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Consigli per le Vacanze 2014

1) Se nel corridoio del vostro albergo ci sono due bambine gemelle che vi guardano fisse, andatevene. (ricordi Shining?)

2) Alla dogana non fate storie con l’ufficiale preposto al controllo bagagli. Lasciate pure che vi confischi il vibratore, se ci tiene tanto.

3) Evitate di andare al cesso su un Concorde. A quelle altezze una depressione minima e’ piu’ che sufficiente a risucchiarvi il retto e a spararvelo in Guatemala.

4) In crociera siate sempre gentili col passeggero che vi troverete in cuccetta. Per quel che ne sapete potrebbe essere il mostro di Firenze (E con la fortuna per la quale siete noti, lo sara’).

5) Non bevete acqua piovana in Messico o vomiterete le narici durante incubi in cui Aldo Moro comparira’ in fondo al vostro letto chiedendovi: “Secondo te ho la forfora?”.

6) Per scegliere i ristoranti, imparate a leggere la guida Michelin. Quattro stelle: ottimo; tre stelle: buono; due stelle: pessimo; una stella: ottimo. Il massimo e’ cinque stelle, quando le pietanze a base di carne hanno lo stesso sapore di uno dei loro pneumatici.

7) Se sapete lo spagnolo, la vostra meta e’ l’Olanda. Secondo una recente inchiesta dell’ONU, infatti, il 42 % degli olandesi crede di essere in Spagna, e si comporta di conseguenza.

8) In India potete mangiare quello che vi pare, ma l’Ambasciata non ripaghera’ i sedili rovinati della vostra auto.

9) Benche’ nessuna metropolitana sia mai deragliata di notte con a bordo passeggeri nudi che tenevano una gallina fra le chiappe, A New York e’ sconsigliabile viaggiare nudi in metropolitana di notte tenendo una gallina fra le chiappe.

10) E’ possibile visitare tutto il Louvre in meno di 18 minuti, basta noleggiare una Harley-Davidson.

 
 
 

I momenti più Belli

Post n°19 pubblicato il 04 Febbraio 2014 da Profilo_Calabria
 

I momenti più belli della vita li ritroverai sempre in quei piccoli attimi vissuti con chi ti vuole bene veramente....

 
 
 

Amicizia

Post n°18 pubblicato il 30 Gennaio 2014 da Profilo_Calabria
 

...nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell'amicizia rende possibile resistere, anche se l'amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L'amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce...

 

e voi cosa ne pensate dell'amicizia?

Esiste davvero?

 
 
 

La Semplicità

Post n°17 pubblicato il 30 Gennaio 2014 da Profilo_Calabria
 

Bisogna essere semplici..tutto quello che viene detto semplicemente è capito meglio e entra nel cuore...

 
 
 

Essere se Stessi

Post n°16 pubblicato il 27 Gennaio 2014 da Profilo_Calabria

L'aforisma di stasera è questo :

 

...Non essere troppo uguale agli altri... saresti troppo diverso da te stesso...


Cosa ne pensate? Diteci la vostra....

 
 
 

Quando cerco di entrare in Chat mi dice: Applicazione bloccata dalle impostazioni di sicurezza, come posso risolvere?

Post n°15 pubblicato il 24 Gennaio 2014 da Profilo_Calabria
 

NON RIESCI AD ENTRARE IN CHAT? 

Quando cerchi di entrare in Chat ti dice:

"Applicazione bloccata dalle impostazioni di sicurezza"

 

Come puoi risolvere?

