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Post n°317 pubblicato il 22 Marzo 2025 da paolaassisi
Maddalena ricorda gli occhi del libraio che la guardava mentre saliva sulla vecchia auto. Erano occhi dolci, ed umidi. Che strano, ha gli occhi umidi come di un bimbo. Si, di un bimbo o di un papà.... Allora Maddalena comprese. Comprese che quel bibliotecario che l'aveva accolta nella sua casa, che le aveva dato la camera con profumi di fiori, si era affezionato e lei pure comprese che forse quel salire sull'auto non era solo un partire, era un addio al quale segue il ricordo. Maddalena sentì anch'essa il contrarsi della fronte, il volere stringere le palpebre e il non mostrare la lacrima che irruenta irrigava la guancia ed allora di nuovo discese dall'auto, si accostò e fu abbracciata e forte stretta poi fu presa quasi in braccio, entrò; ricorda lo scatto dello sportello e lentamente, quasi cigolando come non volesse partire, l'auto rombò e si avviò fra le strade di quel villaggio del quale neppure il nome conosce ma dove avrebbe voluto restare. Il padre guidava in silenzio per una strada polverosa non asfaltata. E dopo molto tempo le disse: Maddalena, forse questa non è una partenza; forse è un ritorno ma devi avere pazienza. Talora vedo dietro noi un auto che mi sembra riconoscere e spesso cerco evitare ci segua. Fu lungo quel viaggio. Talvolta imboccava larghe strade veloci ma spesso improvvisamente deviava e svoltava per campi. Maddalena era stanca del viaggio ma infine iniziò pure lei a guardare all'indietro e dopo avere percorso molti chilometri infine fu certa. Nessuno seguiva la macchina del suo papà e dal sonno fu presa. E si addormentò. Era notte quando si svegliò. Fu svegliata non dal rombo dell'auto. Fu svegliata dal silenzio. Il suo papà le si accostò, le tolse la copertina con la quale l'aveva protetta e infine le disse. Ecco. Maddalena. Siamo arrivati. Ma non parlare. Maddalena scese dall'auto e si guardò intorno. Erano in un campo pieno di alberi e su di essi brillava la luna circondata da corona di stelle. Si guardò intorno. Ma lei conosceva quegli alberi! Conosceva la casa laggiù. Era la sua casa quella, la sua! Ma quello era il retro della casa, non vi era la porta della cucina lì. Il papà le prese la mano e ponendole un dito sulle labbra lentamente, guardando nel buio la condusse verso la casa. Maddalena non riusciva a capire. Ma era quella la sua casa? Nella notte non la distingueva bene anche se quelli erano certi gli alberi fra i quali correva da piccola! Ma dopo sentì il canto. Sentì il canto che tutte le notti accompagnava da sempre il suo sonno, coperta dal lenzuolo che mamma le rimboccava dopo il bacio della buona notte. Si, era quella la sua casa perchè avvicinandosì sentì il canto dell'amico, dell'amico che da sempre, accompagnava il suo sonno. Il canto del cuculo, il suo cucù. Dopo, dopo Maddalena non ricorda cosa accadde. Ma il suo papà non andò verso la porta di casa. No. Tenendola per mano si accostò all'angolo buio, dietro la colonna sulla quale si appoggia il fienile ed apri la porta. La porta della vecchia, polverosa cantina. Fu a quel punto che davvero Maddalena si svegliò. Il papà, entrato, subito aveva chiuso la porta ed acceso un fiammifero Si guardò attorno meravigliata di trovarsi nella vecchia cantina della sua casa. Aveva sempre amato quella polverosa cantina, così piena di vecchie botti, l'aratro, la scala. L'aveva così amata perchè era lì che nascevano, nascosti, celati al mondo ed a tutti, i suoi sogni e timori. Si guardava attorno stordita e infine vide il papà accendere un vecchio lume a petrolio abbandonato su una vecchia sedia, poi accostarsi all'angolo buio vicino alla porta che conduce all'interno della sua casa. Il papà si chinò e raccolse una vecchia piccola botte consunta dal tempo gettata in un angolo buio, coperta dalla polvere del tempo e ragnatele. Poi dalla tasca estrasse un temperino, lo aprì e con esso tolse il vecchio fondo della piccola botte. Poi, lentamente, infilata la mano raccolse non un libro ma piccoli fogli solitari e smarriti, ingialliti dal tempo. Li mise in una tasca. Mi abbracciò: Maddalena, forse ora so.
