Creato da pacatissima il 31/10/2010

Affreschi Yin

racconti

 

 

Con Me

Post n°110 pubblicato il 29 Ottobre 2012 da pacatissima
Foto di pacatissima

 

Fatta una doccia.

36 o 38° gradi, il caldo.

Esco, cammino. Godo l’aria sul corpo.

Le macchine passano…tornano.

Alzano la polvere e poi tutto è di nuovo normale.

Proseguo.

Con quest’abito di garza nero,  racchiudendo nel cuore una letizia al di fuori del comune.

Penso delle cose ed ho come timore di dirle perché vorrei godermi in silenzio quello che mi è tenuto in serbo.

Mi sembra proprio che mi stiano concedendo dei favori.

Sono così affezionata alla mia vita, così felice di esserci dentro che riesco a non sentire il peso dei pensieri oscuri. 
Mi sento di fronte ad un altopiano soleggiato, spazioso e promettente.

Provo gioia nel vedere i miei frutti cresciuti, nel sentirli dolci, felici, freschi, intensi, brucianti, languidi, penetranti.

Tutto quello che vedo sorride.

Non c’è forse molto da dire, ma dirò ugualmente, per lo meno il contorno.

Riesco a girare fra i vari piaceri e fra questi è entrato a far parte

 il godere nel rintracciare le mie spinte, capirle.

C’è un Capricorno. Non ho mai avuto a che fare con il maschio Capricorno, l’ho sempre lasciato perdere perché ritengo  sia dispendioso di energia e poco gratificante, ma può essere gradevole, almeno giocarci.

·         Nel passato non ha destato il mio interesse, lo guardavo con quella tristezza che mi prende quando guardo qualcuno e scopro che non riesce a stimolarmi.

·         All’improvviso comincia ad accendermi.

·         Inizio a guardarlo in modo comunicativo, i silenzi diventano intensi, la vicinanza più ricercata, ma molto cauta perché, essendo Capricorno, so che devo muovermi con circospezione, per poi anche lasciare spazio ai miei modi di essere.

·         Lui è chiuso dentro di sé, ogni tanto il viso si illumina di un sorriso caldo e sognante.

·         Mani forti, nodose, con unghie mangiate, belle, abitate da un’energia che il resto del corpo non dimostra.

·         Bocca sottile.

 

Felice di essere arrivata ad un’età in cui la saggezza si manifesta nelle mani e nel cuore.

Delle volte mi dico: non c’è da chiedersi proprio nulla, c’è da vivere e basta.

Sono in un liquido spumeggiante, leggero, pieno di bollicine.

Al tramonto c’è la luce che preferisco  e già questa mi mette bene.

Rido perché lo vedo ridere,

rido perché sono contenta.

Non ho motivo di bloccare il mio sorriso e mostrarmi seria, lo vivo in pieno. Scelgo la leggerezza.

 

 

 
 
 

PENSIERI DISABILITATI

Post n°109 pubblicato il 03 Settembre 2012 da pacatissima
Foto di pacatissima

Ce ne ho le scatole quasi piene. Quasi. Perché continuo a scegliere quelle onde insormontabili di emozioni. Sceglierle. E’ una parola sbarazzarsene. Ora non ci sono. E la vita mi chiama, in quegli aspetti ancora mentali, ma non condivisi. Ancora una volta non condivisi come vorrei. Ancora una volta surrogati. Dai quali mi lascio frastornare, creando per loro situazioni inadatte. Cerco, leggo, scambio parole con chiunque credo possa darmi chiarificazioni, attingendo da posizioni non mie. Dove però mi hanno invitata sapendo che ciò che si determina è ragnatela.

Sarebbe bene non caderci e comunque riuscire a districarsi.

Sono l’asse di una bilancia che vorrebbe stabilire un’equità fra due contromisure e, sebbene il compito sia allettante e tanto, troppo spesso mi ritrovo a voler scegliere l’allontanamento.

 Calpestare ogni cosa che fin’ora mi ha procurato un nutrimento sbalestrato. Dove  appoggiare le mie contromisure? Mi chiedono una condivisione che mi allontana da me stessa.

Tradire. Per non tradirsi.

 Ma tradire cosa?

Mai se stessi.

Senza alcun dubbio.

 

 
 
 

FIZZY BUBBLE MEMORY

Post n°108 pubblicato il 19 Agosto 2012 da pacatissima
Foto di pacatissima

I passi. Gli stessi di sempre

Forse più affrettati.

Ma c’era dall’altra parte qualcuno che mirava ad un sodo più sostanzioso del mio. E allora eccomi pendolare tra il volere e il ripensare. Sintomo, questo, di un chiaro non pieno. C’è bisogno di incamerare altro, per poter dialogare, dilagare, dilungarsi.

“ Non puoi presentarti con una bella torta e poi fare Santa Maria Goretti…” dice la Nico toccandomi lì dove voglio…” non fare la scostumata!”

