Creato da K.Vicky il 09/03/2009

Aquiloni In Volo

Libera-mente Pensando

 

Quando ero piccola...

Post n°82 pubblicato il 24 Dicembre 2012 da K.Vicky

 

 

 

Ed eccola ancora qui , la nostra ricorrenza natalizia ... ,con tanto di albero,presepe e immancabile Babbo Natale ... tutto in armonia con luci e luccichii,regali e regalini ..... addobbi e zampognari .... tutto come da regolamentare elenco tradizionale ..... ma in tutto questo qualcuno si è ricordato del vero significato del Natale ?


Quando ero piccola, Natale significava , tempo di riflessione .....per essere più buoni; nella volontà e speranza di rimanere buoni tutto l'anno ...


Quando ero piccola,Natale era associato alla nascita di Gesù Bambino , sceso dal cielo e nato in una grotta,per poi morire ... per i nostri peccati .


Quando ero piccola , nella mia città nelle piazze principali,veniva eretto un grande albero di Natale oppure alla base dei semafori i cittadini usavano mettere sotto l'albero regali e dolciumi per i tutori dell'ordine come i vigili


Quando ero piccola Natale era un momento magico ed atteso pieno di amore ed affetto ..un occasione per donare amore e spargere sorrisi incoraggianti ...


Quando ero piccola,Natale era un occasione in più per far visita agli ammalati ed ai carcerati ....


Oggi che sono grande, tutto questo non è più ....


Mi sento defraudata,dei miei sogni della magia dell'atmosfera di Natale che non c'è più ...ed anche le luci un tempo sfavillanti e sorprendenti si son ridotte a piccoli fili intermittenti .anche loro a ricordarci che siamo in tempi di crisi e l'agognata tredicesima una volta spesa a concretizzare desideri ..oggi serve a far quadrare conti di bollette e rate da pagare ...
Nonostante tutto ... forse avremo tempo per ricordarci di Gesù ... che un giorno nacque in una grotta adibita a stalla ..... per donarci speranza,amore .....
Dio ti benedica,passante o amico che tu sia ... possa tu incontrare il vero Natale .. essenza di fede,speranza e amore .....

Carla Davì

 

 

 

 

 
 
 

Golia

Post n°81 pubblicato il 21 Dicembre 2012 da K.Vicky

 

A volte, emergono, alla mente, immagini e frasi ,che dall'oblio del cuore sembrano venir su, come echi di voci lontane ,rumori sinistri di vecchie paure e tristi ricordi. Vorresti allora .... Semplicemente vorresti , cancellare tutto e dire: " è solamente un brutto sogno" .....
Ma l'angoscioso dolore che provi, ti dice : " è tutto vero, sono io e adacquo nel tuo profondo io. Offusco le tue certezze .. annebbio la tua vista e confondo i tuoi pensieri ... sono il tuo Golia e non mi puoi ignorare. Devi solo, osare affrontarmi con onestà e verità. Dovrai vincermi con la spada del coraggio e della giustizia se vorrai andare veramente libera e ridente ...incontro ai tuoi restanti giorni


Carla Davì

 
 
 

GIOVANNI E DORA ...

Post n°80 pubblicato il 16 Novembre 2012 da K.Vicky

 


 

