Creato da refacquasaronnese il 06/12/2010

COMITATO ACQUA

Si scrive Acqua si legge Democrazia

 

 

LA CONFERENZA DEI COMUNI APPROVA UNO STATUTO A MISURA DI PRIVATI

Post n°398 pubblicato il 08 Luglio 2013 da refacquasaronnese
 

COMUNICATO STAMPA DEL 7 LUGLIO 2013
GESTORE UNICO PER IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO:
LA CONFERENZA DEI COMUNI APPROVA UNO STATUTO “A MISURA DI PRIVATI”


Il 27 giugno 2013 la Conferenza dei Sindaci della Provincia di Varese, con una presenza di poco superiore a 70 comuni ha deliberato un parere positivo sullo statuto del nuovo gestore unico del Servizio Idrico Integrato proposto dal Cda dell’Ufficio d’Ambito.
Il Comitato per l'Acqua Bene Comune della Provincia di Varese esprime la propria contrarietà a questo voto in quanto, nonostante la presenza del pareggio di bilancio e nonostante il divieto di partecipazione alle quote di capitale da parte di soggetti privati, lo statuto lascia una “porta aperta” agli stessi soggetti privati, mantenendo un basso quorum in fase di voto da parte dell'assemblea dei soci su questioni di modifiche statutarie e trasformazione giuridica della società.
Con poco più del 50% dei comuni si delibera uno statuto così importante che interverrà su tutti i 141 comuni della Provincia di Varese.
Statuto che concede la non adesione “temporanea” ai comuni che esprimessero la volontà di non entrare nel capitale del nuovo soggetto gestore: probabilmente si dà ancora tempo al Comune di Varese di sbrogliare la matassa ASPEM A2A S.P.A., che non permette al comune capoluogo di entrare nella società di capitali pubblici. Il Comune di Varese si trova in una situazione paradossale: ha votato a favore del Piano d’Ambito (approvato il 28/2 scorso con il determinante apporto del capoluogo), contro cui la “sua” società ASPEM S.P.A. (il cui 90% è stato venduto ad A2A) ha fatto ricorso.
E intanto un altro ricorso pende, ad oggi, contro le scelte provinciali sul gestore unico del SII: è quello della società Lurambiente S.p.a., partecipata dai comuni di Saronno e Caronno Pertusella. Senza contare che Cislago ha da tempo intrapreso la via della gestione secondo il bacino idrografico (con tre comuni in provincia di Como) e che Tradate ha riportato “in casa” buona parte del servizio idrico locale.
Insomma, Alfa Srl – questo il provvisorio nome della nuova società – parte male: quasi metà dei comuni disertano la seduta, una dozzina votano contro o si astengono e l’adesione viene lasciata formalmente “libera”, mentre per un comune (Castellanza) si sponsorizza l’”esclusione” dall’ambito territoriale che la Regione aveva già negato a precedenti altre richieste di altri comuni come Saronno.
L’esatto contrario dell’unitarietà che la Legge Regionale prevede per la gestione del servizio idrico Integrato. Quella che si affaccia alla ribalta della provincia di Varese, recentemente commissariata (nella figura di Dario Galli), sembra più una “armata Brancaleone” che una compagine sociale coesa sull’obiettivo di gestire un servizio così delicato e dai risvolti di chiaro interesse pubblico.
Così chiaro da necessitare di una gestione con Ente di diritto pubblico (Azienda Speciale), cosa che non è Alfa Srl, ma che significherebbe il pieno recepimento dell’esito referendario del 2011.
Comitato per l’Acqua Bene Comune della provincia di Varese

 
 
 

ADDIO BONIFICHE, CHI INQUINA NON PAGA

Post n°397 pubblicato il 05 Luglio 2013 da refacquasaronnese
 

COMUNICATO STAMPA

Addio Bonifiche, il Governo Letta condanna per Decreto la tutela delle falde acquifere: chi inquina non pagherà più

Appello al Ministro dell'Ambiente Orlando per la tutela della qualità dell'acqua


Altro che il principio “chi inquina paga”, con il cosiddetto “Decreto del Fare” festeggiano gli inquinatori, viene messa a rischio la salute dei cittadini e la qualità dell'acqua delle falde, un patrimonio comune di straordinaria importanza per la vita del paese.

