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A volte tornano

Post n°8 pubblicato il 21 Marzo 2010 da lupocattivo741

Post it giallognolo. promesso, tornerò, scritto in grafite sbavata e appiccicato sulla porta del frigo. Bonjour, bonjour primtemps. Intanto un vecchio libro scovato nella libreria di papà.

 

 

Nantas Salvalaggio
Malpaga

Chi sussurra nella memoria…un io sottilissimo e incompleto al naufragio fra giochi di neuroni incalcolabili quanti gli atomi nell’universo. Chi parla dentro la testa, ove rimbalza o alligna ogni analogia con le cose le sequenze sd’eventi, il brodo primordiale dell’esperienza a guida del nostro agire, allo scatto breve di ogni lettera battuta sulla tastiera – e il bianco che man mano viene meno attruppando le milizie dell’inchiostro liberate da un solo, asratto punto di pensiero. Circolo vizioso, innutile giro di giostra, percorrere la memoria fermandoci dopo un capitolo letto a un’immagine gà vissuta, a materia stata. Malpaga, un libro bello e oramai ignoto del fu Salvalaggio, con quel nome antico come l’ebraico. Il capitolo primo, la caduta delle olive così magistralmente raccontata e sensibile come a porgere orecchio a un uliveto affaccendato, lo lessi ancor bambino sforbiciato in un’antologia. Chi si rammenta di questo libro, della sua bellezza densa, di questo paesello immaginario sito presso il Garda? Cercatelo, magari con un po’ di fortuna potrete leggerlo. Storie passate, come vere, memoria che si raggruma e finge eterna, sullo spazio concessole dalla fragile nettezza delle pagine.

 

 
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