Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

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L' arte di sopravvivere in uno zoo umano

Post n°1076 pubblicato il 03 Giugno 2025 da gianor1
 

Oggi desidero svelare quanto sia faticoso gestire i rapporti professionali a scuola con i colleghi.
La selezione è ragguardevole, per mia conoscenza narrerò di uno zoo multicolore e variegato:
Individualisti o i sofferenti di ego, che pretendono il loro nome in tutti gli atti deliberati dal consiglio di classe e da quello dei docenti.
Personalmente non tolgo mai il loro nome, anzi, quando possibile, lo aggiungo in modo furtivo.
Protezionisti che si nascondono dietro i loro appunti e relazioni lamentandosi del gravoso carico di lavoro, della pesantezza degli adempimenti a cui attendono con solidarietà ma che agli altri non è dato sapere. A loro non faccio mai delle domande, ogni tanto compiango  il collega per la fatica che si sgroppa e lo ringrazio per l' importanza che dona a tutta la scuola.
Caffettari sono notevoli esperti di tutte le scelte della macchinetta del caffè, molti di loro hanno preparato tesi di laurea sulle tipologie del mocaccino e sull’ermeneutica del cappuccino. La sala caffè si può considerare la loro postazione di lavoro preferita o, quantomeno, quella per la quale dimostrano una vocazione naturale.
Quando mi capita di passare per una pausa, entro, saluto affettuosamente, fingo tremendamente preso da impegni saluto ed esco. (Devo confessarvi che frequento la sala caffè ( solitamente è la sala professori) solo in orari morti.
Paria intangibili occupanti posizioni sindacali spinti da nobili motivi: nessuno deve infastidirli o riprenderli. Difendono con il coltello tra i denti i loro iscritti ma preferibilmente, quando la situazione richiede un po’ di coraggio, loro, cuor di leoni, non spendono il loro nome. Si blindano dietro il nome della sigla. Con loro sono drastico: non m' inscrivo, non li voto, non gli do corda; fingo indifferenza alla politica, al sindacato, al mondo; ma vado oltre smascherando la loro ipocrisia con tutti i colleghi dotati di onestà intellettuale
Altre categorie sono individuabili (nevrotici, desaparecido, esauriti, critica-tutto, a cui appartengo…, etc.) ma bastano quelle citate (o sarà che sono quelle che oggi mi stanno più sui testicoli) per poter concordare che le ferie sono necessarie e per fortuna, per quanto mi riguarda, sempre più vicine… ©

 

 
 
 
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AFORISMA
L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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