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Lo stress del Natale

Post n°215 pubblicato il 22 Dicembre 2017 da platef

Non amo particolarmente il Natale.

Sorvolando sull'aspetto religioso, che lascio ad ognuno libertà di viverlo spiritualmente come vuole, vorrei soffermarmi piuttosto sull'aspetto commerciale di tale festa e sul business collegato che fa in maniera di portarmi ad odiare questa festa.

Siamo appena al 22 dicembre e già sono nervoso, stressato, in rotta con la moglie causa lo stress accumulato in queste settimane, con il portafoglio già alleggerito per i cosiddetti pensierini, che moltiplicati x le varie persone, portano il totale ad una somma consistente.

Ma non è solo l'esborso il problema..

La corsa all'acquist è iniziata già sul finire del mese di ottobre, così non ci stressiamo sotto Natale...

Palle!!!!

tutte palle!!!

Siamo al 22 e ancora mancano dei presentini...

Mancano i bigliettii, mancano le stelle di Natale, mancano i fichi secchi e i datteri.

Ma dico io...il cenone è una prova di resistenza?

Salumi, mostarda, grana, agnolini, lasagne, bolliti, cotechino, arrosto, purè, spinaci, piselli, mandarini, datteri, fichi secchi, arachidi, noci, noccioline, ananas, oltre a sei-sette tipi di pandori e panettoni farciti, vini vari, liquori vari, caffè e ammazza caffè.

Poi, dopo alcune ore dalla fine della battaglia....il pranzo di Natale..

E vai... si ricomincia..manco fosse telethon..

Il tutto condito dal continuo squillo o trillo di quel maledetto telefono cellulare, che, avendo whats app, fa in maniera che ogni cagata circolante in rete venga inviata, dai babbi Natale che hanno le più assurde sembianze, alle donne nude vestite anzi svestite da babbo Natale, agli auguri più fantasiosi.

Senza contare gli auguri che arrivano da gente che consideravamo morta e sepolta.

 

 

 

 
 
 

Niente Mondiale di calcio

Post n°214 pubblicato il 30 Novembre 2017 da platef

Sono state scritte montagne di parole da tutti i giornalisti sui quotidiani di tutto il mondo, circa l'eliminazione della nostra nazionale di calcio ad opera dell'onesta e nulla più Svezia.

Ho avuto modo di leggere, sentire, ascoltare i più grandi luminari del giornalismo, degli addetti ai lavori, dei vari allenatori e di tanti calciatori, sia in attività che ex.

Tutti concordavano nel crocifiggere l'allenatore G.P. Ventura, nell'addossargli tutte le colpe, nell'individuarlo quale unico colpevole della disfatta della nostra nazionale di calcio, non ammessa alle fasi finale del prossimo mondiale di calcio.

Io vado controcorrente.

La colpa è esclusivamente dei nostri giocatori.

Svogliati, deludenti sotto ogni profilo: fisico, mentale e agonistico.

A tratti, sembrava che fossero i primi a non aver voglia di qualificarsi, forse per non rovinarsi le vacanze estive.

E non accetto nemmeno come scusa che l'allenatore Ventura non era figura carismatica giusta per condurre la nazionale.

Un allenatore che calca i campi di calcio da decenni, che ha allenato varie squadre in serie A, che conosce la tattica, non può certo essere diventato rincoglionito tutto ad un

tratto.

I giocatori scesi in campo, non dovrebbero nemmero avere biogno di una figura che dica loro come stare in campo.

Parliamo di professionisti che giocano sin da bambini al pallone.

Per battere la Svezia, squadra onesta e niente più, bastava solo mettere in campo agonismo, voglia e determinazione.

Per non parlare del valore tecnico dei singoli giocatori, tutti militanti in squadre di prima fascia.

Quindi per me la colpa è esclusivamente dei giocatori.

Parlassero di meno e si impegnassero di più.

Non facevano due passaggi di fila, non facevano un'azione che fosse una con logica.

E' colpa di Ventura se Candreva non faceva un cross che fosse uno?

Per battere la Svezia bastava far scendere in campo una qualsiasi squadra di serie B , nemmeno di A.

Mi auguro che se rifondazione deve essere, sia radicale, che tutti quelli che hanno contribuito a questa disfatta, non siano più convocati.

Basta con i vari Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci, Candreva, De Rossi e affini.

Convochiamo giovani in prospettiva futura, attingendo alla serie B se occorre, visto che i club di serie A giocano mediamente con sette/otto stranieri in squadra.

Vestire la maglia della Nazionale dovrà essere motivo di orgoglio, non una seccatura.