Post n°316 pubblicato il 16 Febbraio 2025 da la.luna.piena1
Maddalena di quella notte aveva vaghi ricordi. Si ricordava dei toni alti, delle discussioni che stavano nascendo e si ricordava la porte sbattuta in maniera violenta quando suo padre li aveva messi alla porta e scacciati da casa. Si ricordava che al suo ritorno da scuola il padre le disse che dovevano partire, l'ennesimo viaggio di lavoro e che sua madre era dovuta partire per accudire una sua parente e poi li avrebbe raggiunti. Maddalena si stupì molto di questo fatto perchè pensava di non avere ne zii e tantomeno zie e invece almeno una zia c'era. Come tutte le bambine della sua età era molto curiosa e iniziò a fare domande su questa sconosciuta parente. All'inizio suo padre rispose a quasi tutte le sue domande, ma poi le disse che era meglio lasciarlo guidare tranquillamente. Guardò l'uomo e alzando la voce chiese che cosa sapeva lui di sua madre, il perchè era sparita e il motivo per cui lei e suo padre non si fermavano in un posto per tanto tempo. L'uomo si preoccupò di questo alzare la voce e prendendola per una mano la fece risedere sulla panchina. Si guardò intorno per essere sicuro che le persone non li stessero guardando e provò a spiegarle alcune cose. Iniziò a parlare di un libro cercato da troppe persone, di pagine strane e mai tradotte, ma si fermò dicendole di alzarsi senza tanta fretta e di iniziare a camminare perchè alcuni visi non lo convincevano. Le disse di non correre per non farsi notare, ma contemporaneamente le disse pure di non fermarsi o di guardare indietro. Arrivarono a casa con il fiatone e andò subito a cercare suo padre nel "laboratorio" per raccontargli ciò che era appena successo. Lo trovò intento a finire un libro e vedendola ancora ansante la fece sedere. Gli raccontò tutto e ad ogni frase il viso di suo padre era un'espressione sempre più preoccupata. Quando finì il racconto vide suo padre che si era messo a camminare per la stanza, cosa che faceva sempre quando aveva bisogno di pensare e si trovò a dover andare in cucina a bere qualcosa. Sia per la corsa, sia per la tensione nervosa che piano piano la stava abbandonando, Maddalena ebbe bisogno di sedersi e prendere fiato. Non si accorse che piano piano i suoi occhi si stavano chiudendo e si trovò a dormire con la testa appoggiata sul tavolo. Quando si svegliò non si rese conto subito dov'era; se era in biblioteca a casa sua o se questa era la cucina della sua casa oppure se era la cucina di questa zia fantomatica. Passarono alcuni minuti e alla fine si rese conto dov'era e cosa aveva detto prima. Si diresse quasi di corsa dove sperava di trovare suo padre e aprendo piano piano la porta vide che era al lavoro. Non lo disturbò e andò invece in biblioteca a dare una mano a vendere dei libri. Alla sera suo padre disse che il giorno dopo sarebbero partiti se il lavoro che aveva appena finito lo soddisfaceva. La mattina dopo fu svegliata dal profumo della colazione preparata dal padre e appena l'ebbero finita si indirizzarono verso il laboratorio. Il libro era appoggiato sul tavolo, le pagine si erano ben incollate al dorso e il titolo sembrava scritto con parole d'oro talmente queste luccicavano. Il padre , soddisfatto del suo lavoro, le disse che oramai il periodo di lavoro era finito, anche se per il bibliotecario era durato ben poco e se gli davano retta minimo sarebbero passati 2 anni prima che avesse finito. Tempo che non avevano a disposizione. Salutarono con commozione il bibliotecario, mentre il padre finiva di caricare la macchina Maddalena ebbe in regalo un libro e promise che sarebbero passati e fermati al loro ritorno. Partirono e dopo alcuni km in assoluto silenzio il padre le chiese se aveva nostalgia della madre e le disse che aveva preso una decisione. Maddalena non sapeva che cosa rispondere: ovvio che aveva nostalgia di sua madre. Quale figlia o figlio non avrebbe nostalgia dopo tanto tempo, ma aveva anche paura di alcune cose. Aveva paura di non essere riconosciuta, di