Creato da azimut_1 il 10/11/2009

ANGELO DELLA NOTTE

SENZA PAURA

 

 

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FIUME DELL'INFANZIA

Post n°69 pubblicato il 23 Aprile 2010 da azimut_1





Ho vissuto la mia fame di avventura fin da bambino, sulle rive del grande fiume italiano; a stretto contatto con la natura, sia pure nell'ambiente rurale della bassa padana, ho scoperto la curiosità, la capacità di sognare. Nella mia fantasia i sabbioni del Po diventavano deserti, i pioppeti grandi foreste, e la linea azzurrina delle Prealpi Bresciane sull'orizzonte lontano, irraggiungibile, rappresentava per me il tetto del mondo. Un tronco portato dalla corrente diventava una nave per viaggiare e scoprire mari sconosciuti. Materializzavo nella realtà quotidiana, con la fantasia, le suggestioni di cui mi nutrivo leggendo quelli che consideravo i miei “vangeli”: le straordinarie avventure di Jack London, Melville, e tutti i grandi viaggiatori, esploratori e avventurieri della letteratura. La mia prima, grande avventura è stata attraversare a nuoto il Po, che ai miei occhi di ragazzino pareva un'impresa titanica. Poco importava se la riva emiliana e quella lombarda erano assolutamente identiche; tra loro c'era l'ostacolo e il pericolo, rappresentati dalla corrente, e in gioco la paura da vincere e l'apparentemente impossibile da superare. Sono state queste le premesse della mia vita”.
                                         Walter Bonatti

ricordo.

il profumo denso dell' argilla che dal naso scendeva fino allo stomaco
come se fosse qualcosa da mangiare
la sabbia fatta di pagliuzze d'oro
dove noi bambini affondavamo le mani
in un silenzioso gioco
il lento fluire dell'acqua il suo moto uniforme
senza litigi ne' gorgoglii
le misteriose chiatte  che procedevano sicure
verso le loro colonne d'ercole

ricordo

I "baracchini" sulla riva dura e compatta
con tavoli e lunghe panche di legno
qui si riunivano le famiglie per il pranzo:
gnocchi di semola, amboline fritte, salame ed un bicchiere
di buon lambrusco per i grandi
sopra di noi ritagli di cielo si facevano largo
tra il baluginio giocoso delle foglie di pioppo
pizzicate da un venticello impertinente

ricordo

un sentierino quasi sul bordo
offriva alla vista  quelle buffe tonde reti da pesca
che si protendevano sull'acqua
e i casottini  verdi di legno dipinto tra salici ed arbusti
 dei pochi pescatori   rimasti
che ti salutavano con malinconico orgoglio

....solo ricordi



 
 
 
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STRGA AL ROGO

 

LE STREGHE DI SALEM ERANO COSI' DEFINITE E MESSE AL ROGO  PERCHE' PER FARE IL PANE USAVANO LA SEGALE CORNUTA IGNORANDONE GLI EFFETTI ALLUCINOGENI

 

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