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La signora del Jazz

Post n°46 pubblicato il 16 Novembre 2007 da Writer_lady
 

New Orleans l’ho incontrata quando avevo venti anni ed era una donna chic, tre chic.

Un po' venata di malinconia, una francese in America col senso di vita gaudente perchè ha paura del disfacimento..

La tristezza la leggevo nelle facciate screpolate del vecchio Quartiere Francese, nei balconi di ghisa filigranata, ricoperti di felci e gelsomini,

Sarà stata rifugio di contrabbandieri, giocatori d'azzardo, prostitute e pirati nell’Ottocento. Avrà avuto (ed ha) fama di città del peccato …ma a me pareva mignon: un piccolo mosaico di quartieri.

Lì ho scoperto il senso della lentezza e della contemplazione, attraversando senza fretta in battello a vapore il  Mississippi.

Lì ho capito cosa significa odore di vecchio, di cose che passano, guardando dal finestrino di un tram Garden District, una zona residenziale dove cespugli verde scuro sembravano soffocare tra  grassi fiori di magnolia e querce secolari, aggrovigliate da sfilacciati festoni di Spanish moss. E lì ho conosciuto il senso di liberazione dall'angoscia, la spasmodica ricerca del divertimento per cacciare i problemi, al calar della sera, quando per le strade gli avventori vanno in cerca di bevute e di musica jazz suonata dal vivo nei locali di Bourbon Street.

E lì ho sospirato l’amore da ventenne, fatto di sguardi, mai rivelato. Solo sentivo addosso il calore dell’occhio di lui che si posava su di me. E quando lo distoglieva, lo alzavo io l’occhio a cercarlo. Ci si inseguiva così, tra i sedili del tram, ai tavoli del ristorante, nell’atrio dell’albergo. Mi bastava vederne la felpa annodata alla vita. E New Orleans si colorava di ogni profumo. Non so se è il ricordo che imbellisce le cose vissute: so solo che il cuore mi avvertiva prima degli occhi, mi diceva già prima di vederlo che l’avrei incrociato per andare a colazione. Allora l’amore si nutriva di un batticuore, di uno sguardo di sottecchi e di fantasie.

Ma New Orleans era una signora tre chic col senso della fine…e non poteva che portarmi una melodia Jazz, un po’ calda e un po’ malinconica…

Un jazz dall’occhio azzurro e i capelli scuri…sfuggente…sfuggito…

 
 
 
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Un blog di: Writer_lady
Data di creazione: 06/11/2007
 
 

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