non essere amata tipo quando si sbucciava un ginocchio e sua madre accorreva immediatamente per non farle versare calde lacrime e che le diceva che tutto serviva per diventare grande nella vita. Il padre, senza guardarla, iniziò a raccontare alcune cose. Sua madre non era presente a causa di un libro che rimpiangeva di averlo avuto fra le mani e alla sua maestria di scrivere in tante lingue diverse. Questo libro era cercato da molte persone per motivi diversi. I principali antagonisti erano il clero e alcune potenze militari. Che cosa aveva di speciale quel libro? Tutto e niente. Infatti era un libro di poche pagine, circa 200, ancora molte da decifrare e piene di disegni e caratteri di scrittura sconosciuti. C'erano numeri, c'erano parole e c'erano tanti disegni di piante e altro sconosciute. Chi l'aveva scritto questo libro? Non si sa, si sa solo che si supponeva che chi riusciva a decifrare il contenuto poteva raggiungere il famoso paradiso terrestre o Eden. Oppure oltre all'Eden si supponeva che ci fossero informazioni per soggiogare intere popolazioni al volere di chi sarebbe riuscito a decifrare. Sua madre vi era riuscita per alcune pagine e adesso era stata presa da coloro che volevano la traduzione completa, ma senza libro....
Post n°315 pubblicato il 02 Febbraio 2025 da la.luna.piena1
La mattina dopo aver fatto colazione Maddalena e suo padre si divisero. Lui andò nel "suo" laboratorio per finire la rilegatura di alcuni libri vecchi e importanti, mentre lei decise di fare un giro fuori anche per conoscere un po' di più quel paese che da circa due settimane era la nuova casa. Prima di partire, mise nel suo zainetto una bottiglietta d'acqua e salutando il padrone di casa si incamminò. Maddalena era sempre meno intimorita di perdersi grazie anche alle passeggiate guidate fatte con il suo amico, ma stavolta essendo da sola voleva stare un po' attenta perchè in un attimo ti puoi trovare nei guai. La giornata era tipicamente primaverile, il sole ti scaldava senza farti sudare e poi vi era una leggera brezza che ti aiutava durante il cammino. Maddalena si trovò in una zona che ra molto bella. Le vie erano molto simili tra loro, le case tutte tenute bene, giardini con molti fiori e una zona molto linda nell'aspetto. Dopo un po' iniziò ad avere stanchezza nelle gambe e vedendo alcune panchine all'ombra, senza indugi entrò nel parco e si sedette. Vedeva le persone muoversi come tante formichine. Tutte in movimento tutte apparentemente senza una vera destinazione, ma che non era vero. Mentre sorseggiava un po' d'acqua vide vicino a se, un piccolo scoiattolo indaffarato a cercare di rompere il guscio di una nocciola. Purtroppo per lei in questo modo non si avvide della persona che si stava avvicinando e quando se ne accorse era troppo tardi. Maddalena non sapeva se gridare con la speranza di essere sentita e quindi soccorsa, oppure cercare di scappare anche perchè l'uomo era intento a mangiare un biscotto. Stranamente non fece nessuna delle cose pensate, anzi accettò il biscotto che le veniva offerto. Guardandolo negli occhi e con un coraggio che nemmeno lei sapeva di possedere gli chiese che cosa voleva da loro e perchè non li lasciava in pace. L'uomo sospirò e iniziò a risponderle. Maddalena venne a sapere che c'era una persona che voleva una cosa da suo padre e questo oggetto era un libro. Le disse che anche lei l'aveva visto, ma forse non si ricordava niente perchè la prima volta che arrivò a casa sua, lei era ancora piccola. Per farle capire che persona era costui le fece un esempio. Ci sono due categorie di persone nel mondo, mia cara. Quelli che vedendo un essere umano o un animale in difficoltà cercano in tutti i modi di aiutarlo e senza chiedere niente indietro come tornaconto; c'è l'altra categoria invece che egoisticamente si disinteressa degli altri e che cerca di avere un proprio tornaconto. Nella seconda categoria apparteneva quello che voleva avere questo benedetto libro. Con un sorriso amaro e triste disse inoltre