Che brutta sensazione,passare la  mano sul viso e sentire i peli ispidi della mia barba incolta. Cerco con lo sguardo il mio bastone, ormai, da un paio di mesi compagno dei miei passi . Lo vedo , caduto per terra …  Deve essermi scivolato ieri sera, Dora mia,quando stanco dopo aver festeggiato  il  mio compleanno … mi sono seduto sulla poltrona, mi hai fatto ballare tutta la sera, e come ridevi per i miei passi goffi e doloranti … certo,non sono più il giovane ventenne baldanzoso ed aitante che hai conosciuto, e la gotta mi uccide .. sei stata tremenda a propormi quel twist … sappi che me la pagherai per questo … ahi ahi! Non mi posso muovere,ho dolori dappertutto!Facendo leva sui braccioli,provo ad alzarmi,  dirigo i miei passi verso il bastone : Sarà, una bella impresa chinarmi per  prenderlo , mi dico,mentre amaramente sorrido. Il dolore alle caviglie si fa forte e mi sento vacillare,non credo di potercela fare … Se tu fossi qui,Dora,te ne direi tante … farmi stancare e brindare così ai miei settant’anni … e tutta quella torta … ne avrò mangiate almeno  tre fette!. Dovevano venire pure i ragazzi a festeggiare con noi … ma Dario, era  fuori per una chiamata dell’ultimo momento, aveva detto, una signora si era sentita  male e lo aveva chiamato d’urgenza …. già da un mese sta male d’urgenza  quella signora! …. Vincenzo, aveva la partita di calcetto; come se il mio compleanno capitasse all’improvviso e non avrebbe potuto rimandare . Gianna,stavolta,  aveva le amiche a casa, per un torneo di Bridge,che proprio non immaginava si protraesse così a lungo,”scusami papà, ti voglio bene auguri “ e anche lei è sparita lasciandomi solo …..per non parlare di Ida,  con l’emicrania …..e poi a sua figlia le sfugge di dire che sarebbe dovuta andare al cinema. Dora mia, se non ci fossi tu … ma cosa sono diventati questi nostri figli … cosa ne è stato di tutto quel bene  che abbiamo  letto  ieri sera,in tutti quei fogli pieni di pensieri e disegnini affettuosi e cari  ..ricordi? Ieri abbiamo aperto la scatola della memoria …. Insieme ai bigliettini della loro nascita abbiamo conservato tutte quelle piccole cose … che ci parlavano della loro crescita, delle piccole e grandi scoperte …. Le loro incredibili risposte alle nostre solite domande … su cosa volevano far da grandi e le letterine,scritte per la festa del papà … con tutte quelle dolci e care parole che ci hanno riempito il cuore di gioia e tenerezza … parole semplici ,ricche di tanto amore ,” Papà sei unico! “ ; E poi in un altro foglio  Gianna scriveva “ Al papà migliore del mondo,promettimi che non mi lascerai mai! “ ;”Al papà speciale “;” Papà grazie che mi aiuti sempre.”;” Papà sei il mio migliore amico “;…. “Papà voglio stare sempre con te,non ti lascerò mai solo “ … Papà,papà ….. quante parole Dora, ma dove sono,oggi i nostri figli,non li vediamo da due mesi … due mesi Dora, … e non hanno un minuto per passare a fare due miseri auguri al loro papà speciale? Non chiedevo un regalo Dora,e neppure un solo giorno della loro vita …. ma almeno una fetta di torta da mangiare insieme … era sempre piena di voci questa casa , ed ora il silenzio mi uccide il cervello e mi impedisce,pure di pensare. Perché Dora, perché sono andati via … li abbiamo amati così tanto … abbiamo rinunciato a tante cose,per  poter  offrire loro il meglio … per esaudire i loro mille desideri.  Ed ora … neanche il tempo di una fetta di torta! Dora non hanno più per me, alcun pensiero e neanche alcuna pena … e anche tu Dora, ti parlo e ti guardo in questa foto … l’ultima che ci ritrae insieme ,prima che quel camion,ti travolgesse e ti portasse via da me … eri uscita a comprare le candeline per una torta , la mia torta di compleanno … una torta che non è stata mai più mangiata … Ancora, ti rivedo bella e dolce nel tuo sorriso di donna innamorata … mentre ,soffi  come sempre, sul tuo ricciolo ribelle , ti scivolava sulla fronte e lo spostavi con le dita, quanto amavo quel tuo gesto e quanto mi manca! Perché Dora,perché hai permesso a quel camion di portarti via …  perché non sei con me … mi manchi Dora … mi manca l’aria …  e sono solo, in questa casa piena di malinconia ,dove i giorni sembrano insormontabili muri  grigi di monotonia … solo in questa casa, dove il silenzio uccide anche il pensiero !

Di: Carla Davì

 
 
 

ORIZZONTI

Post n°79 pubblicato il 20 Ottobre 2012 da K.Vicky

 

Affacciata a questa mia vita,

scruto, fra i ricordi,i miei ieri ...

immagini,visi e desideri ormai lontani tra

i se,i vorrei ed  i ma di sempre ...

L'oggi, mi scopre a toccare con un dito

gli ultimi fiochi bagliori,di quest'orizzonte,

fino a ieri così lontano ...

 

Di: Carla Davì

 

 
 
 

Sara e Michele ..

Post n°78 pubblicato il 27 Settembre 2012 da K.Vicky

 

 

“ Sara, Sara dove sei?”

“ Sono su in soffitta.. Michele.. vieni a vedere!”

Michele, stancamente, salì quei pochi  gradini , non aveva voglia di star lì , tra vecchie scartoffie e scatoloni strabordanti di tutto …

Dal vecchio phon da riparare, al piccolo meccano …. c’era ancora, persino la  vecchia cucina a legna di mamma Renata.

Non aveva proprio voglia di star lì ....volentieri, avrebbe di gran lunga, preferito dirigere i suoi passi verso la cucina a prendere una birra gelata ,da bere oziosamente in poltrona … magari pensando ai fatti suoi e mandando qualcuno in malora, specie mister furbetto … che ultimamente, con una scusa o con un'altra, era riuscito a rifilargli due o tre rogne in ufficio , di quelle, che se non ci stai attento ci perdi il posto di lavoro … già mister furbetto, con quell’aria da coniglio campestre, volentieri gli avrebbe assestato, in più di un occasione, un bel dritto in pieno viso....almeno, si sarebbe tolto quel sorriso gongolante di chi sa di averti fatto fesso .

