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LA CONFERENZA DEI COMUNI APPROVA UNO STATUTO A MISURA DI PRIVATI

Post n°398 pubblicato il 08 Luglio 2013 da refacquasaronnese
 

COMUNICATO STAMPA DEL 7 LUGLIO 2013
GESTORE UNICO PER IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO:
LA CONFERENZA DEI COMUNI APPROVA UNO STATUTO “A MISURA DI PRIVATI”


Il 27 giugno 2013 la Conferenza dei Sindaci della Provincia di Varese, con una presenza di poco superiore a 70 comuni ha deliberato un parere positivo sullo statuto del nuovo gestore unico del Servizio Idrico Integrato proposto dal Cda dell’Ufficio d’Ambito.
Il Comitato per l'Acqua Bene Comune della Provincia di Varese esprime la propria contrarietà a questo voto in quanto, nonostante la presenza del pareggio di bilancio e nonostante il divieto di partecipazione alle quote di capitale da parte di soggetti privati, lo statuto lascia una “porta aperta” agli stessi soggetti privati, mantenendo un basso quorum in fase di voto da parte dell'assemblea dei soci su questioni di modifiche statutarie e trasformazione giuridica della società.
Con poco più del 50% dei comuni si delibera uno statuto così importante che interverrà su tutti i 141 comuni della Provincia di Varese.
Statuto che concede la non adesione “temporanea” ai comuni che esprimessero la volontà di non entrare nel capitale del nuovo soggetto gestore: probabilmente si dà ancora tempo al Comune di Varese di sbrogliare la matassa ASPEM A2A S.P.A., che non permette al comune capoluogo di entrare nella società di capitali pubblici. Il Comune di Varese si trova in una situazione paradossale: ha votato a favore del Piano d’Ambito (approvato il 28/2 scorso con il determinante apporto del capoluogo), contro cui la “sua” società ASPEM S.P.A. (il cui 90% è stato venduto ad A2A) ha fatto ricorso.
E intanto un altro ricorso pende, ad oggi, contro le scelte provinciali sul gestore unico del SII: è quello della società Lurambiente S.p.a., partecipata dai comuni di Saronno e Caronno Pertusella. Senza contare che Cislago ha da tempo intrapreso la via della gestione secondo il bacino idrografico (con tre comuni in provincia di Como) e che Tradate ha riportato “in casa” buona parte del servizio idrico locale.
Insomma, Alfa Srl – questo il provvisorio nome della nuova società – parte male: quasi metà dei comuni disertano la seduta, una dozzina votano contro o si astengono e l’adesione viene lasciata formalmente “libera”, mentre per un comune (Castellanza) si sponsorizza l’”esclusione” dall’ambito territoriale che la Regione aveva già negato a precedenti altre richieste di altri comuni come Saronno.
L’esatto contrario dell’unitarietà che la Legge Regionale prevede per la gestione del servizio idrico Integrato. Quella che si affaccia alla ribalta della provincia di Varese, recentemente commissariata (nella figura di Dario Galli), sembra più una “armata Brancaleone” che una compagine sociale coesa sull’obiettivo di gestire un servizio così delicato e dai risvolti di chiaro interesse pubblico.
Così chiaro da necessitare di una gestione con Ente di diritto pubblico (Azienda Speciale), cosa che non è Alfa Srl, ma che significherebbe il pieno recepimento dell’esito referendario del 2011.
Comitato per l’Acqua Bene Comune della provincia di Varese

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