che costui si era circondato di persone malefiche quasi quanto lui e facilmente riconoscibili dal loro modo di vestire. Maddalena, stizzita gli rispose che non era più una bambina e sapeva benissimo che vi erano i buoni e i cattivi. L'uomo alzando le mani come in segno di resa e sorridendole le disse che era meglio per lei se ne aveva soltanto dire leggendo sui libri e come padre si sarebbe comportato identicamente a suo padre. Maddalena lo stava ascoltando attentamente e ad un certo punto le venne di chiedere che cosa conteneva di tanto importante quel libro che era una fonte di guai. L'uomo non sapeva che cosa rispondere e alla fine rispose con un'altra domanda: Che cosa si ricordava Maddalena di tutto questo e soprattutto se si ricordava di sua madre. Maddalena al nome della madre quasi si mise ad urlare nel chiedere che cosa c'entrava sua madre e perchè era sparita: si era stancata di lei per caso? L'uomo rispose che non doveva nemmeno pensare a queste cose, di credergli quando diceva che sua madre le voleva tanto bene perchè lui era amico di sua madre e aveva dato la sua parola di aiutare sia lei che Maddalena in modo tale da farle congiungere il più presto possibile. Maddalena mentre l'uomo parlava ebbe una piccola visione: lei nel soggiorno con i suoi quando aveva 3 anni e con sua mamma che le leggeva una fiaba prima di portarla a letto. Erano intenti chi a leggere e chi ad ascoltare quando qualcuno suonò alla porta e Maddalena si ricordava che prima suo padre e poi sua madre,dopo averla portata a letto, si erano trasferiti nel soggiorno a parlare con queste persone. In uno primo momento le voci erano quasi come sussurrate per non svegliarla, ma poi il tono di voce si alzò, si sentirono voci su voci ed a un certo punto suo padre sbatteva fuori queste persone dicendo a loro di non farsi più vedere. Purtroppo non si fecero vedere, ma anche la madre di Maddalena non c'era più ed erano passati già dei mesi dalla sua scomparsa
Post n°314 pubblicato il 19 Gennaio 2025 da paolaassisi
E’ bella la sera. E’ bello avere un nuovo amico. E’ bello. Maddalena rientrando alla casa di Viy ed attraversando il giardino guardò il cielo ancora splendente di luce che tendeva al viola. E vide le rondini. Le rondini zigzagavano nel cielo cambiando veloci il loro volo per trovare l’insetto che era cibo per il nido. Il nido attendeva il ritorno della mamma, che era cibo ed amore. Anche Maddalena guardando le rondini si sentì invasa dalla melanconia. Anche lei attendeva la mamma ma certo sarebbe tornata, come la rondine che volteggiava nel cielo, piena d’amore. Accostandosi alla finestra della casa di Viy vide una luce. Il suo papà era chino su di un libro, non lo sfogliava ma attento leggeva; poi lo carezzava con sottile pennello, poi lo riguardava attento leggendo. Il pennello carezzava la pagina consunta dal tempo poi fu suono. All’improvviso Maddalena fu investita da suono. Il pennello sembrò come animarsi. Smise di carezzare ma veloce scorreva sul foglio consunto dal tempo poi si fermava. E fu musica. All’improvviso Maddalena si accorse che dentro la casa dove il padre lavorava sul libro era musica. E vide. Kiy era al pianoforte e suonava un brano vibrante di colori e con i suoni del pianoforte vedeva il pennello del padre come agitarsi, come danzando e restaurare parole di un tempo perduto. Maddalena era contenta. Contenta di vedere che il suo papà riusciva a percepire le parole nascoste dal tempo, come guidato dal nuovo amico che suonava accompagnando sapiente al pianoforte i sentimenti, i sogni nascosti nel libro consunto. Maddalena non osò entrare nella casa di Viy, temendo rompere l’incanto. Guardava il pennello ascoltando il suono, guardava le ultime rondini che volteggiavano prima di tornare al nido. E pensò alla mamma. Forse anche lei la sera ascoltava i suoni e ricordò come da piccola le avesse raccontato che la musica ed il libro, se veri, sono la stessa cosa. Entrambi non sono fatti per essere venduti perché entrambi sono musica per