Creato da shahra.zad il 19/12/2007

Arabesque

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...

 

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bello leggere il tuo articolo. Buona giornata da kepago
Inviato da: diletta.castelli
il 08/10/2016 alle 11:41
 
Dimmi...dove abiti adesso? :))))
Inviato da: cherubinoo
il 28/08/2012 alle 23:49
 
che piacere rivederti :-)
Inviato da: yentlG
il 04/02/2012 alle 11:40
 
Ahahahahahah da mo' che sono negli anta io, enta č...
Inviato da: cesarexxxxxx
il 13/05/2011 alle 10:09
 
Lo sapevo che arrivavo tardi pure stavolta.
Inviato da: non.sono.io
il 01/12/2010 alle 14:37
 
 

Il verbo LEGGERE  non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

-Daniel pennac-

 

 

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Volevo essere Trinity

Post n°180 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da shahra.zad

Da quando ho visto Matrix per la prima volta, ho sempre sognato di interpretare i panni di Trinity, non saprei dire se per il fascino in sè del personaggio o per la possibilità di spupazzarsi un pochino Keanu Reeves/Neo...
Purtroppo però, se dal collo in giù posso ancora ambire ad una certa somiglianza, dal collo in sù, cervello compreso, le cose in comune calano drasticamente...in primis la mia abilità di Hacker.
Ed è per questo che mi ritrovo a scrivere in una fugace apparizione di sabato mattina, fregando subdolamente la connessione ai miei genitori: martedì, dopo 4 anni di onorato servizio, la connessione internet del mio computer in ufficio si è schiantata...e considerando il fatto che era già di per sè "di sgamo", perdonate il termine colloquiale molto efficace, non ho diritto nè possibilità di chiamare il tecnico d'ufficio per aggiustarla.
Ci traffico da quattro giorni, chiedendo consigli telefonici a tutti gli informatici di mia conoscenza, installando ogni tipo di programmino che si spera risolutivo, cambiando configurazioni di cui ignoravo l'esistenza...ma nulla.
Ora ho un computer pulitissimo da ogni virus, perfettamente configurato , deframmentato, compattato, eccc (inserite voi tutta una serie di aggettivi che si adattano bene) ma senza connessione.
Il tutto ovviamente accade in un momento in cui non avrei avuto per niente bisogno di un isolamento forzato.
Destino?
Ma vaffanculo anche al destino.
La cosa più incredibile è che ho resistito stoica a tutte le botte di questo periodo e poi di fronte a una mancata connessione sono crollata per un attimo, come se mi avessero tagliato un braccio.
Paura di perdere determinate cose? Eccome.
Soprattutto se in determinati contesti il mondo virtuale rappresenta una fetta importante del rapporto con alcune persone: la vita è fuori, è vero, ma causa lontananza forzata o decisioni e scelte imposte, questo mondo è uno dei pochi modi per tenersi in contatto.
Non sono mai stata tipo da vivere per il blog o per chattare (anche perchè connettendomi dal lavoro non posso più di tanto fare e non sarebbe nemmeno corretto), ma il pensiero di perdere determinati gesti, saluti e passaggi quotidiani, finestre sulla mente e la vita di chi ho conosciuto mi ha rattristato comunque.
Mi mancano  più di quanto pensassi...
Non mi arrendo, non lo faccio mai, che sia testardaggine o illusione.
E sto parlando di me, non mi arrendo per quanto riguarda me e le cose di cui sento il bisogno.
Sono delusa e amareggiata in questo momento, non solo per la connessione, ma per tante altre cose, ma sono pur sempre il solito ciclone, con i suoi alti e bassi di pressione, ma sempre attivo.
Continuo a tenere strette le persone che mi vogliono bene e a cui voglio bene, meravigliandomi che talvolta, quando mi sento uno schifo e mi allontano da tutti (o quasi), c'è qualcuno che capisce che in quel momento non ho bisogno di essere lasciata stare, ma ho proprio bisogno di essere travolta come a volte travolgo io, che non chiedo per orgoglio (ripetendo "tutto bene"), ma dentro di me spero di essere abbracciata e me ne sbatto che sia melenso o non sia da donna forte.
E intanto riparto alla carica, mai sazia di vita e calore (o colore).
Concludo e saluto...in attesa di risolvere il problema di connessione (esatto...non mi arrendo neppure per questo) i passaggi saranno sporadici e molto brevi, ma questo passa il convento, anzi, l'ufficio...;)
Lascio alcune parole regalatemi da un'Amica (di quelle che mi meravigliano e mi abbracciano), che le ha trovate sul web...
 
Ci sono donne che camminano controvento da una vita... Ci sono donne che hanno occhi profondi e sconosciuti come oceani... Ci sono donne che cambiano pelle per amore... Ci sono donne che donano il loro cuore, per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole... Ci sono donne che in silenzio fanno ballare la propria anima su una spiaggia al tramonto... Se ti fermi un istante le puoi sorprendere, mentre lottano contro il proprio istinto... Mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedi nudi, affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose... Ci sono donne che chiudono gli occhi, ascoltando una musica lenta, che rende ancora più salate le loro lacrime... Ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo in gola, rinunciano alla felicità... Ci sono donne che con i loro occhi fotografano quegli splendidi ma così fugaci attimi in cui si sentono abbracciate dall'amore, sperando di mantenerli vivi e colorati per sempre... Se apri gli occhi un istante le puoi osservare, mentre disseminano briciole di se stesse lungo il percorso verso quel treno che le porterà via, mentre urlano la loro rabbia contro vetri tremolanti di una casa diventata prigione... mentre sorridono di disperazione a chi le vorrebbe far tornare alla vita di sempre... Ci sono donne che non si fermano davanti a nulla... perché non troveranno mai la fine di quel filo... Ci sono donne che hanno fatto un nodo per ogni loro lacrima, sperando che arrivi qualcuno a scioglierli... Non fermare il cuore di una donna, niente vale di più. Non far piangere una donna, ogni lacrima è un po' di lei stessa che se ne va... Non farla aspettare da sola ed impaurita seduta sul confine della pazzia e se la vuoi amare, fallo davvero, con tutto te stesso! Stringila e proteggila... lotta per lei, uccidi per lei, piangi con lei, donale il più bel raggio di sole, ogni giorno tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi, quella luce è speranza, è amore, è puro spirito. É vento, è la più bella stella di qualsiasi notte...

 
 
 
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Aveva un folletto dentro di sč che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensė un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.


-Herman Hesse-

 

25/02/09

"Danzatrice di parole"

da

punto.di.rottura

*grazie*

 

 

 

 

 
 
 

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