antidolorifica deve essere aumentata e nuovamente pianificata.
Possono esserci nausea e vomito.
La paziente può agitarsi o avere tremori, a causa dell’entità del dolore; può gemere e lamentarsi.
A seconda che il dolore sia acuto o cronico, la paziente in genere non riesce a dormire e non riesce
a concentrarsi neanche sulle attività più semplici
10Il livello di dolore è assolutamente insopportabile,
la paziente può vomitare o anche perdere conoscenza.
La paziente può anche essere delirante e in più gemere ed emettere parole senza senso.
La pressione sanguigna può essere ancora elevata o da adesso potrebbe diminuire drasticamente e la paziente può andare in stato di shock.
La paziente deve essere trattata sintomaticamente…se ha freddo, deve essere riscaldata; se è accaldata, va immediatamente
rinfrescata.
E’ necessario un’urgente attenuazione del dolore.
La paziente potrebbe anche diventare incontinente



© by EBBrowne RN. All rights reserved. Please leave
copyright intact when sharing the "Belle Browne Pain Scale"
with other sufferers.
Thank you.
Traduzione a cura di Chicca


 
 
 
 

Nuove celebrita' con l'endometriosi

Post n°24 pubblicato il 16 Febbraio 2008 da chiccachicca71
 


Pare che anche Sharon Stone e.....













Pamela Anderson ....



soffrano di
endometriosi
  !



Voi ne sapete qualcosa?

 
 
 

Percezione di me stessa

Post n°23 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da chiccachicca71
 

A volte mi capita di percepirmi cosi'.....




(Picture of Brian Christie - Pill Head)




 
 
 

Il dolore da endometriosi:come misurarlo?

Post n°20 pubblicato il 25 Gennaio 2008 da chiccachicca71
 

Il dolore da endometriosi è spesso un dolore cronico con il quale bisogna convivere.
Che cosa è il dolore?
Secondo l’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP),
il dolore è “una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva,
associata ad un effettivo o potenziale danno tissutale o comunque
descritta come tale.
Il dolore è sempre un'esperienza soggettiva.
Ogni individuo apprende il significato di tale parola attraverso
le esperienze correlate ad una lesione durante i primi anni di vita.
Sicuramente si accompagna ad una componente somatica,
ma ha anche carattere spiacevole, e perciò,ad una carica emozionale".
Il dolore può essere acuto o cronico.
Il dolore acuto è una risposta ad un danno o ad una lesione di una parte
del corpo, che tende a terminare una volta guarita la patologia che lo
ha causato.
E’ un tipo di dolore che ci mette in guardia sulle
condizioni del nostro corpo o sull’esistenza nell’ambiente che ci
circonda di stimoli che potrebbero essere nocivi per la nostra salute.
Il dolore cronico invece è un dolore che dura da almeno sei mesi e/o che
tende a persistere anche dopo l’eventuale guarigione dalla patologia
che lo ha originato...
Il dolore cronico si trasforma quasi sempre
in una vera e propria malattia invalidante, che coinvolge la persona
dal punto di vista emotivo, cognitivo e sociale
Insomma, la convivenza di una persona col proprio dolore cronico

influenza ogni aspetto della sua vita e lo condiziona pesantemente.




E’pur vero che la cosiddetta “soglia del dolore” ovvero la quantità,
il livello di dolore che ognuno di noi riesce a
sopportare può variare da individuo ad individuo ed è influenzato da
diversi fattori, ma quando si sta male esistiamo solo noi
e il nostro dolore.
Avete mai pensato a quante volte abbiamo rinunciato ad uscire
con quel gruppo di amici che ci fa divertire tanto perché siamo
letteralmente piegate in due dai dolori?
E quella volta che abbiamo detto di no all’invito di
quell’uomo galante perché le ovaie quella sera, proprio quella,
avevano deciso di farci sentire prepotentemente che esistono anche loro?
Allora…lo vogliamo inquadrare questo dolore? Vogliamo incasellarlo?
L’essere umano ha bisogno di “incasellare” per affrontare meglio
gli eventi che lo vedono protagonista.
Per misurare e definire il dolore e soprattutto la sua gravità esistono
le cosiddette “SCALE DEL DOLORE”.
La prima scala del dolore che vi presento è la
“SCALA DEL DOLORE DI ANDREA MANKOSKI” e viene utilizzata per
definire il dolore in generale,ovvero non è specifica per l’endometriosi.