chi li scrive. Sono la musica segreta del sentimento che nell’istante nel quale il libro, il partito, vengono scritti risuona nell’anima di chi scrive. E musica e libro sono sentimento che pochi possono comprendere, leggendo, ascoltando. Maddalena non riusciva a comprendere di cosa parlasse la lingua del libro che il padre delicatamente sfiorava con il pennello né riusciva a comprendere di cosa parlasse il pianoforte di Kiy, ma comprese che il libro ed il piano parlavano la stessa melodia ed era impossibile entrare nella casa rompendo l’incanto del libro e del piano. Ed abbassò lo sguardo piangendo di gioia e melanconia. E vide il barboncino. Il barboncino di Peter non era tornato alla sua casa ma l’aveva accompagnata scodinzolando felice. E’ bello pensava avere trovato una nuova amica e curioso di essa l’aveva accompagnata fin sulla soglia di casa. Maddalena lo guardò, delicatamente lo carezzò, con gioia lo abbracciò sentendo il calore del corpo, il calore di chi pure è felice perché ha trovato chi lo cercava. Poi veloce scattò, e correndo tornò alla casa di Peter. Infine entrò e sentì il calore della stufa, il borbottio della pentola sulla stufa a legna. E sentì il profumo ben noto. All’improvviso ricordò la sua casa. Il profumo della sua casa, d’inverno, era lo stesso profumo della casa di Kiy. La cucina calda della stufa a legna, il bollore lento della pentola, il profumo fumoso della legna e con esso l’abbraccio della sicurezza. Fu presa dall’incanto del dolce ricordo e non ebbe il coraggio di rompere l’istante chiedendo al papà chi fosse quell’ombra. E dopo fu notte, e fu sogno. Poi fu mattina. Ma è presto! Ho sonno! Un raggio di sole filtrava sotto lo scure di legno e Maddalena tirò il lenzuolo sugli occhi. Però, però, a ben pensare vi era si il raggio di sole, ma vi era anche suono e profumo. Allora attenta ascoltò. Si, certo, doveva essere da poco sorte l’alba ma il suono? Che era quel suono? Ed il profumo? Ma quello erano il raggio, il suono il profumo che da sempre prima di alzarsi avvolgeva la sua casa. Era il profumo della casa di mamma quello. Il tintinnare del cucchiaio sulla tazza, il sussurrare ridente del suo papà e della sua mamma, il borbottio del primo caffè del giorno ed il profumo che dalla cucina saliva al piano di sopra, fin nella stanza di Maddalena. Scostò il lenzuolo strofinando e spalancando gli occhi. Maddalena prima di aprire gli occhi vide la sua camera poi li spalancò: no, non era la sua camera quella. Era la camera della casa di Kiy quella. No, non era il suono del cucchiaio sulla tazza di caffelatte della mamma quello. Non era il suono che ti sveglia prima della scuola quello. Era il suono di un nuovo giorno in attesa di altro giorno. Maddalena si girò sul letto. Doveva dire al suo papà che credeva avere visto, in una strada del paese, quel volto. Quell’uomo. E Maddalena aspirando il lieve profumo di legna che dalla stufa di sotto saliva, decise. Oggi avrebbe detto al papà di avere visto quell’uomo. Era lui? Perché li aveva seguiti? Maddalena sapeva che il suo papà l’aveva quasi costretta a fuggire dalla sua casa. Ma perché doveva fuggire? Da chi? E come avrebbe potuto la mamma trovarla fuggendo? Poi sentì aprirsi la porta. Il papà entrò e lei correndo lo abbracciò. All’improvviso la gioia del risveglio nella sua casa vera casa, era scomparso. Non sentì più il profumo del caffelatte ed il suono del cucchiaio sulla tazza che accompagnava la corsa verso la scuola. Sentì la paura della fuga. Ma non comprendeva il perché. E disse di avere visto quell’ombra. Il papà sembrava confuso. Non mostrò paura né meraviglia. Poi, le disse: lo so. Lo sapevo. Non avere timore. Il viaggio è una tappa verso il ritorno. Non vi sono più pericoli sai. Il viaggio è la strada. La strada che porterà al ritorno. Presto saprai. Scendi, il libro ti attende. Non deve un libro sentirsi trascurato. Se lo trascuri perde i colori e se perde i colori non puoi sentirei suoni che chi lo scrisse sentiva. Scendi, è mattina, corri!