Probabilmente hai aggiornato la tua versione di Java, per risolvere il problema segui queste istruzioni per andare nel pannello di controllo Java http://www.java.com/it/download/help/jcp_security.xml 

e inserisci queste eccezioni per la Chat di Libero che è sicura 

Non abbassare il livello di sicurezza, lascialo Alto che è il valore minimo consigliato.
Inserisci nel Pannello di Controllo Java alla voce Sicurezza --> Lista di eccezioni dei siti, queste 3 url:

  1. http://digiland.libero.it/chat.php   
  2. http://digiland.libero.it/wchat/Chat/main/CommunityAnsaTickerAVVer/
  3. http://212.52.82.85/

poi fai click su Applica e OK, svuota la cache del browser, chiudi il browser e riaprilo per andare in Chat, se non dovesse ancora funzionare riavvia il pc dopo aver fatto le modifiche consigliate.

 Non ci sei riuscito?

Contatta un Chatleader, proverà ad aiutarti a  risolvere il  problema!

A presto... Ciauuuuzz!!

 
 
 

... BANANA QUIZ ...

Post n°13 pubblicato il 14 Giugno 2013 da Profilo_Calabria

 

 

GIOCHI,QUIZ E TANTO ALTRO ANCORA ...

...VIENI A TROVARCI,NON TE NE PENTIRAI !!!

 

 
 
 

Storia di Crotone presa dal web

Post n°12 pubblicato il 05 Giugno 2013 da Profilo_Calabria

La storia di Crotone è molto antica e ricca. Ci sono diversi miti e leggende che raccontano della fondazione di questa città. Già Petronio nel suo satyricon, risalente al I secolo d.C. diceva che: "Crotona, urbem antiquissima et aliquando Italiae primam" ovvero "Crotone, città antichissima e un tempo la prima d’Italia". Tra varie contraddizioni, si è soliti indicare il 718 a.C. come anno della sua fondazione, così come è scritto sul Chronicon di Eusebio di Cesarea. Secondo altre fonti, è stata fondata nel 710 a.C. o nel 743 a.C., al tempo del re Polidoro. La città fu fondata da un gruppo di Achei. Il nome, secondo la leggenda, viene da "Kroton", figlio di Eaco, che venne ucciso, per errore, dal suo amico Eracle. Questi, ha voluto porgergli un segno d’onore e lo seppellì sulle rive del fiume Esaro, facendo la profezia che proprio lì, dovesse un giorno sorgere una grande città che si chiamasse come lui. Un’altra leggenda, invece, narra della fondazione di Crotone, in seguito ad una profezia dell’oracolo di Delfi. Myskellos di Rhype ricevette l’ordine di fondare, tra Capo Lacinio e Punta Alice una nuova città. Arrivato lì, a Myskellos venne l’idea di fermarsi a Sibari, che già allora era una delle città meridionali più importanti, e non correre pericoli, fondando una nuova città. Apollo, adirato perché Myskellos non aveva rispettato la volontà dell’oracolo, lo convinse a dirigersi verso l’attuale Crotone. Vi è una variante, di questa leggenda, nelle "Metamorfosi" di Ovidio, qui, infatti, troviamo al posto di Myskellos, Eracle, che dovrà portare a termine la medesima impresa. Secondo un’altra leggenda, il nome deriverebbe dall’eroe Crotone, fratello di Alcinoo, re dei Feaci.


