Arabesque
Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...
Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno,
radicata al terreno come un albero sakura.
Ma a me diceva che ero come l'acqua,
l'acqua si scava la strada attraverso la pietra, e quando è intrappolata,
l'acqua si crea un nuovo varco.
-Memorie di una Geisha-
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Ode alla mia collega
Post n°187 pubblicato il 03 Marzo 2010 da shahra.zad
Odio le persone che mi chiamano "amore mio", "tesoro mio" o "gioia mia bella" usandolo come intercalare al posto del nome, con tono mellifluo e strascicato, il tutto mentre stanno cercando di smerdarmi davanti al capo, sminuire il mio lavoro e la mia intelligenza, farmi sentire l'ultimo escremento di questo mondo, mettermela dolcemente e profondamente in quel posto ogni santo giorno. L'effetto che mi provocano è quello di veder qualcuno pulirsi il sedere con la seta (citazione da Matrix). Non sono l'amore tuo, al massimo sono il tuo incubo peggiore. Non sono il tuo tesoro, al massimo sono il sasso in ogni tua scarpa (scelta peraltro con pessimo gusto). Non sono la tua gioia, e spero, pur involontariamente, di rovinarti l'esistenza quotidiana almeno quanto tu la rovini a me. Ti auguro che l'essere che ti sta crescendo in pancia sia bellissimo e sanissimo, con polmoni da futuro cantante lirico e tanta gioia di vivere e gridarlo al mondo, soprattutto dalle 10 di sera alle 6 di mattina almeno per 3 o 4 anni. Lo scrivo ora, perchè mi conosco e so che non porto rancore, anche perchè altrimenti in 4 anni ti avrei già sgozzato un centinaio di volte, per cui quando mi calmerò troverò inutile e privo di senso questo sfogo (che oltretutto non è da me) e tutti i pensieri cattivi che mi animano, ma in attesa di quel momento... Immaginate voi tutti gli improperi che sto pensando, non inzozzerò questo spazio scrivendoli... |
Aveva un folletto dentro di sč che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensė un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.
-Herman Hesse-
25/02/09

"Danzatrice di parole"
da
punto.di.rottura
*grazie*




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