Creato da shahra.zad il 19/12/2007

Arabesque

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...

 

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ULTIMI COMMENTI

bello leggere il tuo articolo. Buona giornata da kepago
Inviato da: diletta.castelli
il 08/10/2016 alle 11:41
 
Dimmi...dove abiti adesso? :))))
Inviato da: cherubinoo
il 28/08/2012 alle 23:49
 
che piacere rivederti :-)
Inviato da: yentlG
il 04/02/2012 alle 11:40
 
Ahahahahahah da mo' che sono negli anta io, enta č...
Inviato da: cesarexxxxxx
il 13/05/2011 alle 10:09
 
Lo sapevo che arrivavo tardi pure stavolta.
Inviato da: non.sono.io
il 01/12/2010 alle 14:37
 
 

Il verbo LEGGERE  non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

-Daniel pennac-

 

 

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Sole calante

Post n°179 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da shahra.zad

Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. Insomma, a forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente.
(Claude Monet)

Infine ti sei trasformato.
Da grande Uomo a ricordo imperituro.
Da Insegnante d'arte e di vita ad Anima libera.
Conto sulle dita di una mano le persone che hanno creduto in me e tu eri una di quelle.
E prima ancora eri una persona stupenda, appassionata di vita e del tuo lavoro.
Ogni volta che prenderò in mano un pastello, un pennello o un carboncino, ogni volta che darò voce a quello che tu mi hai insegnato ad esprimere, sarà un fiore posato per te.
"Re" non solo di nome ma anche di fatto.
Ricorderò sempre quando mi chiamavi "Ragazza ribelle" e  mi chiedevi se i miei genitori mi avevano trovato nell'uovo di Pasqua e poi mi facevi l'occhiolino, che non sapevo mai se era fatto apposta o se era un altro dei tuoi mille tic.
Ti sei trasformato, ma rimarrai sempre lo stesso nei cuori di chi hai seguito come me.
Il tuo ricordo è la miglior opera d'arte che ci hai trasmesso, l'averti conosciuto è stato il miglior voto che abbiamo ricevuto da te.
Ciao Prof.

 
 
 
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Aveva un folletto dentro di sč che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensė un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.


-Herman Hesse-

 

25/02/09

"Danzatrice di parole"

da

punto.di.rottura

*grazie*

 

 

 

 

 
 
 

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