IMilone di Crotonenizialmente, le città della Magna Grecia, vissero in una completa pace, ma, verso la metà del VI secolo a.C. iniziarono le discordie, discordie che riproducevano la guerra tra Sparta e Atene in Grecia. Durante il 560 a.C. Kroton e Locri iniziarono a combattere una guerra, che si protrasse per 10 anni; solo la battaglia della Sagra, che decretò vincitrice Locri, appoggiata da Sparta, pose fine al conflitto. La fama di Crotone era dovuta alla stabilità del suo clima, alla bellezza delle ragazze della città, alle campagne fertili e facilmente coltivabili e alla prestanza fisica dei suoi atleti, comeMilone. Crotone fu la città greca con il maggior numero di vittorie nei Giochi olimpici: un proverbio diceva "ultimo dei Crotoniati primo dei Greci". Secondo una leggenda, Milone partì da Crotone portando un vitello e giunse ad Olimpia con un toro sulle spalle, destando meraviglia e clamore, e affermandosi come vincitore di diverse gare. La costa crotonese appariva differente da quella odierna, partendo dall'antichissima Enotria (l'odierna Cirò, la terra del nettare degli Dei, ovvero il vino, il premio dei vincitori dei giochi olimpici ateniesi), per arrivare a  Le Castella. Vi erano, allora, lungo la costa, delle isole, che oggi non si possono più vedere, perché sommerse dal mare. Esse orientavano anche i navigatori più inesperti. Erano Melissea, di fronte la costa tra Torre Melissa e Marina di Strongoli, Tyris un boschetto galleggiante abitato da pescatori Brutii (popolo indigeno), che si trovava tra Torretta di Crucoli e Punta Alice. Eranusa, era posta davanti al luogo che oggi chimaiamo Le Castella, dove si trovano resti archeologici sommersi: un lastricato di pavimentazione di un'antica strada, un molo con scalinate scalpellate nella roccia, cisterne, un antico faro.

 I Romani conquistarono Kroton nel 277 a.C., guidati dal console Cornelio Rufino. Durante la seconda guerra punica Annibale elevò qui alcuni accampamenti invernali p

Da visitare a Crotoneer tre anni e di qui si imbarcò per l'Africa nel 203 a.C.. La città cadde in epoca romana, ma risorse durante la dominazione Bizantina. Nel 1284 fu concessa dagli Aragonesi ai Ruffo di Catanzaro. Alla morte nel 1434 di don Niccolò, gli successe la figlia Giovannella, assassinata nella sua dimora un anno dopo. Dopo di lei prese il potere la sorella Enrichetta, che sposò, in seconde nozze, il nobile spagnolo don Antonio Centelles, conte di Collesano e principe di Santa Severina, senza eredi. Il re di Spagna Carlo V concesse alla città diversi privilegi e ne fece potenziare il porto. Fu il viceré don Pedro Toledo che nel 1541 fece restaurare e fortificare il castello preesistente, da noi tutti conosciuto come "castello di Carlo V".

Nel XVI secolo la città venne chiamata "Cotrone". Nel 1928 la città cambiò nome da Cotrone a Crotone. Il suo porto, posto quasi equidistante da Taranto e Messina, favorisce diverse attività di scambio e si propone come traino per l'economia agricola e le attività industriali. Lo sviluppo industriale ha visto la città protagonista nel periodo a cavallo fra le due guerre mondiali, anche grazie alla vicinanza della centrale idroelettrica di Calusia, vicino Cotronei. La popolazione crotonese raddoppia durante gli anni trenta, fino a superare i 60.000 abitanti odierni. Ma Alla fine degli anni '80, le due industrie, che sono il pilastro della Crotone industrializzata, Pertusola Sud e Montedison, sono coinvolte in una crisi senza ritorno, della quale risente l'intera città. Il 6 settembre 1993 vi fu la "notte dei fuochi": durante una protesta gli operai appiccarono alcuni fuochi sull'asfalto delle strade, usando il fosforo prodotto nello stabilimento chimico Montedison. Dopo la crisi migliaia di crotonesi persero il posto di lavoro, e ciò ha favorito l’emigrazione di intere famiglie, in cerca di un futuro migliore. Crotone divenne, poi, provincia nel 1994.

 

 
 
 

Teatro di tradizione Alfonso Rendano

Post n°11 pubblicato il 03 Maggio 2013 da Profilo_Calabria

 

 

 

teatro comunale di Cosenza è dedicato al pianista Alfonso Rendano.

Costruito dal Comune, su progetto dell'architetto Zumpano, nel 1887, fu completato nel 1909 ed inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi.

Di stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, spiccavano belle decorazioni pittoriche e in stucco, in particolare sul soffitto, realizzato dal pittore cosentino Enrico Salfi. Nel 1943, una bomba destinata al vicino castello svevo, colpì in pieno il teatro distruggendone il soffitto e danneggiando gravemente tutte le suppellettili.