SCALA DEL DOLORE DI ANDREA MANKOSKI

0Nessun doloreNessun analgesico
1Disturbo molto lieve con fitte sporadiche di lieve intensitàNessun analgesico
2Disturbo lieve con fitte sporadiche di forte intensitàNessun analgesico
3Il dolore è fastidioso e disturba la tua capacità di concentrazioneGli analgesici lievi sono efficaci (aspirina, ibuprofene)
4Il dolore può essere ignorato solo se sei molto concentrata in un’attivitàGli analgesici lievi sono efficaci per sollevare il dolore per 3-4 ore
5Il dolore non può essere ignorato per più di 30 minutiGli analgesici lievi riducono il dolore per 3-4 ore
6Il dolore non può essere ignorato ma non impedisce di lavorare o fare altre attività socialiGli analgesici più forti sono efficaci per ridurre il dolore per 3-4 ore (codeina, tramadolo)
7Il dolore rende difficile concentrarsi e dormire. Riesci comunque a fare qualche attività ma con fatica.Gli analgesici più forti sono poco efficaci e bisogna ricorrere ad analgesici molto forti
( morfina, ossicodone)
8Il
dolore rende molto difficile svolgere qualsiasi attività fisica: riesci
a leggere e a parlare con fatica. Nausea e capogiri si aggiungono al
dolore.
Gli analgesici più forti sono molto poco efficaci mentre gli analgesici molto forti sono efficaci per 3-4 ore
9Il dolore rende impossibile parlare. Gemi o urli quasi in delirioGli analgesici molto forti sono poco efficaci
10Perdita di coscienza. Il dolore provoca svenimento.Gli analgesici molto forti sono poco efficaci



Traduzione a cura dell’Associazione Italiana Endometriosi Onlus
Copyright © 1995, 1996, 1997 Andrea Mankoski. All rights reserved.
Right to copy with attribution freely granted.
"I devised this pain scale to help me
describe the subjective experience
of pain in more concrete terms to my doctors
and family.Please feel free to use it and
distribute it with attribution."


Nei prossimi giorni vi illustrerò una scala del dolore specifica per l'endometriosi...interessantissima !!!
Buona giornata da


 C H I C C A
 
 
 

La rimozione chirurgica dell'endometriosi

Post n°16 pubblicato il 23 Gennaio 2008 da chiccachicca71
 

Ciao a tutti ! Dove eravamo rimasti ?
Ah si’…..dobbiamo continuare a parlare delle cure..
Qualche giorno fa vi avevo raccontato che laddove le cure mediche non vi aiutino a convivere con l’endometriosi,il vostro medico potrebbe proporvi l’intervento chirurgico.
Allo stato attuale quasi tutti gli interventi per endometriosi si svolgono in laparoscopia.
Laparoscopia ???? Qualcuno potrebbe dire: e cosa sarebbe ???


La LAPAROSCOPIA è una tecnica operatoria che si svolge in anestesia totale previa distensione dell’addome con anidride carbonica e consiste nell’introdurre nella cavità addominale attraverso 3 o 4 forellini,degli strumenti detti TROCARS che fungono da porta d’ingresso per fibre ottiche e strumenti operativi di cui il chirurgo si serve per vedere meglio il tessuto endometriosico e se occorre per rimuoverlo insieme ad eventuali aderenze

PRO: piccolissime cicatrici sull' addome;degenza ospedaliera breve (in media 2-3 gg);migliore decorso postoperatorio e più rapida ripresa delle attività lavorative;minor dolore post-operatorio;più rapido ritorno alla normale vita quotidiana;minor uso di farmaci

CONTRO: non tutte le endometriosi possono essere trattate in questo modo;
potrebbe non risolvere il problema del dolore;ritorno dell'endometriosi nel 30 per cento delle donne;dolore alla spalla che si accentua con l'inspirazione (dovuto all'irritazione di un nervo ovvero il nervo frenico che innerva il diaframma ) e che dura in genere 24-48 e si risolve spontaneamente.