Amo questo suo modo di intercedere per le mie titubanze mostrandomi il rovescio di cui ammiro in pieno la portata.

 “ E’ così generoso! E’ quello che volevi e tu che fai? Ti ritrai?”

Voglio essere certa della conquista.

“ Ho piantato un semino…”

Direi piuttosto un alberello” interviene Giulia

Va bene ho piantato un alberello… ora mi fermo e lo guarderò crescere.”

Come se averlo baciato possa significare aver piantato qualcosa. Ne ho conosciuti di uomini per cui questo non ha un significato tale da indurli a proseguire.

Unico neo: il timore che possa appartenere alla categoria, da me tanto biasimata, dei jazzisti seri. Per questo gli ho nominato “ Questa sera o mai” di Mario Gamba, per introdurre un altro seme lì, nel rovescio dei valori. Duro da attecchire? Vedremo.

Variazioni insolite nella mia vita. Desiderate da sempre. Un po’ più di determinazione nel riconoscerle  e avviarle, altrimenti tirarsi indietro senza rimpianti.

 E trascorrere così giorni di vita assegnatimi. Farlo nel modo che più mi aggrada e scoprire fino a che punto mi aggrada e cosa di preciso mi piace. Se la storia in sé o  la “ caccia grossa” da raccontare, oppure lasciarsi accompagnare dalla novità e ritrovarsi sempre, fra la mani, una sessualità inappagata, perché inappagabile, come motore di azioni che in alcuni momenti diventano vacue.

Dopo una sbiciclettata che non ha avuto altro esito se non quello di spomparmi, ho sentito che l’impulso ad andargli incontro non si era assolutamente deteriorato.

L’impulso ha agito e l’ho lasciato fare, mentre una timida ragione che aveva perso ormai ogni voce, tentava di chiedere spiegazioni al mio comportamento. L’ho ignorata, ma lei subdolamente mi faceva battere il cuore.

Poi è stato un vortice. Piccolo, veloce, passeggero.

Ho una piantina nuova.

L’altro, il Tubetto Secco, è un tessuto che lavoro con arte.

 
 
 

LIBERATIO MEMORIAE

Post n°107 pubblicato il 23 Luglio 2012 da pacatissima
Foto di pacatissima

Ebbe subito a cuore di palesare la sua volontà.

 Certo, volontà.

 Non potrei chiamarla altrimenti, visto che, dopo un decennio,  non è cambiata neanche di una virgola.

Non c’è che dire: aveva  le idee  chiare l’Amico. Quasi su tutto.

 Perché poi qualcosa è sfuggita a quella corazza che lo accoglieva.

Mi chiedevo come se la passasse lì dentro.

Mi disse a chiare lettere e incurante di sapere da dove provenissi: “ Rapporto libero, aperto, ma quando sei con me, sei mia.”

 Quella libertà lasciava sottendere cose non condivise e si affiancava stranamente al più grande possesso, come se l’uno non dovesse per forza escludere l’altro.

Amava i contrasti , passando dall’uno all’altro con la stessa bramosia, ma l’ombra lo attraeva più a lungo, o per meglio dire : lo inghiottiva. E lui, a sua volta, inghiottiva ciò che considerava suo.

 Pretendeva fedeltà assoluta ai suoi principi, con le parole cercava di spiegare il suo intendere  e  mi chiedevo se fosse  il suo pensiero ad essere contorto oppure  l’emotività a renderlo così impetuoso e impaziente da non consentirgli chiarezza.

Io sapevo che dietro il suo sorriso innocente covava un’ambizione senza scrupoli, dalle zanne di leone, capace di mettermi in fuga o di attanagliarmi.

Sebbene amassi la musica e con essa le sovrapposizioni tonali, non riuscii a fondermi con la sua polifisicità barocca.    Mi distoglieva, ma si lasciava conoscere dal mio sentiero conosciuto così bene e anelante ad un’intensità più psichica che di fatto.

Il suo cruccio era e rimane quello di non essere riuscito, nonostante fossi piena di peccati, a farmi sentire colpevole.

 
 
 

ATTENZIONI

Post n°106 pubblicato il 24 Giugno 2012 da pacatissima
Foto di pacatissima

 

 

Ho visto un guardare profondo

Riflesso negli occhi di un uomo

Ed ora mi appartiene quello sguardo

Siamo della stessa specie.

Sono scesa nella calma che cuoce,

Levita in possibilità certe.

Ancora porte si aprono ed io sono felice di addentrarmi

Senza Fretta

Col ventre caldo di desiderio maturo

Con origini ancora e di nuovo scoperte

Che hanno da dire e dare sostegni

Lussuosi sostegni di vita

Raffinate ripetizioni di ombre

Teso è il mio orecchio

Forte la presa

Di nuovo il senso torna a mostrarmi la strada.

 

 
 
 

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