Viaggio di nozze: Atene e Creta. Metà anni Novanta. Due proff. con formazione classica, nutriti a pane e greco….che volete!
Però avevo 30 anni. E mi pareva bellissimo, appena scesi dall’aereo, trovarmi in un pezzo di storia.
Solo che non avevamo prenotato l’albergo perché mio marito diceva “non c’è bisogno”…e il primo che trovò era attaccato al Partenone sì…
…ma…
ma la prima notte di nozze ho capito che eravamo capitati sopra un postribolo, sopra ad una casa d’appuntamenti.
Ci sorrido se ci penso. Allora mi arrabbiai e parecchio. Io avevo sognato la “luna di miele” da fiaba…e mi portavano via la fiaba.
Ero ingenua. Non capivo che la vita è così. Ti aspetti il miele e ti ritrovi un casino. J
Ci siamo comprati borse e sandali di cuoio nei mercatini di Atene e ne abbiamo macinata di strada.
Poi siamo precipitati su Creta, con una Subaro scassata a girare Festo, Iraklion, Agia Triada, il palazzo di Crosso.
Ecco mi ricordo i colori degli affreschi, i tori, un giovane fanciullo, un virgulto disegnato sulle mura con cui volli farmi la foto perché era un principe e io mi sentivo principessa.
C’erano gialli e bordeaux, azzurri, colori decisi e netti. Nitidi, chiari, evidenti…come mi pareva il mondo a quel tempo. Un affresco a tinte variopinte.
Non c’era cartina. O c’era, sì, ma le strade non corrispondevano alla mappa. Ne imboccavi una, pensando di arrivare al mare, e ti ritrovavi in montagna. Mi ricordo il pastore cui ho chiesto informazioni. Parlavo in Inglese. Lui scuoteva la testa. Ho scambiato uno sguardo con Paolo e poi abbiamo rabberciato il quesito in Greco antico…peccato che il moderno sia altra cosa! Lui ci ha chiesto una sigaretta e l’abbiamo capito questo…noi lo comprendevamo, lui non noi…o forse faceva finta…non gli interessava.
Tutte quelle pecore e la zona brulla. Poi il nulla.
E poi un’indicazione e una specie di osteria con un asino davanti. Mosche ovunque…sole…quel sole che cuoce le pietre irregolari e bianche. Che è così forte che non ce la fa neppure l’ombra a resistere. Ma tra insetti e un’igiene discutibile ho assaggiato lo yogurt. LO yogurt. Quello che sarebbe rimasto nel mio ricordo, in quello delle mie papille gustative. Al cui confronto ogni altro sarà sempre una pessima imitazione. 
Strano…dovrei parlarvi di reperti archeologici e miti, ma ripenso ai colori, a un postribolo,a un pastore, a quei colori, al sole, al sapore dello yogurt e a un asino.
D’altronde in viaggio incontri incidenti rispetto a quanto preventivavi, parecchi ostacoli, ritardi, cose inattese che vanificano o correggono il progetto carino che ti eri elaborato a tavolino. Ma…sapete che vi dico? Che sono gli incidenti e le cose inattese che poi ricordi, che porti con te, che rammenti persino con nostalgia e un sorriso.
Il viaggio, se non è giro turistico, per quanto pianificato, vive di infrazioni e, alla lunga, acquista un senso proprio per queste infrazioni.
Inviato da: diletta.castelli
il 23/10/2016 alle 14:20
Inviato da: chiarapertini82
il 05/02/2016 alle 19:06
Inviato da: Kadr
il 15/05/2014 alle 23:24
Inviato da: psico_crazia
il 08/11/2013 alle 22:33
Inviato da: mpt2003
il 31/07/2012 alle 09:19