 

I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1953 e nel 1966 venne nuovamente inaugurato con una rappresentazione dell'Aida, come per la prima inaugurazione. Nel 1976 venne riconosciuto Teatro di Tradizione per l'intensa attività sostenuta dal teatro.

Tra le parti originali ricordiamo Il sipario storico, dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel1901, e che si conserva ancora oggi, che illustra l'arrivo a Cosenza, nel 1433, del duca di Calabria Luigi III d'Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia.

Nel 2002-2003 venne nuovamente restaurato e oggi può vantare un'eccezionale varietà artistica.

 

 

 

 
 
 

CASTELLO SVEVO

Post n°10 pubblicato il 03 Maggio 2013 da Profilo_Calabria

Sulla parte più alta del centro storico della città di Cosenza, sorge il castello che manifesta esteriormente la sua architettura sveva. Il castello di Cosenza sorge su una motta, cioè una collina artificiale eretta con terreno di risulta proveniente dallo scavo del fossato che circonda il castello stesso. Il terrapieno, di origine artificiale, fu edificato intorno al VI secolo a.C. dai Brettii che appunto spianarono e rimodellarono la cima del colle. Insieme a quello di Roseto Capo Spulico, il castello di Cosenza, discretamente conservato, rappresenta comunque una delle migliori testimonianze dell'architettura sveva in Calabria.

Il maniero venne edificato sopra una precedente fortificazione bizantina del 937 d.C. che ebbe un ruolo fondamentale nella difesa della città di Cosenza dagli assalti dei saraceni. Il castello venne poi rifatto nel XII secolo da Ruggiero il Normanno insieme ai castri di Santa Severina e di Altavilla. Ma nel 1240 subì un pesante rifacimento ad opera di Federico II di Svevia, che gli diede l'attuale sistemazione architettonica. Il re svevo fece aggiungere le due torri ottagonali lungo il lato meridionale del castello, con ampi rifacimenti del cortile interno. Da quel momento l'architettura del castello di Cosenza rimase molto condizionata, tanto che il mastio venne definito appunto castello svevo.  Esso presenta infatti una pianta rettangolare con cortile centrale ed una torre angolare residua a pianta ottagonale, l'unica rimasta, e tipica delle costru

zioni sveve, la cui altezza doveva essere compresa tra i 18 e i 23 metri, in linea con le altre costruzioni sveve in Europa in voga nel XIII secolo.Sotto gli Angioini il fortilizio di Cosenza divenne dimora reale, infatti nel 1433 vi dimorarono Luigi III d'Angiò e Margherita di Savoia, giunti a governare la provincia Calabrese. Nel 1459 vi dimorò anche il re Alfonso d'Aragona quando ancora la corona di Spagna non era unificata con i Castiglia, poi nel corso del XVI secolo gli spagnoli, riadattarono il castello di Cosenza a fortezza militare. A questo scopo, vennero costruiti ed ampliati i locali per le munizioni, la fucina ed i magazzini a pian terreno. I terremoti susseguitisi nel corso dei secoli 1600 e 1700 devastarono l'architettura originaria del castro che oggi comunque conserva intatte alcune parti che ne risaltano lo stile svevo.

 

 

 


 
 
 

