Arabesque
Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...
Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno,
radicata al terreno come un albero sakura.
Ma a me diceva che ero come l'acqua,
l'acqua si scava la strada attraverso la pietra, e quando è intrappolata,
l'acqua si crea un nuovo varco.
-Memorie di una Geisha-
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Post n°188 pubblicato il 06 Marzo 2010 da shahra.zad
Guardo dall'esterno quella parte di me che soffre, che lotta, che ama senza remore o freni, che si butta a capofitto, che piange per un nonnulla, che guaisce in silenzio per ogni speranza delusa, per ogni umiliazione quotidiana. -ora sei tu quella piccola...quante volte ti ho rialzato, ho asciugato le tue lacrime, ti ho mostrato la verità seppur dolorosa ma necessaria -io non ho bisogno di vederla, io so credere -credere non paga, è un terno al lotto e non si basa la vita su un terno al lotto -la fiducia dà certezza, serenità e piacere -Per questo ora stai piangendo? -Gli intoppi accadono a tutti, ma io non mi arrendo -E se il tuo arrendersi fosse un mio ribellarsi? -Se davanti a ogni ostacolo ci si arrendesse o ci si ribellasse, si cercherebbe solo il modo di aggirarlo, non di eliminarlo -stai pensando troppo, sono io quella razionale -scusa, ma ho avuto una settimana difficile -non me ne parlare...tu affronti tutto così di petto e di istinto, dovresti camminarmi a fianco, invece di stare un passo avanti a me -non è colpa mia se non mi stai dietro, sono più forte di te -talmente forte che inciampi un giorno sì e uno no -quella è sfortuna -quella è certezza... -e a te cosa frega? -perchè sono io poi che raccolgo ogni volta i pezzi e faccio il puzzle e ogni volta se ne perde una tessera -nessuno ha chiesto il tuo aiuto, ce la faccio da sola -bugia... lascia fare a me questa volta, non vorrai che passiamo un'altra settimana come questa? -se lascio fare a te ci ritroviamo senza lavoro, da sole e con il cellulare rotto -chissà che non sia quello che ci serve -lo sai che non te lo lascerò mai fare -sai, a volte è difficile discernere quale sia la parte razionale...ero io o eri tu? -io chi? tu chi? -vabbè, quando ti metti a fare la filosofica sei più noiosa di quando piangi. Quella macchietta nera avrebbe dovuto sopprimerti quando ne ha avuto l'occasione -Quella agiva su di te, spegneva te -Ma eri tu a soffrirne -Ora è passato e io non porto rancore -Già, forse sarebbe meglio se cominciassi a farlo -verso di te? -no, quello non potresti, una gamba non può portare rancore a un braccio -Cosa proponi allora? -Dammi potere, dammi spazio e diventerai più forte anche tu -Pensavo di no, pensavo che a lasciar spazio a te dovessi farmi piccola io -Pensavi male, pensi male da una vita...hai sbagliato tutto -Abbracciami, mi sento sola -E' questo il tuo problema, dai fiducia a tutti ma non a te stessa e nemmeno a me. Vieni qui, mi sei mancata immensamente. Facciamo pace.
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Aveva un folletto dentro di sč che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensė un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.
-Herman Hesse-
25/02/09

"Danzatrice di parole"
da
punto.di.rottura
*grazie*




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