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CANNON FODDERWar... never been so much fun!! system: SNES - size: 698 kb - release: 1993 - made by: Sensible Software I giocatori di vecchia data si ricorderanno sicuramente della cara vecchia Sensible Software... ... un po' per il buon lavoro svolto su Amiga tra la fine degli anni '80 e primi dei '90, e poi per la fortunata serie "Sensible Soccer": il gioco che all'epoca ebbe l'onore di spodestare "Kick Off 2" dal trono di miglior titolo calcistico per PC. Quello che forse è meno noto alle masse, è che la Sensible Software, coadiuvata dalla ormai defunta Silicon Sketches, curò anche delle trasposizioni su Console dei suoi più grandi successi. Nello specifico, non c'è sistema all'epoca che non abbia ospitato sui suoi circuiti una conversione di Cannon Fodder: ce lo possiamo godere perfino su Atari Jaguar, una splendida macchina che nel 1993 già poteva vantare 64bit di potenza computazionale, e su Panasonic 3DO, che sempre nel 1993 di bit ne aveva "solo" 32. Ad ogni modo, oggi ci occuperemo come di consueto dell'incarnazione sedicibittosa di "Carne da Cannone", che vide i natali tanto su SNES che su Megadrive, e di preciso della versione per SNES, che gode di una palette di colori un po' più varia. Dal punto di vista grafico c'è poco da dire, trattandosi di uno strategico: visuale dall'alto, con la classica telecamera volante, si nota subito che le caratteristiche della macchina Nintendo non vengono sfruttate a dovere; elementi scenario e sprites sono a dir poco elementari, ripetitivi e mal caratterizzati, un dettaglio basso e un'interfaccia graficamente poco curata concludono il quadro generale. Anche il comparto audio lascia un attimino perplessi: gli effetti sonori sono ridotti all'osso e riguardano unicamente le armi da fuoco e le anatre che starnazzano, mentre la colonna sonora - per quanto sia bella - è limitata alla sola intro e ricompare occasionalmente negli intermezzi tra una missione e l'altra, per poi salutarci definitivamente nella ending. Ma adesso fermiamoci un attimo con le critiche, al di là del fatto che si tratta di una conversione, ricordiamoci che stiamo parlando di uno strategico, e quindi il suo punto di forza non va certo ricercato sotto il profilo puramente estetico... e infatti, ora parleremo del vero punto di forza di Cannon Fodder: un gameplay tanto semplice e lineare quanto solido e divertente, il tutto, condito da uno humor vagamente britannico. La meccanica di gioco si basa essenzialmente nel portare a termine missioni che vi saranno espletate durante il briefing, ovvero la fase pre-bellica prima della schermata che vi trasporterà automaticamente sul campo di battaglia. Una volta proiettati in piena zona operativa, dovrete condurre i vostri uomini all'assalto dei nemici o di qualunque altro obiettivo indicatovi dai vostri superiori (ponti, bunker, etc.), salvando di tanto in tanto ostaggi. Sulla parte sinistra dello schermo si concentra l'interfaccia-comandi. Qui compariranno i nomi dei vostri uomini e l'equipaggiamento a disposizione: potrete scegliere se utilizzare il classico mitragliatore, oppure passare all'approccio forzato con il lancia-razzi o le granate a frammentazione (sempre un piacere). Nel caso in cui vi doveste perdere, passando ad una sotto-schermata (altrimenti detta mappa) sarete in grado di vedere l'ubicazione delle postazioni nemiche, la direzione da intraprendere e - dulcis in fundo - il percorso sino all'obiettivo, mentre la vostra posizione sarà simpaticamente evidenziata da una croce rossa stile "caccia al tesoro". Ovviamente, la succitata mappa tralascia di indicare quelli che sono i nascondigli dei cattivoni, anche se, con un minimo di spirito critico, è possibile prevedere i punti a maggior rischio "agguato", peccato che spesso è proprio lì che dovrete andare, per gli obiettivi da portare a termine, come ad esempio far saltare in aria una baracca. Per quanto riguarda il numero di uomini al vostro comando, in un primo momento guiderete solo un pugno di militi (2-3 in tutto), ma proseguendo nelle missioni, e con il parallelo aumentare della difficoltà, vi saranno assegnati interi reggimenti, con tanto