Post n°313 pubblicato il 05 Gennaio 2025 da la.luna.piena1
Passò la prima settimana; Maddalena e suo padre si alzavano presto, facevano colazione con Viy e poi ognuno faceva ciò che doveva fare. La meno impegnata era Maddalena che si divideva a dare una mano sia a suo padre che in libreria. In negozio non vi era molto da fare perchè non c'erano molti clienti che entravano per acquistare qualcosa da leggere e quindi la nostra piccola eroina passava il tempo a leggere o a spolverare un po' dove riusciva ad arrivare. Non riusciva a capire come potesse fare Viy a mantenersi proprio per la quasi totale mancanza di guadagni, specialmente dopo aver assistito ad una scena particolare. Una mattina era entrata una signora che con modo quasi altezzoso iniziò a vedere sugli scaffali alcuni libri . Ne prendeva in mano uno, leggeva la trama dietro alla copertina e lo rimetteva al suo posto senza preoccuparsi di fare le cose per bene. Viy si avvicinò a questa donna e le chiese se la poteva aiutare nella scelta. La donna lo guardò e iniziò a dire titoli su titoli. Per ogni titolo vi era sempre la solita risposta: Mi dispiace, gentile Signora, ma quello che lei cerca è stato ordinato e mi deve arrivare presto. In un primo momento Maddalena credette alla risposta che il proprietario dava, ma quando sentì un titolo e la stessa risposta rimase a bocca aperta dato che il libro appena nominato era quello che Maddalena aveva appena finito di leggere. La donna, un po' scocciata, chiese con un tono di voce petulante: Ma insomma, che razza di libreria è mai questa che non avete un libro decente? e' un'indecenza, lo dirò anche alle mie amiche e vediamo poi se non vi darete una sollecitudine per accontentare, finalmente, delle clienti come la sottoscritta! Detto tutto questo, la donna si voltò e se ne andò senza nemmeno salutare. Maddalena e Viy si guardarono negli occhi e Viy le fece segno di avvicinarsi, sorridendo. La fece sedere vicina a lui e le disse che preferiva perdere delle clienti che volevano leggere così tanto per darsi un'aria da intellettuale, piuttosto di vendere un libro che alla fine sarebbe stato dimenticato dentro un cassetto a riempirsi di polvere. Vedi, cara Maddalena, qualsiasi libro che tu vedi su ogni scaffale è fatto di carta, d'inchiostro per scrivere parole che formano frasi, ma oltre a tutto questo ogni libri è pieno di sentimenti, avventure e di ogni emozione possibile da far attraversare la mente di colui che lo legge. Lo legge, ricordatelo bene, non per far vedere che è un'intellettuale, ma solamente per assaporare l'avventura che ha dentro di se. Il libro, lo si deve considerare come un amico, che dona senza chiedere nulla in cambio. Maddalena capiva molto bene ciò che le era stato appena detto perchè era questa la situazione che stava vivendo da un po' di tempo. Viy le disse che era ora che si prendesse una mezza giornata di riposo dopo il tanto lavoro e le propose di andare in giro a vedere il paese e magari accompagnata da qualche ragazzino/a suo/a coetaneo/a . Maddalena si ricordò di quel ragazzino che l'aveva accompagnata e chiese se per caso sapesse dove abitava. Le fu detto che era fortunata perchè abitava in una via poco lontana da dove si trovava ed era facile arrivarci anche se non si conosceva il paese. Ricordandosi le descrizioni arrivò quasi subito davanti ad un cancello di una casina molto carina. I muri esterni erano di un bianco che solamente la calce poteva dare, le persiane delle finestre erano di un verde acceso e infine il tetto era formato da tegole nuovissime. Suonò al campanello e si mise in attesa che le venisse aperto il cancello. Dopo un paio di minuti vide la porta aprirsi e sbucare una vecchietta che si stava pulendo le mani in un grembiule da cucina. Si salutarono e