Creato da: contastorie1961 il 11/03/2015
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La Reliquia 1

Post n°13 pubblicato il 05 Aprile 2015 da contastorie1961

Chartres, Luglio

L’emozione di scoprire laggiù, di fronte a noi, al di sopra della distesa delle messi, la grande navata e i suoi alti campanili, eguaglia quella del pellegrino che vede le mura di Gerusalemme, o quella del mistico all’apparizione della città celeste, modello ideale della chiesa”

Lapo richiuse il libretto che aveva portato con se dall’Italia. La descrizione della guida era sin troppo precisa, ma lontana anni luce dalla realtà. Nessuna fotografia, neppure la più premiata al mondo, avrebbe mai potuto rendere l’idea della maestosità di ciò che si trovava dinanzi. Le nuvole, basse e nere, proiettarono in quel momento una luce particolare sulla costruzione. La cattedrale di Notre-Dame di Chartres, piuttosto che una chiesa, sembrava molto simile a una fortezza inespugnabile. Le torri campanarie, alte e imponenti, lo lasciarono letteralmente senza fiato. Così come i tre portali della facciata principale, autentici capolavori di una bellezza inimmaginabile. Una folata di vento, violenta e improvvisa, gli strappò il libricino di mano. Chinandosi a raccoglierlo, fu come se l’incantesimo si fosse spezzato, rimandandolo al vero motivo che l’aveva portato in quel luogo. Ex studente d’architettura, attualmente disoccupato, Lapo coltivava un’unica grande passione, ossia tutto ciò che riguardava i Templari e la loro storia. E la cattedrale di Chartres, coi suoi misteri, rappresentava di sicuro il meglio in questo senso. Se tutto fosse andato liscio, una volta assolto il compito, avrebbe potuto tornare. O forse no?

Qualche settimana prima, in un bar di Firenze.

-Ho un affare da proporti ragazzo-

Il vecchio professore lo fissò al di sopra della tazzina fumante. Più vicino agli ottanta che ai settanta, portava pantaloni in flanella e una giacca dello stesso tessuto. Come facesse a resistere, visto che la temperatura sfiorava i trentacinque gradi, per Lapo rimaneva un mistero sin dai tempi dell’università. A mente, l’aveva sempre visto indossare gli stessi indumenti-Sempre tè bollente, eh professore? Una bibita fresca no?- Il vecchio posò la tazza, apparentemente sordo a quelle parole. Trascorso qualche istante, prese il bastone puntandoglielo contro -Vedo che non hai perso l’abitudine di sciorinare le tue pessime battute ragazzo. Vuoi starmi a sentire o no?- Lapo smise di sorridere. Uno scorcio dell’antica autorità, colta nello sguardo dell’anziano, gli consigliò di farlo. E, cosa più importante di tutte, aveva un tremendo bisogno di soldi.

-Se c’è da ricavarne qualcosa, sono a sua disposizione-

Dalla tasca della giacca, il professore prese qualcosa -E’ molto particolareggiata, ma solo quando sarai sul posto potrai capire- Sembrava una guida turistica, notò subito Lapo, ed era in lingua francese -Avrai tempo di guardarla più tardi, con calma. Adesso ascoltami bene. Si tratta di un compito semplice ma le mie condizioni, purtroppo, non mi consentirebbero di sopportare un viaggio del genere. Ma ho l’assoluta necessità di recuperare qualcosa di mio- Lapo inarcò un sopracciglio -Mi scusi professore. Ma, da qualche tempo, esistono le poste e addirittura i corrieri, ne ha forse sentito parlare?- Seccato, il vecchio docente picchiò un pugno sul tavolino -E va bene! Sapevo di sbagliarmi rivolgendomi a te. Ma conosco la tua situazione, così come la smania d’avventura che ti ha sempre animato. Mi rivolgerò a qualcun altro, arrivederci!- detto questo, fece per alzarsi -Le chiedo scusa professore- proruppe Lapo alzandosi a sua volta -Non mi permetterò più d’interromperla, la prego- Il professore esitò. Quindi, dopo qualche istante, tornò sui suoi passi -Non si tratta di qualcosa che si possa spedire per posta- riprese leggermente ansante -Ma hai promesso di non interrompermi più, quindi ascolta-

Chartres

Lapo si guardò freneticamente attorno. Le nubi, nel frattempo, si erano fatte più cupe e minacciose. Tra non molto, un temporale estivo avrebbe flagellato la cattedrale e i numerosi turisti presenti 

Sarà lui a contattare te. Gli ho mandato una mail con la tua foto, dovrai solo attendere” Aveva terminato il professore dopo avergli spiegato la situazione.

-Monsieur Barberinì?-

Lapo, nella foga di voltarsi, quasi si slogò il collo. Un uomo, esile e basso di statura, gli si fece incontro senza smettere un istante di guardarsi attorno, circospetto -Sono io, con chi ho il piacere di…Senza smettere di camminare, l’uomo l’afferrò per un braccio e lo trascinò via -Dopo,  monsieur. Adesso dobbiamo toglierci da qui, troppo pericoloso- Lapo non oppose resistenza. Tra l’altro, le prime e fredde gocce di pioggia, iniziarono a bagnare l’asfalto rovente. Ma, fatti pochi passi, l’uomo si fermò di colpo e s’irrigidì. All’altezza del petto, mischiata alla pioggia, una chiazza di sangue andò formandosi rapidamente. Le persone più vicine, e che avevano avuto modo di vedere la scena, iniziarono ad urlare. Preso dal panico, Lapo rimase immobile mentre l’uomo, lentamente, si accasciò a terra.

 
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