di gradi che distingueranno gli ufficiali dai sottoufficiali, e i soldati scelti dai novellini. A cosa servono i gradi e i compiti differenziati? Molto semplice: i veterani avranno sempre il grado più alto e se verranno uccisi avrete maggiore difficoltà a guidare gli assalti (e vi roderà anche un po' il chiccherone), se invece vi faranno fuori l'artificiere non potrete più avvalervi degli esplosivi contro obiettivi o fortificazioni (e vi roderà anche un po' il chiccherone). In realtà... onorificenze, avanzamenti di grado e quant'altro, avranno soprattutto una funzione "umorale": l'uccisione di un veterano, eroe di tante battaglie, vi comporterà problemi più sentimentali che pratici... La meccanica di gioco non pretende che si vinca ogni volta, qualche missione può pure fallire, basta che i troppi insuccessi non interrompano l'afflusso di reclute al vostro esercito, perché in tal caso non avrete più carne fresca da mandare al macello e le verdi colline attorno a voi si riempiranno di malauguranti crocifissi! Sempre con l'aumentare della difficoltà, i campi di battaglia si ingrandiranno sino all'inverosimile: all'inizio dovrete aggirare solo qualche macchia di foresta pluviale, ma in seguito, sarete chiamati a guadare fiumi (e nell'acqua alta le armi non funzionano), attraversare ponti, scalare montagne, senza curarvi delle condizioni climatiche avverse o dei mille mila pertugi che potrebbero celare amichetti pronti a farvi la pelle. La vostra forza, saranno proprio i veterani, sempre che non ve li abbiamo seccati tutti, e allora comandare interi battaglioni composti unicamente da reclute non avrà lo stesso appeal credetemi. Finendo in bellezza, ogni volta che porterete a termine una missione, partirà la musichetta della vittoria (un gustoso paraponziponzipò) e i sopravvissuti vi faranno "ciao nì" con la manina. Va aggiunto che il sistema di controllo è concepito per la combinazione pciettosa mouse + tastiera, e non è stato, come sempre accade per gli strategici convertiti su Console, felicemente trasposto su gamepad, in questo caso però, i principali emulatori ci vengono in aiuto, supportando lo SNES mouse, il che ci permetterà di utilizzare il nostro mouse anche durante la sessione di gioco, facilitandoci notevolmente le cose. Longevità comunque buona, anche se non vi piacciono gli strategici; se invece avete familiarità con il genere, rischierete di passarci 10 anni della vostra vita e di divertirvi come matti. E ora un po' di chicche: il simbolo del gioco era il papavero, che a sua volta era, ed è, il simbolo dei veterani di guerra inglesi, tanto che la Royal British Legion costrinse la Sensible Software a levare il fiore dallo scatolo per evitare che si pensasse a qualche legame tra il gioco e l'associazione stessa. Fortunatamente, il papavero fu mantenuto nella gustosissima intro del gioco (che però non è presente su SNES) e nel successivo video musicale, in barba ai cagasenni. Ma i guai erano solo all'inizio per Jools, Jops e compagni: Cannon Fodder venne di lì a poco additato come media fortemente guerrafondaio, e per questo vietato ai minori di 18 anni in Germania, e aspramente criticato in tutti gli altri paesi... a nulla servirono le giustificazioni più che credibili offerte dalla casa madre, che la guerra fosse divertente solo in gioco! Il manuale per la versione MS-DOS recitava: "Cannon Fodder (cit.) mostra rapidamente che la guerra è un inutile spreco di uomini e risorse, ci auguriamo di non doverla mai sperimentare dal vivo"... ma a quanto pare nessuno lo lesse. Giudizio finale... grafica: 66% - sonoro: 73% - gameplay 90% - longevità 90% - globale: 80% Cos'altro dirvi... forse gli espertoni del genere storceranno il naso per un gameplay chiaro sin dall'inizio e un'interfaccia di gioco facile da capire, ma per un videogiocatore mainstream come il sottoscritto, che gioca a tutto e si gode tutto, difficile trovare di meglio. Se poi avete paura di cimentarvi, per i pusillanimi c'è sempre l'opzione raise the white flag! recensione a cura di Alex64 |



Inviato da: friv 2019
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il 12/01/2017 alle 11:41
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