Maddalena non aveva ancora finito di spiegarsi che dietro alla vecchietta sbucò il ragazzino che riconoscendola andò di corsa verso il cancello per aprirlo. Si salutarono e lei fu invitata ad entrare in casa. In casa fu ricevuta non solamente dalla nonna di Peter, così si chiamava il ragazzino, ma anche da un barboncino talmente pieno di ricci che si faceva fatica a distinguere il musetto dalla coda. Maddalena gli chiese se poteva accompagnarla a fare un giro in paese perchè aveva paura di perdersi e poi lui era l'unico che conosceva. Peter accettò subito di farle da guida, ma la nonna gli disse che prima doveva finire di fare i compiti. Peter sbuffò e Maddalena gli disse di non preoccuparsi e se per caso avesse bisogno di un aiuto forse lo poteva aiutare. Fu preso al volo l'invito anche perchè non era un grosso amico della matematica e ogni aiuto era ben gradito. Mentre erano intenti a far i compiti, Peter le chiese perchè non andava a scuola e chi le insegnava talmente era brava, almeno in matematica. Maddalena sospirò e disse che per il lavoro del padre era sempre costretta a studiare di più perchè doveva far vedere il suo grado d'istruzione quando si iscriveva in una scuola sempre diversa. Maddalena confessò che amava andare a scuola, imparare cose nuove, ma soprattutto farsi delle nuove amicizie. Finiti i compiti, con l'ammirazione di Peter, presero con se il cagnolino e si indirizzarono verso il centro. Maddalena fu subissata di domande e quando ci riusciva dava tutte le risposte possibili. Il paese , questa volta, era meno silenzioso da quando era arrivata. Dalla gente che salutava il suo amico , Maddalena, capì che era ben voluto e non si seppe spiegare il perchè era contenta di questa cosa , dopotutto mica era destinata a rimanere per tutta la vita. Più girava per il paese più si notavano alcune similitudini. Non vi era troppo traffico, la gente era cordiale e si salutava a differenza di dove abitava lei che vedeva le persone andare sempre di fretta e con gli occhi in basso. Dopo un'ora che le veniva mostrato il paese le fu chiesto se aveva sete o voglia di un gelato e alla sua risposta positiva si avviarono verso un bar che offriva la frescura dell'ombra fuori dal locale. Maddalena si stava divertendo in compagnia di Peter, era molto gentile, educato e aveva un qualcosa che la faceva star bene in sua compagnia. Il gelato che stavano letteralmente divorando era stato offerto da lei per ringraziarlo del tempo che le dedicava, ma come tutte le cose belle hanno una fine anche questa giornata lentamente stava finendo. Si avvicinava l'ora del rientro per entrambi e a lei dispiaceva staccarsi da lui. Con questi pensieri in testa mentre guardava Peter che le stava dicendo qualcosa vide dietro di lui una persona che se non era colui che pensava di sicuro le somigliava molto. Si vide ancora in quella casa ad origliare per sapere, per capire chi fosse quella persona che aveva causato con il suo arrivo un'ennesima partenza da luoghi ospitali ad altri che non si conoscevano. Forse si sbagliava, sperava di sbagliarsi, ma dentro di se sapeva che non si sbagliava e che quindi doveva avvisare suo padre e finalmente chiedere chi fosse e perchè stavano scappando, ma soprattutto non era ora di riuscire finalmente a sapere dove era finita sua madre che le mancava tantissimo? Con tutti questi pensieri, con un po' di tristezza nel cuore Maddalena e Peter si avviarono verso le rispettive case.
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Inviato da: cerco_guai
il 15/09/2023 alle 09:15
Inviato da: cassetta2
il 22/08/2023 alle 15:28
Inviato da: dolce.elisabetta73
il 30/05/2023 alle 19:55
Inviato da: erika_ton
il 12/02/2023 alle 20:34
Inviato da: Adele.45
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