Da circa un anno si erano moltiplicati i tentativi per inserire di straforo nei vari decreti urgenti, senza alcun confronto pubblico preliminare con i cittadini, una contro-riforma sulle bonifiche. Ora il Governo Letta e le lobby industriali hanno introdotto nel cosiddetto “Decreto del Fare” una norma di modifica del testo Unico sull'Ambiente D.lgs. 152/2006 che fa ritornare all'anno zero il settore delle bonifiche.

Si legge nel decreto “Nei casi in cui le acque di falda determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all'eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamento sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione”. La qualità dell'acqua è subordinata alle logiche economiche, da oggi se chi inquina è d'accordo, si attenuerà l'inquinamento senza eliminare le sue fonti. E' assolutamente grave che venga inserito il principio della sola “attenuazione” dell'inquinamento anche in presenza di rischio sanitario conclamato.

In Italia circa il 3% del territorio è gravemente inquinato e classificato nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche in cui gli interventi sono gestiti direttamente dal Ministero dell'Ambiente. In realtà oltre a queste situazioni estreme (da Priolo a Bussi, passando per Taranto, Brindisi, Brescia ecc.) si aggiungono una miriade di siti inquinati o potenzialmente inquinati sparsi su tutto il territorio nazionale la cui procedura di bonifica nella stragrande dei casi viene seguita dai comuni (si stimano in diverse migliaia, da discariche incontrollate a pozzi inquinati).

Recentemente lo Studio SENTIERI dell'Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato l'enorme impatto sanitario dell'inquinamento, con migliaia di morti in più rispetto all'atteso nei 37 siti monitorati.

In questo contesto che richiederebbe la messa in cantiere della vera grande opera, la bonifica del territorio italiano, il Governo Letta ha introdotto una norma sull'inquinamento delle falde acquifere che azzera ogni possibilità di bonifica definitiva delle aree inquinate, subordinando gli interventi di bonifica agli interessi economici di chi inquina anche in caso di concreto rischio sanitario.

Secondo Enzo Di Salvatore, professore di Diritto Costituzionale all'Università di Teramo «Subordinare l'eliminazione della fonte di inquinamento oltreché a possibilità tecniche anche al presupposto che ciò sia economicamente sostenibile per il privato che inquina si sostanzia in una prevalenza degli interessi economici del privato sul diritto alla salute e all'ambiente salubre. Ciò viola anche il diritto dell'Unione europea e segnatamente il principio chi inquina paga».

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua lancia un appello al Ministro dell'Ambiente Orlando, che ha dichiarato il tema della tutela dell'acqua tra quelli prioritari per il suo mandato, affinché il Governo riveda profondamente una posizione del tutto inaccettabile su un bene comune come l'acqua.

Il Forum chiede ai parlamentari di tutti i gruppi di intervenire per stralciare o almeno modificare profondamente le norme dal provvedimento nell'iter di conversione in legge in modo da rendere le norme realmente utili alla tutela della qualità dell'acqua.

Il Forum metterà in campo una serie di iniziative per contrastare quest'attacco all'accesso all'acqua potabile che l'ONU ha sancito essere un diritto umano, essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

Roma, 05 Luglio 2013




--
Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
www.acquabenecomune.org

 
 
 

L'Europa fa marcia indietro sulla privatizzazione dell'acqua

Post n°396 pubblicato il 25 Giugno 2013 da refacquasaronnese
 

 

Immagine in linea 1

COMUNICATO STAMPA

L'Europa fa marcia indietro sulla privatizzazione dell'acqua
Il Commissario Europeo Barnier dà ragione ai cittadini


Il Commissario Europeo Michel Barnier si dichiara contrario alla privatizzazione del servizio idrico e firma una dichiarazione che va incontro all'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) Right2Water.

L'ICE per l'acqua pubblica è stata sottoscritta da un milione e mezzo di cittadini in tutta Europa, anche in Italia grazie al lavoro del Forum italiano dei movimenti per l'acqua e della FpCgil.

