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Quando a Milano si sognava con Acr il baggese-Milanese

Post n°234 pubblicato il 25 Dicembre 2015 da oceano4658

 

      Silva Bos Ufficio Stampa

 

   (+ 39) 338.1926003  b.silva2005@libero.it

 

 silvabos-ufficiostampa.blogspot.it

 

    

 

 

.. a cuta di acr e crv cin www.acraccademia.it

NonSiamoSoliOnlus fa gli auguri di Natale e dà notizia della Breast Unit

 

 

 

SANREMO (IM).Con l’approssimarsi delle festività natalizie, la Presidente e fondatrice dell'Associazionedi Volontariato Oncologico NonSiamoSoli onlus, Tiziana Guatta, tiene aesprimere tutta la sua gratitudine e il suo orgoglio per ciò che lei, ilConsiglio Direttivo e l'associazione tutta sono riuscite a realizzare anche inquesto anno.

 

Un bilancio che apre il cuore.

 

La sua,infatti, è una realtà costituita a Sanremo dal patto stretto da sette donnemalate di cancro al seno, per fornirsi reciproco aiuto. Dall’anno dellafondazione, nel 2007, ad oggi, molta la strada percorsa, fino all’affiliazionealla Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO)che raggruppa oltre 500 Associazioni di volontariato oncologico italiane grandie piccole, 25.000 volontari e 700.000 iscritti.

 

Da qui anchela promozione del gruppo interregionale FAVO Piemonte, Liguria e Valled'Aosta, nato ad Ovada il 18 settembre 2014, e che ha come scopo principalefare da interfaccia fra le Associazioni di Volontariato Oncologico e leIstituzioni delle tre Regioni. A tale scopo si auspica l'adesione dellaRegione Liguria alla Rete Oncologica di Piemonte e Valle d'Aosta già operativa.

 

Il nostro intento - spiega la Guatta - è quello diessere un punto di riferimento per chi già sta affrontando le cure oncologiche,e per le donne che scoprono di avere il cancro al seno, perché il momento dellascoperta è uno dei più delicati e difficili di tutto il percorso che la donnadovrà affrontare”.

 

Inoltre, questa condizione di malattia a volte grave va adincidere su realtà socio economiche di grande fragilità e, sommandosi adesse, porta ad un forte peggioramento delle condizioni di disagio sociale.

 

Noi che quel momento l’abbiamo vissuto, ci offriamo per condividerequello stato d’animo che ben conosciamo, cercando di essere il migliorsostegno possibile attraverso l’ascolto, il dialogo, la condivisione epresentandoci come la prova concreta e vivente che dal cancro si può guarireper continuare a vivere in modo nuovo, dando un nuovo senso alla vita.

 

Nel nostro percorso abbiamo incontrato donne sole,senza familiari o conoscenti disponibili ad aiutarle ad affrontare le conseguenzedelle terapie, e non in grado di permettersi un aiuto domestico o di semplicecompagnia durante il corso della cura.

 

Abbiamo incontrato donne anziane, un po’ aimargini a causa della precarietà economica. Abbiamo incontrato donne consituazioni familiari problematiche, complesse, tanto da impedire loro persinodi comunicare la propria malattia alla famiglia. Abbiamo incontrato donne cheper la malattia del cancro hanno perso il lavoro, o che hanno dovutofronteggiare anche un disagio di carattere economico o anche situazioni dimobbing”.

 

E' punto di orgoglio verificare che laquasi totalità delle donne operate di cancro al seno, associate a NonSiamoSoliha avuto un esito positivo della malattia “e ci piace pensare che lanostra condivisione, anche in parte abbia contribuito al successo delle cure.Chi ha già iniziato la battaglia affrontando le cure, ci trova disponibili perl’accompagnamento nei diversi presidi sanitari, per terapie, esami, visite eaccertamenti, e per l’espletamento di pratiche e commissioni che non riesce acompiere”.

 

La Onlus sanremese, unica realtàassociativa in tutta la Liguria di volontariato oncologico con questecaratteristiche, è anche impegnata nell’opera di informazione che realizzaorganizzando convegni con specialisti sulle più varie tematiche, sia connessealla malattia, che finalizzate a dare corrette informazioni per uno stile divita più sano. Inoltre, vengono progettate Giornate di Educazione allaPrevenzione Oncologica aperte alle donne malate e non, pereffettuare visita senologica mammografia ed ecografia.

 

La consapevolezza di ogni volontario è di impegnarsi per farsuperare le chiusure e diffondere una cultura dell’auto mutuo aiuto,portando nel sociale più informazione e chiarezza sul modo di operare delvolontariato. Alcune situazioni richiedono una forma di aiuto che devenecessariamente coinvolgere i diversi volti del volontariato per cui nei casidi maggiore criticità, è stato necessario collaborare con altri organismiassistenziali.

 

Alle associazioni di tutela e volontariato la legge riconosceanche diritto di partecipazione e collaborazione con l’Amministrazionesanitaria allo scopo di contribuire ad un costante miglioramento delleprestazioni sanitarie finalizzato al raggiungimento ed alla garanzia di una qualitàdei servizi che sia quella giudicata soddisfacente dalla cittadinanza.

 

 

 

E’ auspicabile, pertanto, la creazione di un modello dicooperazione all’interno del volontariato stesso, che superi diffidenze echiusure tra le Associazioni, valorizzando le diverse competenze, capacitàe potenzialità di ognuna di esse.

 

Quando fragilità socio economica e malattia siincontrano è necessario fornire a chi ne ha bisogno una assistenza“personalizzata”, che tenga conto delle reali criticità e risponda conun’azione immediata e sinergica dei diversi soggetti idonei a fornirla.

 

Occorre dunque VEDERE OLTRE,superare particolarismi e campanilismi per lavorare in collaborazione,scambiandosi reciprocamente le proprie conoscenze al fine di soddisfare ibisogni del malato, che soprattutto se in condizioni di fragilità economicosociale, rappresenta l’unico centro di interesse dell’attività socio sanitariasia istituzionale che di volontariato.

 

Inoltre ringraziamo Europa Donna per il lavoro che si èimpegnata a fare per far sì che le strutture pubbliche, in adempimentoall'indirizzo europeo del 2016, possano dotarsi di una rete di centri disenologia multidisciplinari: i Breast Unit”.

 

E a chiusura, Tiziana Guattalancia l’apprezzabile sfida sociale:

 

Come pensate di coinvolgere i medici di medicina generalesul progetto Breast Unit e sullo screening sul territorio?

 

Un esempio che nasce da incomprensioni e differenze divedute fra Medico Oncologo e Medico di Base potrebbe essere che l'Oncologopossa stampare copia del piano annuale di esami di controllo da eseguire perevitare che il medico di base neghi l'impegnativa (in alcuni casi è accaduto);quindi a questo punto anche se non previsto nella normativa attuale possadiventare una buona consuetudine soprattutto per chi è curato al di fuori dellapropria ASL.

Proprio in merito, il Parlamento Europeo, nelle disposizioniA5/059/2003-B6/0528/2006 in materia di Risoluzioni, “richiama tutti gli StatiMembri ad “assicurare, su tutto il territorio nazionale entro il 2016, lacostituzione di centri multidisciplinari di senologia specializzati (BreastUnit) allo scopo di trattare specificatamente tale malattia perincrementare la sopravvivenza e la qualità della vita delle donne europee”.Silva Bos-Ufficio Stampa http://silvabos-ufficiostampa.blogspot.it/2015/12/nonsiamosoli-onlus-fa-gli-auguri-di_62.html 

 
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