Città di Reggio Calabria

Post n°9 pubblicato il 18 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

Reggio Calabria

Il Santo Patrono della città è San Giorgio (23 Aprile), l’effige è riportata sullo stemma e gonfalone che raffigura il cavaliere che trafigge il drago (foto n.1). La chiesa di San Giorgio al Corso è dedicata al culto del santo e si trova situata accanto al tapis roulant (foto2) di Via Giudecca che collega la parte bassa a quella alta della città. Il secondo sabato di Settembre di ogni anno a Reggio Calabria si celebra la patrona (Madonna della Consolazione), con una splendida processione che porta la Vara (foto n.3) con l'effigie della Madonna sul Corso Garibaldi. Il dipinto viene trasportato dai Portatori della Vara dalla Basilica dell'Eremo al Duomo di Reggio Calabria (foto n.4). Prima di essere introdotta all’interno della Cattedrale, la vara  è oggetto della tradizionale "Volata", l'ultima fatica dei portatori che consiste nel fare di corsa l'ultimo tratto della processione, dall'inizio della Piazza del Duomo fin davanti la scalinata della Cattedrale, sotto il peso dell'immane effigie. Durante i giorni di festa la città muta il suo aspetto con spettacoli, musica, danze popolari, luna park, bancarelle e piatti tradizionali come ad esempio le frittole (cotica di maiale), le 'Nzuddhe( si tratta di dolci fatti con miele e farina di castagne) nonchè le Susumelle ricoperte di cioccolato (foto n.6). Nel periodo di Pasqua i dolci cartteristici sono i Cudduraci (foto n.7), mente i dolci natalizi si chiamano Petrali

(foto n.8). Lungo la costa reggina cresce la pianta del bergamotto, un agrume diantichissime origini la cui essenza è alla base di molti profumi e cosmetici, ma trova anche largo utilizzo nella pasticceria. Il tipico dolce è la torta bergamotta (foto n.9)Nella storica Piazza De Nava intitolata al reggino ministro del Regno d’Italia Giuseppe de Nava sorge il museo archeologico della Magna Grecia , noto anche come Palazzo Piacentini. Ospita importanti ritrovamenti degli scavi della Calabria, Basilicata e Sicilia ma soprattutto i Bronzi di Riace , la testa del filosofo, il Kauros, il gruppo dei Dioscuri ecc. Sul lungomare Matteotti si possono ammirare le mura greche  e le terme romane.Uno dei principali simboli storici di Reggio Calabria è il Castello Aragonese (foto n.1 che sorge nell’omonima piazza Castello con accanto il Tribunale . Poco distante si trova il Corso Garibaldi, trasformato in isola pedonale in modo da consentire la passeggiata per i negozi. E’ possibile notare il Teatro Cilea. Il lungomare Matteotti è stato definito dal poeta D’Annunzio il più bel chilometro d’Italia . La ristrutturazione è opera dell’amato sindaco dei reggini Italo Falcomatà.  Nella storica Via Marina è possibile ammirare palazzi e ville antiche ad esempio Villa Zerbi Le aiuole ospitano piante secolari (le caratteristiche magnolie dai fusti enormi) e le statue dell’artista

Rabarama.. Il lungomare è molto suggestivo soprattutto di notte, illuminato da lampioncini ed è caratteristica la ringhiera in stile liberty. Da segnalare il miraggio della Fata Morgana, spettacolare fenomeno ottico che consente di vedere riflessa nel mare la vicina Sicilia. D’estate si popola di stabilimenti balneari e diventa luogo di attrattiva per i turisti .

Nella zona meridionale della città sorge lo stadio Oreste Granillo, la squadra è la Reggina, attualmente in serie B. Le vie di comunicazione con la Sicilia e le isole è il Porto , l’aeroporto dello Stretto Tito Minniti e rappresenta il secondo aeroporto calabrese per numero di passeggeri , la stazione ferroviaria c.d Stazione Centrale invece si trova a Piazza Garibaldi

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°8 pubblicato il 17 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