“ ma vabbè..” pensò dentro di se,” meglio andare ,chi la sente poi a Sara “

Odiava quel posto pieno di ricordi, di “ciarpame” come chiamava tutti quegli oggetti che sapevano di tempi andati ,di sogni spezzati e di malinconie … lei, Sara aveva voluto conservare tutto …  fosse stato per lui, sarebbero da tempo stati gettati nella discarica … …. E invece no, lei si era ostinata … tutto lì, aveva meticolosamente conservato … la prima scatola di cioccolatini che le aveva regalato, il biglietto del primo film che avevano visto insieme … il primo ciucciotto di Laura, la prima bambola e ...persino il bouquet del loro matrimonio … era in quella stanza polverosa  ..

Aprì la porta della soffitta e si stropicciò gli occhi … non poteva credere a ciò che vedeva … si sentì improvvisamente invaso di stupore ed una strana magia lo avvolgeva.

Il vecchio baule della nonna era lì aperto … un invadente fascio di luce, metteva in risalto la bellezza dolce e morbida di Sara ,che davanti alla finestra … aveva indossato l’abito da sposa … quell’abito nuziale che era stato di sua madre e della nonna Matilde,  prima di lei … e che ancora adesso, lei indossava benissimo …  come il giorno in cui la vide apparire..bella e giovane ,lungo la navata della piccola chiesa, la guardò stupito ed emozionato, ancora come allora …. Avrebbe voluto abbracciarla e dirle quello che provava...ma restò,lì ,fermo ad ammirarla …..era lì in piedi,davanti alla finestra, il viso rivolto verso l’alto  esaltava il suo collo esile … col braccio destro teneva sollevati i capelli .. già, quella ciocca...,sempre quella ciocca di capelli inanellati  e ribelli che, sfuggendole fra le dita,le scendeva lungo il collo … e lo ammaliava … un perfetto ritratto degno di Modigliani … “ che bella” pensò e non lo disse !

Avevano litigato parecchio ultimamente … un po’ per tutto,.. i conti da pagare … la figlia Laura da mantenere agli studi … la ditta, che minacciava nuove restrizioni e licenziamenti …. Era troppo per un uomo da sopportare,con qualcuno doveva pur sfogare..e Sara , Sara spesso era la sua valvola di sfogo .. e allora le gridava contro per un nonnulla … ma lei,stava zitta e andava avanti sempre sorridendo.Lo faceva inquietare ancora di più ...quella sua snervante dolcezza … ma ora,era lì … bella come sempre ...La guardò ancora una volta … e pensò : “ se pensa di avermi intenerito ,si sbaglia” ….si girò e disse: “ tutto qui? Bene,che si mangia per cena” … si girò e cominciò a scendere i gradini..piano piano,si sentiva un verme … e la voglia di chiedere scusa e abbracciarla lo tormentava,ma quel suo maledetto orgoglio,glielo impediva.Continuava a fargli scendere quei gradini.. si versò la sua birra gelata,si sedette sulla sua poltrona ..accese la televisione e accecò i suoi pensieri.

Sentì, provenire dalla soffitta il rumore del baule che si richiudeva .. sentì chiudere la porta e poi i passi di Sara che si dirigevano verso la cucina …. Non una parola .. in silenzio,aveva iniziato a preparare la cena …..sentì,dentro al suo cuore,ancora un accenno di rimorso.ma fece spallucce e bevve ancora un lungo sorso di birra.

All’improvviso,sentì un tonfo ed un rumore di piatti rotti …..corse a vedere .Sara era a terra.. .apparentemente senza segni di vita,provò a chiamarla ... a richiamarla ……. Finalmente la sua voce …. la sua dolce voce , che paura si era preso …” Michele chiama l’ambulanza” . si sorprese...L’ambulanza...perché … sarà scivolata,  che bisogno c’era di chiamare l’ambulanza?..stava parlando...stava bene …. gli giunse ancora la sua voce” Michele caro,per favore,chiama l’ambulanza” ….

Michele, non ricordò più nulla da quel momento,solo la sua voce che concitata cercava di spiegare ai medici l’accaduto e poi lo vide… appallottolato ,sotto la sedia del tavolo ….. doveva esserle uscito di tasca  mentre cadeva … un foglio,  lo prese e lesse.. Glioblastoma Multiforme ...non operabile ..Il foglio,portava la data antecedente ai passati tre mesi … si era sottoposta a un ciclo di  radioterapia ... e non aveva detto nulla … .ed ora era lì in coma farmacologico ….. la sua Sara ….. era lì …. un attimo.. .un flash , quella soffitta.. la sua bellezza … forse voleva trovare il modo per informarlo …. E poi . il suo accorato silenzio … ed ora … i medici , gli avevano detto .. potevano solo aspettare l’inevitabile fine …

Michele, pensò a quella lunga settimana di coma … al funerale ,a tutto quello che avrebbe potuto fare e ancora dire … a tutto quello che , i suoi occhi ciechi di egoismo non avevano voluto vedere ..a quello che il suo cuore orgoglioso ed altero gli aveva impedito di porre rimedio ...  a quell'abbraccio che non avrebbe più potuto darle .a quel perdono che non avrebbe più potuto chiedere ... e pianse!

di: Carla Davì

 
 
 
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