In caso di endometriosi molto estesa ,severa e di lunga data , con aderenze tenaci che incollano tra di loro i vari organi addominali ( utero, tube, ovaie e intestino ) può essere molto difficile, se non impossibile, eseguire l' intervento per via laparoscopica e allora ...


...il medico potrebbe convertire la laparoscopia in laparotomia

La LAPAROTOMIA è una tecnica operatoria che si svolge sempre in anestesia totale e che comporta la classica apertura dell’addome per rimuovere cisti endometriosiche e aderenze.








raramente,se i disturbi sono molto,ma molto gravi e solo dopo aver attuato ogni possibile strategia di cura, il medico potrebbe consigliarvi la rimozione di utero,tube,e ovaie.

Questa scelta viene chiamata CHIRURGIA RADICALE.

E’ una scelta importantissima che deve essere fatta tenendo conto dell’età della donna e di come aveva pianificato la sua famiglia anche perchè nonostante le chirurgia radicale in alcuni casi c’è la persistenza dei sintomi.

Spesso,per prevenire eventuali possibili recidive dell'endometriosi, in seguito all'intervento chirurgico si propone un periodo di terapia farmacologica.

E voi...siete state operate in laparoscopia o laparotomia?

Mi raccontereste le vostre esperienze,pro,contro,complicanze....tutto quello che vi viene in mente...liberamente ?

Buona serata da   





 
 
 

Come curare l'endometriosi con i farmaci

Molte donne mi hanno chiesto se esiste una terapia per l’endometriosi…
beh…se intendete una terapia risolutiva, quella no….non esiste ancora.
Le terapie di cui disponiamo attualmente noi donne affette da
endometriosi, mirano unicamente a ridurre la sintomatologia e a
favorire la fertilità e di conseguenza molto spesso, dopo una
terapia medica o chirurgica, le donne si ritrovano a fare i conti
con gli stessi sintomi che avevano prima di intraprendere una cura.
Curare l’endometriosi significa essenzialmente tenere sotto
controllo i sintomi e più precisamente il DOLORE.




Nei confronti dell’endometriosi si hanno a disposizione due tipi di terapie: quella medica e quella chirurgica.
Prima di intraprendere una terapia medica il medico,dovrebbe
considerare diversi fattori quali: stato di salute generale della
donna, età, sintomatologia e in particolare il grado del dolore
che la donna prova, valutazione delle lesioni endometriosiche e
infine desiderio della donna di procreare entro poco tempo.
Se l’endometriosi è molto lieve si può anche instaurare una
cosiddetta CONDOTTA DI ATTESA, ovvero il medico consiglia
alla donna di farsi visitare frequentemente e di prendere dei
comuni antidolorifici qualora provasse dolore.
Spesso alcuni medici propongono come soluzione curativa
una gravidanza, ma la gravidanza non lo e’ ….



La gravidanza migliora unicamente la sintomatologia
a causa della mancata ovulazione che rende meno
attivi i focolai di endometriosi.
Appena la gravidanza si conclude c’e’ una probabilissima
ripresa di malattia.
Senza contare che, spesso, il consiglio di avere una
gravidanza non e’ sempre attuabile poiché a volte la
donna non ha un partner o puo' avere progetti di vita
diversi per se’ stessa in quel determinato momento

L’unico motivo per cui la donna dovrebbe prendere in considerazione
una gravidanza e’ che più tempo passa, più l’endometriosi potrebbe
danneggiare il suo apparato riproduttivo, ma non, e lo ripeto,
per l’ipotetica scomparsa dei sintomi.




Quando i dolori pero’, diventano invalidanti al punto di interferire con le attività quotidiane come lavorare o anche semplicemente il potersi concedere una serena passeggiata, allora il medico potrebbe consigliarvi una terapia medica ovvero farmacologica e/o chirurgica.







Ecco le terapie farmacologiche:





* NESSUN TRATTAMENTO (CONDOTTA DI ATTESA)

Non si assumono farmaci (se non gli antidolorifici qualora ce
ne fosse bisogno) e non si sottopone la paziente a nessun
intervento chirurgico.