Cosenza cenni storici 

Terra abitata già nella preistoria da uomini primitivi
di cui rimangono tracce dell'età della Pietra nella Grotta del Romito, nel Comune di Papasidero la   figura di toro incisa nella roccia risalente a 12.000 anni fa.
L' età dei Metalli portò in Calabria gente nuova, ed intorno al 1.500 a.C. finì la fase della preistoria.
I Greci sbarcarono in massa sulle coste, creando i primi nuclei della Magna Grecia.
Come la maggior parte delle città italiane Cosenza viene assimilata da Roma.
Nel 134 a.C. la Via Popilia, che si innestava a Capua alla Via Appia e che giungeva fino a Reggio, avvicinò Cosenza a Roma sotto il cui dominio accrebbe la sua importanza specie dal punto di vista economico. 
Dopo il saccheggio degli Ostrogoti, avvenuto nel 542, Cosenza e le sue terre passò sotto la dominazione Bizantina.
Nell’VIII secolo, con la calata dei Longobardi, la città venne a trovarsi sulla linea di demarcazione tra i due domini, finché i Bizantini riconquistarono la Calabria per merito di Niceforo Foca, nell’888.

 

 

 

 

Cosenza ancora storia 

Con i primi anni del X secolo, Cosenza conobbe  lutti e saccheggi per opera dei Saraceni, che attaccarono e saccheggiarono periodicamente le terre calabresi. 
Dal 1044, i Normanni cancelleranno sia la presenza dei Bizantini e dei Longobardi, che le incursioni saracene, elevando Cosenza a capitale del Giustizierato di Val di Crati e Terra Giordana. 
Federico II di Svevia creò nelle regioni del Sud una delle nazioni più civili del mondo, il famoso Regno del Sole, luogo di incontro di culture e civiltà diverse: l' Occidentale, l'Islamica e la Greco-ortodossa.
Nel 1250 Federico II morì ed il regno cadde in mano agli Angioini, che fecero del feudalesimo un sistema per controllare in maniera ferrea i sudditi ed il territorio.
Agli Angioini seguirono Aragonesi, Spagnoli, Austriaci e Borboni; fu proprio durante questo periodo che la popolazione si ritirò sui monti e nelle alture, dando vita a centri abitati privi di vie di comunicazione e con sentieri impraticabili per tutta la stagione invernale.
Al momento dell' Unità d'Italia, nel 1861, la Calabria era dotata di una sola strada che l'attraversava da Nord a Sud fino a Reggio.

 

 

 

 

 

Cosa vedere a Cosenza - Centro storico

Quattro passi nel centro di Cosenza ci porteranno ad assaggiare l'acqua della Fontana dei 13 canali,  proveniente dall'acquedotto dello Zumpo in Sila, leggera e dissetante e poi a proseguire lungo il corso Telesio che porta al  Duomo del 1100, Santuario della Vergine S.S. del Pilerio costruito intorno alla metà dell' XI secolo e riedificato dopo il terremoto del 1184 mantenendo più stili architettonici.
Begli edifici arricchiscono il centro storico; la biblioteca nazionale, i conventi di San Gaetano e San Domenico, Palazzo Arnone sede della Galleria Nazionale, presso la quale è possibile ammirare l'originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della Cattedrale (1222).

 
 
 

LA STORIA

Post n°7 pubblicato il 17 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

                

 

 

 

 

Il Crati ha origine attorno ai 1.650 m di altezza, tra Timpone Tenna e Timpone Bruno, dalle pendici occidentali della Sila, nel comune di Aprigliano con il nome di Craticello. Scende assai ripido con andamento verso nord bagnando subito la città diCosenza, dove raddoppia di dimensioni grazie alla confluenza da sinistra del fiume Busento e dove divide il centro storico antico dalla parte moderna.

Da qui attraversa con ampio letto ciottoloso la stretta pianura cui dà nome, localmente chiamata Vallo del Crati dove si arricchisce dell'apporto di svariati affluenti: da destra i fiumi Arente, Mucone (suo principale tributario di destra) e di Duglia, da sinistra i torrenti Finita, Turbolo, Cucchiato, Campagnano, Mavigliano e Settimo.

Con una portata di oltre 20 m³/sec e dimensioni ora ragguardevoli inizia a scorrere poi nel suggestivo tratto incassato di Tarsiadove una diga forma il lago artificiale omonimo, entrando poi alcuni chilometri a valle dello sbarramento nell'alluvionale Piana di Sibari, dove nell'antichità sorgeva la fiorente città greca di Sibari.