Con una dichiarazione ufficiale diffusa il 21 giugno scorso, Barnier esclude l'acqua dalla direttiva sulle concessioni e rassicura i cittadini dell'Unione Europea: “Capisco bene la preoccupazione che deriva da una privatizzazione dell'acqua contro la vostra volontà, anche io reagirei allo stesso modo”.

Per l'ennesima volta viene smentita la litania dei fautori delle privatizzazioni, quel “ce lo chiede l'Europa” continuamente ripetuto per giustificare la cessione ai privati del servizio idrico e già sconfitto dal voto popolare nel referendum del 2011.

In Italia è intanto iniziato lo sprint finale per raggiungere l'obiettivo di firme per l'Iniziativa dei Cittadini Europei citata da Barnier, affiancando così anche il nostro paese agli undici che l'hanno già fatto, per raggiungere un risultato storico.

È possibile firmare online su www.acquapubblica.eu


Roma, 25 giugno 2013




--
Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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BUON COMPLEANNO REFERENDUM!

Post n°395 pubblicato il 04 Giugno 2013 da refacquasaronnese
 

Banner_2_compleanno_referendum_nero


Il 12 e 13 Giugno 2011, dopo molti anni, i referendum hanno di nuovo raggiunto il quorum e sono tornati ad essere lo strumento di democrazia diretta che la Costituzione garantisce. La maggioranza assoluta delle italiane e degli italiani si è espresso a favore della fuoriuscita dell'acqua e dei servizi pubblici locali da una logica di mercato e di profitto.


Le iniziative messe in campo in questi due anni per l'attuazione dei referendum, a partire dalla Campagna di Obbedienza Civile, passando per le manifestazioni nazionali del 26 novembre 2011, quella del 2 giugno e del 15 dicembre 2012, per finire ai diversi percorsi di ripubblicizzazione aperti nei territori, oltre al fatto che la lotta per l'acqua si è sempre più intrecciata con le altre vertenze per la difesa dei beni comuni e contro le speculazioni, dimostrano la persistenza del movimento dell'acqua e le ragioni profonde che hanno portato alla vittoria refendaria del 2011. Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua da sempre sostiene che il rispetto dell'esito referendario non può essere in nessun caso considerata mero adempimento tecnico, bensì elemento sostanziale di rispetto del voto democratico della maggioranza assoluta del popolo italiano. Per questo continua la sua mobilitazione per la piena attuazione del risultato referendario. L'invito a tutte e tutti è quello di partecipare alle iniziative in programma in occasione del 2° anniversario dei referendum e alle attività dei comitati territoriali, perchè oggi ancor più di ieri, si scrive acqua e si legge democrazia!

 
 
 

I GESTORI DELL'ACQUA CONTRO IL VOTO REFERENDARIO

Post n°394 pubblicato il 10 Maggio 2013 da refacquasaronnese
 

COMUNICATO STAMPA

Gestori dell’acqua in campo contro il voto referendario, il re è nudo.

Veniamo a sapere che Federutility (l'associazione di categoria dei gestori del servizio idrico) ha depositato un "intervento ad opponendum" al ricorso al TAR presentato lo scorso febbraio da Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e Federconsumatori contro la tariffa "ammazza referendum" predisposta dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas.

 

Federutility sostiene che la tariffa truffa perpetrata dall'AEEG non viola i referendum confermando il patto d'acciaio tra controllori dell'AEEG e controllati di Federutility che, in barba a referendum e volontà popolare, altro non vogliono che proteggere gli interessi dei gestori privati. 

 

Ricordiamo che Federutility è un'associazione finanziata dai gestori e dunque dal denaro di chi usufruisce del servizio idrico. Ci troviamo a constatare ancora una volta che le bollette degli italiani vengono utilizzate contro il volere e l'interesse degli stessi cittadini, nel drammatico cortocircuito che contrappone i gestori privati, sconfitti ai referendum, alle scelte democratiche dei cittadini italiani.

 

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua è fiducioso sul pronunciamento del TAR contrario ad una tariffa che spudoratamente elude i referendum di giugno 2011. Ci aspettiamo, dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo, una nuova tariffa e il rimborso di quanto illegittimamente versato dai contribuenti italiani.

Roma, 10 maggio 2013

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Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
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