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"Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." . (Anais Nin)
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via. Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
(F. Pessoa)

E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello… Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
(da "Crimini e misfatti" di W. Allen)
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K-way e sacca da viaggioAvevo quindici anni e i pantaloni a zampa d’elefante. Erano gli anni Settanta…la fine degli anni Settanta. Avevo i capelli corti, problemi di acne giovanile, il K-way. Bleu, mi ricordo. Mi misero sull’aereo e arrivai a Canterbury, ospite in famiglia con una compagna di liceo. E iniziò il viaggio.
Giravamo tra la scuola e West Gate Towers, la Cattedrale e le casette allineate col giardinetto puritano. La mattina la mia famiglia ospitante mi preparava un panino con dentro formaggio e cetrioli che a mezzogiorno faceva acqua da tutte le parti ed era talmente immangiabile che persino i piccioni cui tiravo le molliche scappavano inorriditi. E io mi rifugiavo nei negozietti di Fish and chips. Slurp. J
E’ allora che ho capito che se vuoi sapere se una persona ti è amica davvero, devi farci un viaggio. Il viaggio è il banco di prova delle amicizie, secondo me. …se passi quindici, venti giorni con una persona, 24 ore su 24, tra calzini volanti, scarpe da ginnastica con miasmi da svenimento, lotte furibonde per chi ha diritto al bagno, liti circa la meta da privilegiare e “cammino, no sono stanco, uff che pizza che sei muoviti, ma dai siamo in vacanza, appunto schiodati che poi non vediamo nulla!”…beh…se passi questo Inferno e ancora ti viene da ridere e da abbracciare l’altro…è amicizia.
Le foto non le guardo però. Troppa nostalgia di quel K-way, della sacca che portavo sulle spalle. E ora il mio viaggio, con la testa da adulta, è un po’ meno spensierato…meno audace e meno divertente.
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Inviato da: diletta.castelli
il 23/10/2016 alle 14:20
Inviato da: chiarapertini82
il 05/02/2016 alle 19:06
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il 31/07/2012 alle 09:19