In questo tratto rallenta notevolmente la sua corsa ricevendo l'ultimo affluente, il fiume Coscile o Sibari, suo principale tributario di sinistra che ne raddoppia quasi la portata, avviandosi poi con andamento pigro a sfociare nel golfo di Taranto presso la marina diCorigliano Calabro (Schiavonea).

I comuni attraversati sono: Belsito, Bisignano, Castiglione Cosentino, Cerisano, Cosenza, Lappano, Lattarico, Luzzi, Montalto Uffugo, Paterno Calabro, Rende, Rose, Rossano, Rovito, Spezzano Albanese, Tarsia, Terranova da Sibari, Cassano all'Ionio,Corigliano Calabro e Torano Castello.

 
 
 

LA LEGGENDA DEL FIUME CRATI - CURIOSITA'

Post n°6 pubblicato il 17 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

LA LEGGENDA DEL FIUME CRATI

La città di Cosenza sorge alla confluenza dei fiumi Busento e Crati. Conosciamo il percorso di quest’ultimo: attraversa la città bruzia, giunge nella piana di Sibari e sfocia nel Mar Ionio; quello che probabilmente non conosciamo è l’origine del suo nome.

Lo storico Eliano (III secolo d.C.) afferma che Khratis sarebbe il nome di un pastore innamorato della più bella capra del suo gregge; un ariete geloso lo uccise mentre dormiva ed il suo corpo fu sepolto nei dintorni e gli abitanti diedero il nome di Khratis al corso d’acqua presso il quale avvenne il fatto.

Ma la storia non termina qui, pare infatti che la capra amata, dopo qualche tempo, partorì un bambino dalle gambe caprine ma dall’aspetto umano: ritenuto una divinità, fu adorato come il dio delle foreste e delle valli. Strabone (I secolo a.C.) invece afferma che le acque del Crati rendevano biondi i capelli di chi vi si lavava e rendeva bianco il pelame degli animali che vivevano sulle sue sponde; al contrario del fiume Sibari, che scorreva poco sopra, che conferiva invece un colore scuro

 

 
 
 

Fiume Crati

Post n°5 pubblicato il 17 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

 

 Fiume Busento a Cosenza, poco prima della confluenza col fiume Crati.

 
 
 

Piane Crati creato da DOMANI_CHIUSO

Post n°4 pubblicato il 16 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

 

Piane Crati è situato nell’alta Valle del Crati, è il più piccolo comune calabrese, si estende infatti per solo 2,28 Kmq.

E’ un terrazzo quaternario tra il fiume Crati e il torrente Erbicello che sorge oltre i 600 metri sul  livello del mare e confina con i comuni di Cosenza, Aprigliano, Figline Vegliaturo e Paterno Calabro. Dista da Cosenza 12 Km.

Il toponimo Piane Crati ha una formazione piuttosto chiara. Non dovrebbero esserci dubbi, infatti, sulla sua derivazione dal latino in plano Crathidis (su una pianura del Crati). Peraltro, a dispetto della sua antica origine, il nome attuale gli  venne  dato solo dopo l’Unità d’Italia. 
La data della sua fondazione è sconosciuta, per quanto tendenzialmente andrebbe situata nel Medioevo. Anche la nascita di Piane Crati potrebbe essere legata all’invasione saracena di Cosenza, in seguito alla quale i cittadini in fuga si sarebbero rifugiati sulle alture circostanti dando vita ai villaggi che sarebbero divenuti i casali di Cosenza. 