Pro: poiché la donna non assume farmaci, non ci sono effetti
collaterali
Contro: i sintomi e il dolore potrebbero perdurare e peggiorare
con il passare del tempo

* ESTROPROGESTINICI


* Pillola (estroprogestinici orali)
* Cerotto (estroprogestinici per via transdermica)
* Anello (estroprogestinici rilasciati da un anello vaginale)

Estroprogestinici orali (pillola):
contiene un estrogeno, generalmente l'etinilestradiolo, e
un progestinico, cioè un ormone con effetti simili a quelli
del progesterone. Somministrando ormoni sessuali, si inibisce
l'ovulazione. In assenza di ciclo mestruale avviene una sorta di
atrofizzazione delle lesioni endometriosiche e il miglioramento
della sintomatologia.

Pro: la pillola spesso riduce il dolore
Contro: effetti collaterali quali aumento di peso, ritenzione idrica,
emicrania, riduzione della libido, secchezza vaginale, etc; sintomi e
il dolore potrebbero non migliorare


Estroprogestinici per via transdermica (cerotto):
si tratta di cerotti da applicare sulla pelle e da cambiare una volta
alla settimana.

Pro e contro:
sono gli stessi degli estroprogestinici per via orale.


Estroprogestinici rilasciati da un anello vaginale (anello vaginale):
gli estroprogestinici sono rilasciati da un piccolo anello
in materiale plastico che deve essere inserito nella vagina
una sola volta al mese.

Pro e contro: sono gli stessi degli estroprogestinici per via orale.


* PROGESTINICI

Minipillola
Si tratta di una pillola da prendere tutti i giorni, contenente un
progestinico.Deve essere presa senza fare pause.
Il meccanismo d'azione e' lo stesso della pillola estroprogestinica
cioè inibisce l'ovulazione

Pro: Può essere utilizzata anche da donne che non tollerano o
non possono prendere gli estrogeni
Contro: Il ciclo quasi mai é regolare ovvero si alternano perdite
ematiche irregolari a periodi di amenorrea (assenza di mestruazioni);
nausea, cambiamenti di umore, cefalea, tensione al seno, secchezza vaginale,acne,ritenzione idrica,aumento di peso etc.

* ANALOGHI DEL GnRH

GnRH sta per Gonadotropin Releasing Hormone ed e’ un ormone
secreto dall’ipotalamo che regola la secrezione di FSH (ormone
follicolo stimolante che induce la maturazione del follicolo ovarico
nel quale e’ contenuto l’ovulo) e di LH (ormone luteinizzante che
induce l’ovulazione cioè la fuoriuscita dell’ovulo dal follicolo e
determina la trasformazione del follicolo in corpo luteo).
FSH e LH sono dette gonadotropine
Il GnRH e’ quindi responsabile del ciclo mestruale.
Dapprima il farmaco, determina un rilascio massivo di gonadotropine,
per poi arrivare all’effetto finale di bloccarne la produzione.
Gli analoghi GnRH provocano pertanto una menopausa farmacologica
reversibile bloccando la produzione delle gonadotropine e quindi del
ciclo mestruale

Pro: netta riduzione della sintomatologia, se non addirittura
una sua scomparsa
Contro: effetti collaterali fastidiosi quali cefalea, aumento di peso,
vampate di calore e sudorazione notturna, sono talvolta legati a
questo farmaco.
Importanti effetti collaterali limitano il loro impiego a lungo termine

* ANTAGONISTI DEL GnRH

Gli antagonisti bloccano subito la produzione GnRH e di conseguenza
si blocca anche la produzione delle gonadotropine. Con il blocco
delle gonadotropine si frena lo sviluppo dell’endometrio e quindi si
induce una “menopausa artificiale” reversibile

Pro:
riduzione della sintomatologia
Contro: con l’induzione di una menopausa artificiale si avvertono
gli stessi sintomi di una menopausa naturale e cioè vampate,
sudorazioni, irritabilità, insonnia etc.