 

 
 
 

Flop Ferrari

Post n°213 pubblicato il 30 Ottobre 2017 da platef

Come ormai certo, in formula 1, il titolo mondiale piloti è andato giustamente ad Hamilton. La Mercedes così, dopo il titolo costruttori, ha incamerato anche il titolo piloti.

Se consideriamo l'annata, quest'anno si poteva vincerlo.

Purtroppo le trasferte asiatiche hanno rovinato il lavoro fatto con tre gare disastrose che non hanno fruttato nulla a livello di punti.

Se a tutto questo aggiungiamo che dei due piloti in forza alla Ferrari, Vettel ha brillato sicuramente per il nervosismo e le partenze diciamo così..scarse, mentre Raikkonen ha dimostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di essere un pilota scarso, non certamente da Ferrari.

A parte qualche raro sprazzo, ha sempre fatto corse al limite del ridicolo, impiegando decine di giri per sorpassare auto sicuramente inferiori alla rossa di Maranello o incamerando distacchi abissali come ieri.

Vettel che è sicuramente un buon pilota ( per me era meglio tenere Alonso ), da parte sua quest'anno tra partenze sbagliate, errori vari, nervosismo a mille e manovre azzardate, ci ha sicuramente messo del suo.

Completano il quadro un direttore sportivo ( Arrivabene ), a parere dello scrivente, inadatto a gestire un team cosi' importante, soprattutto sotto il profilo della comunicazione con i mass media.

La Mercedes ha meritato di vincere il titolo sia costruttori che piloti, d'altro canto basta vedere il divario in classifica.

Il mio auspicio è che per il prossimo anno Marchionne rinsavisca e cominci con il licenziare Raikkonen e mettere al suo posto un buon secondo che sia veloce o quantomeno combattivo.

Vettel deve lavorare sulla sua testa e non commettere più errori da debuttante.

Stiamo parlando di un quattro volte campione del mondo che a volte sbaglia come un ragazzino al debutto in formula 2.

 

 
 
 

Sono tornato

Post n°212 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da platef

Ciao a tutti.

Le poche persone che mi seguono da tempo, mi hanno chiesto come mai sono mesi che non scrivo più nessun pezzo sul mio blog.

E' presto detto.

Dall'idea originaria di tenere un blog sportivo, sono passato via via ad un blog di mera politica.

Questo perchè stante la disastrosa situazione politica in atto, italiana in particolar modo, da cittadino, ho sentito il bisogno di dire la mia, fuorviando dai miei propositi originari che erano prettamente sportivi.

Ora, dopo aver eliminato dalla mia vita i partiti politici, i tg, i quotidiani non sportivi e tutto ciò che ricorda quei paassiti che ci governano, ho deciso di ricominciare a scrivere sugli argomenti che mi ero preposto in origine: lo sport.

Non che il mondo dello sport sia meglio di quello della politica: doping, partite truccate, arbitri in malafede, società in dissesto finanziario, proprietari cinesi e quant'altro non sono certo un bel biglietto di presentazione.

Ma non avendo altri obiettivi per tenere un blog, in quanto di donne ne ho già una ed è pure troppa, non cerco avventure nè amanti, non mi interessa scrivere poesie o ricette, di qualche cosa devo pur parlare.

Mettendo da parte la politica, pur perdendo quelle poche persone che mi seguivano proprio perchè parlavo di politica, ricomincio da zero e parlo di sport, in particolare di calcio, commentando le due giornate di Champions League che hanno visto all'opera tre formazioni  italiane:

il Napoli martedì sera che ha perso 2 a 1 con il Mnachester City di Pep Guardiola e la Roma e la Juve che hanno rispettivamente pareggiato 3 a 3 con il Chelsea e vinto di misura 2 a 1 con lo Sporting Lisbona a Torino.

Personalmente il Manchester City non mi ha fatto sobbalzare sulla poltrona.

Un'approccio a dir poco assurdo del Napoli alla gara lo ha favorito di sicuro.

L'allenatore Sarri ci ha messo del suo minimizzando il valore della partita e il resto lo hanno fatto i caldi tifosi inglesi.

Tant'è che non appena il Napoli ha ritrovato un minimo di spirito di squadra, ha sbagliato unn rigore nel primo tempo, rigore che, in caso di trasformazione sono convinto lo avrebbe portato a vincere la gara e nel secondo tempo ha messo paura al City, accorciandole distanze sempre su rigore.

Ottima partita invece per la Roma contro un Chelsea di sicuro non imbattibile.

Fare 3 a 3 in trasferta a Londa non è da tutti comunque, grazie ad un formidabile Dzeko e a un'ottimo gioco di squadra.
La delusione più cocente arriva ancora una volta dalla Juventus, apparsa a mio modo di vedere ridicola, contro una squadra di bassa - media levatura sia nazionale in Portogallo che internazionale.