 

 
 
 

LUOGHI DELLA CALABRIA

Post n°3 pubblicato il 15 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

Provincia di Cosenza: comprende la parte settentrionale della Calabria, da visitare:
CosenzaCapoluogo di provincia, sede dell'Università della Calabria e città in forte espansione situata nella valle del Crati allo sbocco del Busento.
SilaAltopiano montuoso diviso in Sila Grande, Sila Greca e Sila Piccola, al suo interno è stato istituito il Parco Nazionale della Sila.
PollinoMassiccio montuoso a nord della Calabria, interessante è il Parco del Pollino e i numerosi centri montani
San Giovanni in FioreCentro abitato costruito intorno all'abbazia fondata dal beato Gioacchino da Fiore, località rinomata per le produzioni artigianali.
Camigliatello SilanoCentro abitato e di villeggiatura situato tra fitti boschi di conifere, al centro della Sila Grande, è la più importante stazione silana di villeggiatura estiva e invernale con efficienti impianti sciistici.

Provincia di Crotone
: nuova provincia che comprende parte del territorio che si affaccia sul mar Ionio e sul Golfo di Squillace, luoghi da visitare:
CrotoneCapoluogo di provincia, importante centro industriale della Calabria, sede di un'importante museo.
Capo ColonnaPromontorio dove si trovano i resti del santuario greco di Hera Lacinia, del santuario è rimasta in piede solo una colonna.
Le CastellaCastello Aragonese costruito su una stretta penisoletta, che sporge verso il mare blu profondo dello Ionio
Santa SeverinaCentro abitato situato su un piccolo altopiano roccioso del Marchesato dove con il suo castello domina il territorio circostante.

Provincia di Catanzaro
: provincia con una superficie ridotta dopo l'istituzione delle due nuove province di Vibo Valentia e Crotone, da visitare:
CatanzaroCapoluogo della provincia e della regione Calabria, posizionata in bella posizione lungo un ripido sperone roccioso. Fondata dai Normanni.
Villaggio MancusoModerno centro di villeggiatura e di sport invernali della Sila Piccola, sparso tra i pini e vicino ai laghi silani, ideale per escursioni.
SoveratoModerna stazione balneare del litorale ionico catanzarese, situato sul golfo di Squillace di probabile origine medievale.

Provincia di Vibo Valentia
: è la più piccola provincia della Calabria, situata tra il Golfo di S.Eufemia e il Golfo di Gioia Tauro, luoghi da visitare:
Vibo ValentiaCapoluogo della nuova provincia, da visitare il Castello Normanno, il museo, biblioteca e il centro storico.
TropeaPittoresca cittadina, fu denominata Porto Ercole, in quanto, secondo la leggenda la fondò Ercole, conserva quasi interamente una struttura urbanistica seicentesca, il suo centro storico è posto a picco sul mare.
Serra S. BrunoCentro delle Serre Vibonesi, nota per la Certosa e per l'ambiente montano circostante.
Pizzo CalabroCentro peschereccio e balneare situato a picco sul mare in pittoresca posizione lungo la costa del golfo di S. Eufemia.
Capo VaticanoNota località turistica balneare della costa degli Dei, vicino a Tropea e di fronte alle Isole Eolie.

Provincia di Reggio Calabria
:  provincia che comprende l'estremo sud del territorio calabrese e della penisola italiana, luoghi da visitare:
Reggio CalabriaCapoluogo di provincia, da visitare il Museo Archeologico Nazionale che ospita i Bronzi di Riace e altri reperti della Magna Grecia, la Cattedrale e il rinnovato lungomare sullo Stretto di Messina.
LocriAntica città della Magna Grecia fondata nel VII sec. a.C., da visitare i resti della "polis", i resti dei quartieri abitati, delle mura di cinta, di fortilizi e opere idrauliche, reliquie di necropoli di varia età.
GeraceNota per il suo centro storico ricco di chiese e palazzi costruiti nelle varie dominazioni che si sono susseguite nei secoli.

 
 
 

Duomo Di Cosenza

Post n°2 pubblicato il 15 Aprile 2013 da Profilo_Calabria

 

 

 

 

 
 
 
 
 

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Un blog di: Profilo_Calabria
Data di creazione: 15/04/2013
 

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