* DANAZOLO (derivato del testosterone)

E’ un ormone che determina uno stato di menopausa artificiale
con blocco dell’ovulazione e delle mestruazioni.
Agisce inibendo il rilascio delle gonadotropine ; inibendo questo
rilascio l'endometrio si inattiva e si atrofizza e cio’ consente la
regressione dei focolai endometriosici, che in molti casi possono
scomparire

Pro: Spesso determina la scomparsa dei sintomi, che tendono però
a ricomparire entro un anno dalla sospensione della terapia.
Contro: effetti collaterali fastidiosi quali cefalea, aumento di peso,
ipertricosi (aumento dei peli), vampate di calore e sudorazione notturna,
sono talvolta legati a questo farmaco.

* SPIRALE MIRENA

E' un dispositivo che viene inserito nella cavità uterina contenente
un progestinico.Può essere utile se è giustificato da bisogni
contraccettivi e sintomatologia.

* INIBITORI DELL’AROMATASI

Agiscono riducendo o bloccando la produzione di estrogeni circolanti,
non si conoscono ancora pienamente gli effetti collaterali.

Pro: ridurrebbero l’intensità della sintomatologia dolorosa associata
alla presenza di endometriosi
Contro: poco si sa sui possibili effetti collaterali a lungo termine.



In conclusione:

La terapia medica induce un miglioramento apparente piuttosto che l'eliminazione della malattia: dopo la
ripresa dell'attività ovarica, gli impianti endometriosici riprendono la loro attività provocando infiammazione
sui tessuti circostanti e tornano ad essere visibili


Siete in cura per endometriosi?
Inviatemi le vostre esperienze.

Buona serata da



 
 
 

Donne in rinascita

Post n°13 pubblicato il 15 Gennaio 2008 da chiccachicca71


Donne in rinascita (di jACK FOLLA)




Più dei tramonti, più del volo di un uccello,
la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi, dopo la
catastrofe, dopo la caduta, che uno dice…è finita.
No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre,
anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da
mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più,
che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro
difficile, che ogni mattina hai un esame
peggio che a scuola….
Te,implacabile arbitro di te stessa, che da come
il tuo capo ti guarderà,deciderai se sei all'altezza o
se ti devi condannare.
Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai,
e sei tu che lo fai durare.Oppure parlo di te, che hai paura
anche solo di dormirci, con un uomo, che sei
terrorizzata che una storia ti tolga l'aria,
che non flirti con nessuno perché hai il terrore che
qualcuno si infiltri nella tua vita.
Peggio,se ci rimani presa in mezzo tu,
poi ci soffri come un cane.
Sei stanca.C'è sempre qualcuno con cui ti devi
giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare
tu per tenertelo stretto, e così stai
coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con
le altre…."io sto bene così, sto bene così, sto
meglio così"…e il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
ci hai abitato Natali e Pasque, in quell'uomo
ci hai buttato dentro l'anima,
ed è passato tanto tempo e ce ne hai buttata
talmente tanta, di anima,che un giorno cominci
a cercarti dentro lo specchio, perché non sai più
chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui. E so che c'è stato
un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta. Nella tua storia, nel tuo lavoro,
nella tua solitudine, ed è stata crisi. E hai pianto. Dio,
quanto piangete. Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
alla fermata della metro, sul motorino.
Così,improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore,
perché l'aria buia ti asciugasse le guance.
E poi hai scavato, hai parlato…quanto parlate ragazze.
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice
lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore….
"perché faccio così?"…"com'è che ripeto sempre lo
stesso schema?"…"sono forse pazza?"…Se lo sono chiesto
tutte. E allora... vai, giù con la ruspa nella tua storia, a due,
quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle
inestricabile.Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per
guardarti così, scomposta in mille coriandoli,
che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque.
Ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova
forma per la tua nuova "te", perché ti è toccato di
conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima, prima della ruspa…
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente,
innamorarsi di nuovo di sé stessi o farlo per la prima volta è
come un diesel, parte piano.Bisogna insistere,
ma quando va in corsa... E' un'avventura ricostruire
sé stesse, la più grande. Non importa da dove cominci,
se dalla casa, dal colore delle tende, o dal taglio dei capelli.
Io ho sempre adorato donne in rinascita, per questo
meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con
una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono vedere e capire…"attenti…il cantiere è
aperto…stiamo lavorando per voi... ma soprattutto per noi stesse…".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è
la più grande meraviglia, per chi la incontra e per sé stessa.
E' la primavera a novembre, quando meno te la aspetti.

