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La Storia Di Lucky …….
Post n°62 pubblicato il 21 Dicembre 2010 da K.Vicky
La Storia di Lucky ……. Gli occhi dolci e malinconici d’un cane legato al palo … incrociano i miei … mi guardano imploranti chiedendo; una carezza … un po’ di pane … due gocce d’acqua ! Mi guardo attorno speranzosa … M’ illudo, cerco stupidamente, le tracce di un probabile padrone .. mi sono fermata un attimo, a sgranchirmi un po’ le gambe, lungo la strada di questa periferia, senza case deserta e brulla …pochi alberi sparsi … e questo povero e solitario palo a cui lo hanno egoisticamente imprigionato. Provo ad allontanarmi,ed il cane comincia a guaire,temendo che anch’io lo lasci lì, solo, legato a quel palo che lo condanna all’immobilità … lo guardo,con più attenzione … sta male … è smagrito … gli tasto il collo; cerco una targhetta un qualcosa che mi dica almeno il nome..niente! Un cagnone buono, una montagna di pelo e affetto senza un nome… orfano e privato pure della sua identità … sdegnata per tanta crudeltà, istintivamente lo slego e lo faccio salire in macchina … Si,lo so,me ne pentirò …. Ma il senno a me,si sa,arriva sempre poi … intanto è lì,tutto festante seduto sul sedile ... ha dimenticato pure d’aver fame e sete,s’è accucciato, come fosse stata da sempre casa sua!!! Sorrido,guardandolo dallo specchietto retrovisore,” sfacciato” gli dico indispettita,ma già lo chiamo: “ Leone “ per via di quel pelo color miele, sembra un labrador … chissà perché lo hanno abbandonato .. che gente crudele c’è in giro,lasciarlo così a morir di stenti … sono arrivata a casa di mia nonna, penso già alla sua faccia … appena mi vedrà .. non ne ho il tempo; mi viene incontro coi suoi piccoli passi frettolosi, le braccia tese e le vecchie ciabatte celesti, che le regalai a natale … tutta contenta di vedermi … con la coda dell’occhio sbircia in auto … alla vista di Leone fa la voce burbera e disperata mi dice “ Ma Carla ancora? No,non è possibile,un'altra volta e questo chi è, che ci fa qui!? Io non voglio nessuno … non ti bastano i gatti,gli uccellini,i conigli? Pure il cane ora ? “ … riprende fiato e ricomincia con voce incerta e preoccupata “ non penserai di lasciarlo qui? …” io, teneramente, annuisco con la testa e lei,tornando verso casa ripete più a se stessa che a me “ non ci pensare nemmeno,scordatelo! No,non posso mica raccattar sempre trovatelli … non è un ospizio d’animali casa mia ” … Faccio,un cenno d’attesa a Leone,che sembra aver capito, non guaisce più, il furbastro, ha capito già, che una casa l'ha già trovata; deve solo pazientare per l’espletamento di qualche manovra" d’addolcinatura ".. “ Nonna Carolina, nonnetta mia,non fare così, ti prego, … che dovevo fare, dimmelo tu … lasciarlo morire lì, sotto i raggi del sole ? senz’acqua e senza neanche un piccolo tozzo di pane ? se vuoi lo riporto lì … dico veramente ” mi guarda,con l’aria di chi ha scoperto il giochetto e mi dice: “Carla, ma pensi che sia nata ieri? Ma tu dici veramente? Portalo qua, fammelo vedere come sta,dagli un po’ d’acqua …“ mi sorride sorniona e mi passa uno di quei biscotti al miele che mi piacciono tanto … le schiocco un bacio enorme sulla guancia e vado a chiamare Leone … lo guardo … salta agile dalla macchina ..gli tiro il resto del mio biscotto e salta in alto per prenderlo al volo … però, che agilità! … non mi sembra poi così malconcio … per un attimo,ma è solo un attimo… penso che m’abbia intenerito il cuore di proposito? …. Lo vedo, correre festante verso mia nonna Carolina le mette le zampe sulle spalle scodinzolando …ecco, sento la sua voce briosa, dire “No,no,vai giù “Lucky” mentre con la mano gli accarezza la testa …. Come ha detto ? Lucky? E’ già diventato Lucky? …. Sorrido felice … È fatta, il cane ha già trovato casa … in fondo Lucky significa “fortunato “…. È proprio il nome adatto a lui,è una fortuna per lui aver mia nonna per padrona,che sa amare ed aver cura d’ogni cosa … pranziamo insieme .. un ultimo sguardo a quel pezzetto raro di campagna, un respiro profondo ad assaporare l’aria che sa di buono e col cuore beato salgo in macchina, per tornare verso casa … mia nonna mi grida dietro : ” mi raccomando, non ti sgranchire più le gambe …. Vai dritta a casa ….. e non correre , che poi sto preoccupata ! ” … mi spiace sempre andar via … quella casetta di nonna mia, in mezzo alla campagna è una piccola oasi di pace e serenità ! Mentre mi dirigo verso la città ..verso lo smog e la forsennata corsa del trantran giornaliero, m’asciugo una lacrima di nostalgia,sposto il mio solito riccio ribelle e penso: “ però quel Lucky è proprio il nome suo; che fortunato a restar lì, con nonna mia”! |



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