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« educazione civica e sani...Educazione civica e sani... »

Educazione civica e sanitaria....

Post n°60 pubblicato il 03 Settembre 2017 da ellistar2012

 

   educazione civica e sanitaria....

Tutti i giorni si leggono articoli sul suicidio assistito,

sulla morte dolce e sul diritto di ognuno di decidere

della propria vita e di quando porvi fine. Un tema

scottante che divide la nostra società in gruppi e

fazioni ben definite: chi è contro e chi no. Ok, se

' sia giusto o meno lo decide la coscienza di ognuno

di noi, visto che la base della nostra civiltà e cultura

è il libero arbitrio, un principio sacrosanto e intoccabile

neanche dalle autorità che invece vuol far passare come

rispetto dell'autorità ogni prevaricazione della volontà

soggettiva di decidere di sè, delle proprie cose e scelte

di vita in nome di una falsa obbedienza all'autorità, visto

che poi ognuno si prende la responsabilità di ciò per cui

ha optato. Un fatto sacrosanto che non viola alcun codice

di diritto civile e penale, fino a che ognuno si prende la

responsabilità di decidere in proprio se, come, quando

e dove mettere fine alla propria vita, senza coinvolgere

nessuno ma proprio nessuno nello svolgimento di un

atto estremo che può comportare anche delle conseguenze

molto spiacevoli per chi asseconda la volontà di chi vuole

morire e ciò non è giusto e manco onesto: chi vuole morire

che lo faccia da solo in tutto e per tutto. E questo è la prima

obiezione, visto che un altro principio della nostra civiltà e

cultura è la vita e l'aiuto alla vita, un esistere migliore che

passa anche per l'educazione alla lotta contro la depressione,

tutte le malattie in generale e quelle mentali in particolare,

ma la lotta contro la depressione che provoca tanti suicidi

nella società e tra i giovani deve essere strenua, continua,

capillare e passa per tanti canali: la famiglia, la scuola,

l'educazione permanente di tutta al vita, un' educazione al

vivere positivo, pieno di interessi culturali, di amicizia, di sport

, di letture solo e soltanto di aiuto e di maturazione nell'affrontare

i problemi della vita in libertà e  secondo il principio della scelta

individuale responsabile. In tal senso ci si riferisce a quei casi di

gente che opta per la morte dolce all'estero per sfuggire alla

depressione, al mal de vivre e allo spleen, concetti che non

hanno nulla di romantico ma sono solo bestie assolutamente

negative il cui morso è letale e da cui bisogna difendersi ad

ogni costo, mobilitando tutto, pur di sradicare il male oscuro

che non alcun diritto di cittadinanza e di esistenza in nessuna

parte del mondo, forse tranne che in Svizzera dove sicuramente

è un business molto fiorente.

La conclusione è che tale lotta strenua dovrebbe passare attraverso

un currricolo di insegnamento di educazione civica e sanitaria come

materia di studio.

                            Anonimo

 

 

 
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