Creato da shahra.zad il 19/12/2007

Arabesque

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...

 

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bello leggere il tuo articolo. Buona giornata da kepago
Inviato da: diletta.castelli
il 08/10/2016 alle 11:41
 
Dimmi...dove abiti adesso? :))))
Inviato da: cherubinoo
il 28/08/2012 alle 23:49
 
che piacere rivederti :-)
Inviato da: yentlG
il 04/02/2012 alle 11:40
 
Ahahahahahah da mo' che sono negli anta io, enta č...
Inviato da: cesarexxxxxx
il 13/05/2011 alle 10:09
 
Lo sapevo che arrivavo tardi pure stavolta.
Inviato da: non.sono.io
il 01/12/2010 alle 14:37
 
 

Il verbo LEGGERE  non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

-Daniel pennac-

 

 

« Ode alla mia collega »

Post n°188 pubblicato il 06 Marzo 2010 da shahra.zad

Guardo dall'esterno quella parte di me che soffre, che lotta, che ama senza remore o freni, che si butta a capofitto, che piange per un nonnulla, che guaisce in silenzio per ogni speranza delusa, per ogni umiliazione quotidiana.
La guardo con gli occhi di quella parte razionale che ho sempre pensato debole e piccola, dominata e spodestata dall'esuberante parte sentimentale:

-ora sei tu quella piccola...quante volte ti ho rialzato, ho asciugato le tue lacrime, ti ho mostrato la verità seppur dolorosa ma necessaria

-io non ho bisogno di vederla, io so credere

-credere non paga, è un terno al lotto e non si basa la vita su un terno al lotto

-la fiducia dà certezza, serenità e piacere

-Per questo ora stai piangendo?

-Gli intoppi accadono a tutti, ma io non mi arrendo

-E se il tuo arrendersi fosse un mio ribellarsi?

-Se davanti a ogni ostacolo ci si arrendesse o ci si ribellasse, si cercherebbe solo il modo di aggirarlo, non di eliminarlo

-stai pensando troppo, sono io quella razionale

-scusa, ma ho avuto una settimana difficile

-non me ne parlare...tu affronti tutto così di petto e di istinto, dovresti camminarmi a fianco, invece di stare un passo avanti a me

-non è colpa mia se non mi stai dietro, sono più forte di te

-talmente forte che inciampi un giorno sì e uno no

-quella è sfortuna

-quella è certezza...

-e a te cosa frega?

-perchè sono io poi che raccolgo ogni volta i pezzi e faccio il puzzle e ogni volta se ne perde una tessera

-nessuno ha chiesto il tuo aiuto, ce la faccio da sola

-bugia... lascia fare a me questa volta, non vorrai che passiamo un'altra settimana come questa?

-se lascio fare a te ci ritroviamo senza lavoro, da sole e con il cellulare rotto

-chissà che non sia quello che ci serve

-lo sai che non te lo lascerò mai fare

-sai, a volte è difficile discernere quale sia la parte razionale...ero io o eri tu?

-io chi? tu chi?

-vabbè, quando ti metti a fare la filosofica sei più noiosa di quando piangi. Quella macchietta nera avrebbe dovuto sopprimerti quando ne ha avuto l'occasione

-Quella agiva su di te, spegneva te

-Ma eri tu a soffrirne

-Ora è passato e io non porto rancore

-Già, forse sarebbe meglio se cominciassi a farlo

-verso di te?

-no, quello non potresti, una gamba non può portare rancore a un braccio

-Cosa proponi allora?

-Dammi potere, dammi spazio e diventerai più forte anche tu

-Pensavo di no, pensavo che a lasciar spazio a te dovessi farmi piccola io

-Pensavi male, pensi male da una vita...hai sbagliato tutto

-Abbracciami, mi sento sola

-E' questo il tuo problema, dai fiducia a tutti ma non a te stessa e nemmeno a me. Vieni qui, mi sei mancata immensamente. Facciamo pace.

 

 

 

 
 
 
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Aveva un folletto dentro di sč che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensė un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.


-Herman Hesse-

 

25/02/09

"Danzatrice di parole"

da

punto.di.rottura

*grazie*

 

 

 

 

 
 
 

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