Una vittoria risicata, a faticata, non meritata, con ancora una volta Higuain e Dybala nulli.

Stasera si giocheranno le solite partite farsa della Uefa league, i cui pronostici sono fantascientifici, visto che ogni formazione non schiererà il miglior undici, per cui mi astengo dal commentare o pronosticare qualsiasi risultato.

Tutto questo in attesa della partita clou di sabato sera Napoli Inter, dove una vittoria dell'inter, da me auspicata tra l'altro, la proietterebbe al primato solitario in classifica.

Grazie e arrivederci alla prossima.

 

 

 

 

 
 
 

Ridi di meno Gianfry

Post n°209 pubblicato il 16 Febbraio 2017 da platef

15 Aprile 2013.

Mancava un mese al 41° compleanno della compagna poi moglie di Fini, tale Elisabetta Tulliani, ex di Luciano Gaucci, il noto ex presidente del Perugia Calcio, successivamente indagato per il fallimento dell'A.C. Perugia, inquisito assieme ai figli Riccardo e Alessandro per associazione a delinquere e dal 2005 rifugiatosi da latitante nella Repubblica Dominicana, rientrato poi a seguito di indulto.

Ex del figlio di Gaucci;

ex presidente della Sambenedettese Calcio,

ex inviata della trasmissione Uno Mattina;

avvocato;

vincitrice di circa due miliardi all'Enalotto.

Mancava un mese al suo 41° compleanno dicevamo, di questa ora 44 enne, nel frattempo moglie dell'ex presidente della Camera ( non da letto ), la Camera quella parlamentare, la legislatura era finita da un pò, si erano tenute le elezioni che avrebbero portato al governo Letta.

Fini aveva provato a restare a galla con Monti, poi aveva provato a buttare giù Berlusconi, caduto per mano dei mercati e potenti del mondo.

Apparentemente era convinto di essere tra i vincitori.

Non andò così.

Dovette cominciare una vita da pensionato, non al minimo, non con 516 euro, con una pensione d'oro, perchè da ex presidente della Camera  oltre al vitalizio che cominciava a percepire, una maxi liquidazione da 260 mila euro per la lunga carriera politica, conservava ancora qualche privilegio.

Ma veniamo ai fatti così come vengono riportati dai quotidiani oggi.

Dal suo conto ( presso il Banco di Napoli - agenzia interna alla Camera ), partì un bonifico di 800.000 euro verso il conto Unicredit di Elisabetta Tulliani.

La stessa, dopo poco, trasferì dal conto Unicredit 700.000 euro su un altro conto sempre suo presso Mps.

E con parte di quei soldi comprò una casetta per il week end a Rocca di Mezzo ( l'Aquila ).

Successivamente l'Elisabetta comprò pure un negozietto a Roma.

Tutto questo compare nell'ordinanza di sequestro preventivo alla famiglia Tulliani firmata dal gip di Roma,, portando all'iscrizione di Elisabetta nel registro degli indagati per il reato di riciclaggio e Fini per concorso in quel reato.

In questi anni, a casa fini, i milioni circolavano come noccioline. 2,5 milioni  di bonifici la cui beneficiaria risulta essere l'Elisabetta.

Di questi 1,7 milioni le sono arrivati indirettamente grazie a Francesco Corallo, il re delle slot machine al centro dell'inchiesta.

Nell'inchiesta salta fuori definitivamente la verità sulla casa di Montecarlo: l'operazione è stata fatta non solo dal cognato, ma da Elisabetta che alla fine si godrà anche il 50% della clamorosa plusvalenza per la vendita avvenuta nel 2015.

Alla verità ci si arriva grazie all'indagine chela Procura di Milano stava conducendo su Corallo.

I documenti sulla casa di Montecarlo vengono trovati su file contenuti in un hard disk sequestrato a Corallo a fine 2014 e in altro sequestro compiuto a casa di Giancarlo Tulliani nel dicembre 2016, che inchioda i protagonisti e rende impossibile il fatto che Fini non conoscesse l'operazione dal primo giorno: è a casa sua che arrivanmo i soldi alla fine.

Perchè Corallo pagò e addirittura versò a Elisabetta e Giancarlo 2 milioni per far diventare i due suoi soci nella holding del goco d'azzardo?

I magistrati individuano un favore che vale quella cifra: il pressing fatto da uomini di Fini sull'allora direttore dei Monopoli di Stato, Giorgio Tino, per ritirare una contestazione che avrebbe messo ko le società di Corallo.

Corallo aveva rapporti amicali con Fini, non con i Tulliani e fu Fini a presentargli la famiglia.

I finiani fecero quel favore e l'imprenditore lo ripagò con la generosità verso i Tulliani.

Ora ridi di meno però Gianfri!!!

 

 
 
 
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