 
 
 

Prima proposta di legge sull'endometriosi

Post n°12 pubblicato il 14 Gennaio 2008 da chiccachicca71
 


Camera dei Deputati


Proposta di legge

Presentata il 26 gennaio 2007

(Fase iter Camera:
1^ lettura)


Stato iter:
Assegnato alla XII Commissione Affari sociali il 16 aprile 2007

di iniziativa dei Deputati BIANCHI, REALACCI

LUSETTI, GRASSI, SAMPERI, ROCCO PIGNATARO, CAMILLO PIAZZA, D'IPPOLITO VITALE, BOSI, LO MONTE, CIOCCHETTI

Disposizioni per la prevenzione e il trattamento dell’endometriosi



Art. 1
(Dichiarazione dell’endometriosi come malattia sociale)



L’endometriosi è dichiarata malattia sociale. Essa è inserita
nell’elenco delle
patologie per le quali si ha diritto
all’esenzione dalla partecipazione
al costo per le
prestazioni di assistenza sanitaria a mezzo
dell’attribuzione
dello specifico codice identificativo ai sensi del

D.M. 28 maggio 1999, n. 329.



Art. 2
(Osservatorio Nazionale Permanente sull’Endometriosi)

1) È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
l’Osservatorio Nazionale Permanente sull’Endometriosi, di seguito
denominato “Osservatorio”.
2) La composizione dell’Osservatorio è la seguente:
• un rappresentante del Ministero della Salute;
• un rappresentante del Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità;
• un rappresentante del Ministero delle Politiche per la Famiglia;
• un rappresentante del Ministero del Lavoro;
• un rappresentante del Ministero dell’Ambiente;
• un rappresentante dell’INPS;
• un rappresentante dell’INAIL;
• un rappresentante dell’IIMS;
• un rappresentante di ciascuna delle Associazioni nazionali per l’endometriosi maggiormente rappresentative;
• tre esperti di chiara fama in materia;
• un rappresentante delle principali associazioni ambientaliste che hanno dedicato attenzione specifica al fenomeno.

Art. 3
(Compiti dell’Osservatorio Nazionale Permanente sull’Endometriosi )

1)L’Osservatorio individua le linee guida e la programmazione della
ricerca scientifica relativa alla diagnosi e alla cura della malattia e
dell’infertilità ad essa associata.
2) L’Osservatorio ha il compito di monitorare
quantitativamente e qualitativamente i casi di
endometriosi
tramite la creazione di un Registro Nazionale; di

coordinare ricerche e statistiche sulla fenomenologia e ricerche
epidemiologiche sulle cause; di individuare azioni ed iniziative per
la
prevenzione in generale e sui luoghi di lavoro; di elaborare e
coordinare l’attuazione di campagne di informazione alla classe
medica
e alla popolazione potenzialmente a rischio; di coordinare
le attività
svolte dai centri esistenti di diagnosi, cura e ricerca
multidisciplinari e di individuare quelli idonei a divenire centri di
eccellenza.

Art. 4
(Giornata Nazionale per la Lotta all’Endometriosi)

È istituita la “Giornata Nazionale per la Lotta all’Endometriosi” per il
giorno 2 aprile di ogni anno. In tale data le amministrazioni
pubbliche, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi
operanti nel settore, assumono, nell’ambito delle rispettive
competenze, iniziative volte a promuovere campagne di
sensibilizzazione
sulle caratteristiche della patologia,
sulla sintomatologia e sulle
pratiche di prevenzione.


Art. 5
(Copertura finanziaria)

1) L’INAIL e l’INPS, su delibera dei rispettivi consigli di
amministrazione,
destinano annualmente una quota
dei fondi, stabilita con decreto
adottato di concerto
tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed
il Ministero
del Lavoro, per le finalità della presente legge.

2) Per la parte residua, agli oneri derivanti dall’applicazione della
legge si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse
assegnate al fondo sanitario nazionale.

 
 
 
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