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CHAKRA

CHAKRA

I chakra

"Chakra" in sanscrito significa "ruota", ed infatti i chakra sono dei veri e propri centri di smistamento, dei punti di entrata e uscita dell’energia dall’universo a noi e viceversa. Secondo la tradizione orientale, sul nostro corpo ne sono disposti almeno 144; i più importanti sono sette, disposti sulla linea mediana del corpo (all’altezza della colonna vertebrale) e controllano ed influenzano tutte le ghiandole, le funzioni, gli organi. Ogni chakra ha una sua specificità, una sua "zona di competenza" sia a livello fisico che mentale ed emozionale. Quando il chakra è armonico, l’energia fluisce correttamente e scorre libera nelle nadi, le "arterie" del sistema circolatorio "sottile"; in caso di disequilibrio, il chakra può caratterizzarsi per un eccesso o un difetto di attività. Ad ogni chakra, inoltre, sono tradizionalmente associati elementi, colori, pietre, profumi...    (descrizione chakra nell'elenco TAG)

terzo occhio

La maggior parte della gente crede che dietro gli occhi chiusi ci sia soltanto il buio. Eppure, man mano che progredirete spiritualmente e vi concentrerete sull'occhio "singolo" nella fronte, scoprirete che la vostra vista interiore si è aperta. Contemplerete un altro mondo, un mondo di luce e di grande bellezza.

 

METIDAZIONE

Ricorda: osserva semplicemente. Non sforzarti di osservare. Questo è ciò che il Buddha ha chiamato Vipassana - l'osservazione del respiro, la consapevolezza del respiro ... l'essere attenti all'energia vitale che score nel respiro. Non tentare di fare respiri profondi, non sforzarti di inspirare o espirare, non fare nulla. Rilassati semplicemente, e lascia che il respiro sia naturale - che espiri spontaneamente, e che inspiri di per sé - e molte cose si dischiuderanno davanti a te.

Osho, L'antico canto dei pini, Psiche Ed.

 

 

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IL PERDONO

Post n°83 pubblicato il 23 Agosto 2011 da oiram_cms
 

Il Perdono
Osho, perché è così difficile perdonare, smettere di attaccarsi alle ferite di avvenimenti accaduti molto tempo fa?  

L'ego si basa sul malessere: più malessere c'è e più l'ego viene nutrito. In un momento di felicità l'ego scompare totalmente e viceversa: se scompare l'ego, ti si riverserà addosso un'immensa felicità! Se vuoi l'ego, non puoi perdonare, non puoi dimenticare... particolarmente le ferite, i dolori, gli insulti, le umiliazioni, gli incubi. Non solo non puoi dimenticare, continuerai a esagerarli, a enfatizzarli. Tenderai a dimenticare tutto il bello che c'è stato nella tua vita. Non ti ricorderai dei momenti di gioia; per quanto riguarda l'ego non hanno alcuna utilità. La gioia è come veleno per l'ego e la sofferenza è come le vitamine.
Dovrai comprendere l'intero meccanismo dell'ego. Se ti sforzi di perdonare, quello non è realmente il perdono. Attraverso lo sforzo riuscirai solo a reprimere. Puoi perdonare realmente quando comprendi la stupidità del gioco che accade dentro la tua mente. La totale assurdità di tutto ciò deve essere vista fino in fondo, altrimenti reprimerai da una parte e tornerà da un'altra. Reprimerai in una forma e si presenterà di nuovo in un'altra forma, a volte mascherata così sottilmente che sarà quasi impossibile riconoscere che è lo stesso vecchio modello che si ripete… ma così rinnovato, così ristrutturato, così decorato, che sembra quasi nuovo.
L'ego vive sul negativo, perché di base è un fenomeno negativo: trae la sua esistenza dal no. Il no è l'anima dell'ego. E come puoi dire di no alla beatitudine? Puoi dire di no al malessere, puoi dire di no all'agonia della vita. Come puoi dire di no ai fiori, alle stelle, ai tramonti e a tutto ciò che è bello e divino? E l'esistenza ne è piena, è piena di rose, ma tu continui a far raccolta di spine: hai fatto un grande investimento in quelle spine. Da una parte continui a dire: “No, non voglio più questa sofferenza”. E dall'altra parte continui ad attaccarti a lei.
E per centinaia di anni ti è stato detto di perdonare. Ma l'ego può vivere anche attraverso il perdono. Comincerà ad avere un nuovo nutrimento attraverso l'idea che: “Io ho perdonato. Ho perfino perdonato ai miei nemici. Io non sono una persona ordinaria”.
E una delle verità fondamentali della vita è che la persona ordinaria è proprio quella che si crede straordinaria. Nel momento in cui accetti il tuo essere ordinario diventi straordinario. Nel momento in cui accetti la tua ignoranza, il primo raggio di luce ha toccato il tuo essere, il primo fiore è sbocciato. La primavera non è lontana. Gesù dice: perdona i tuoi nemici, ama i tuoi nemici. E ha ragione perchése perdoni i tuoi nemici ne sarai libero, altrimenti continueranno a esistere dentro la tua mente, a perseguitarti. L'inimicizia è un tipo di relazione; va più in profondità del vostro cosiddetto amore.
L'amore, il vostro cosiddetto amore - non va granché in profondità; è superficiale, epidermico… Ma il vostro odio va molto in profondità: è tanto profondo quanto il vostro ego. L'ego è il fenomeno più negativo che esista. È come il buio. Il buio non ha un'esistenza in positivo, è semplicemente l'assenza della luce. La luce esiste in positivo; ecco perché non si può fare niente direttamente contro il buio. Se vuoi far qualcosa contro il buio dovrai usare la luce. Se vuoi il buio devi spegnere la luce. Devi far qualcosa con la luce; niente può esser fatto direttamente con il buio. Il negativo non esiste e neanche l'ego esiste.
Le persone continuano a portarsi dietro cose che odiano. Vivono nel loro odio. Tutta la loro vita dipende dal passato. A meno che non cominci a vivere nel presente, non sarai mai in grado di dimenticare il passato e di perdonare. Io non ti dico: “Dimentica e perdona ciò che è successo nel passato”. Non è questo il mio approccio. Io ti dico: “Vivi nel presente”. Questo è il modo positivo di avvicinarsi all'esistenza. Sii più meditativo, più consapevole, più sveglio, perché quando sei consapevole, allerta, sei nel presente. La consapevolezza non può essere nel passato o nel futuro. La consapevolezza conosce solo il presente.
E una volta che il passato non c'è più, scompare anche il futuro perché il futuro è solo una proiezione del passato. Essere liberi dal passato e dal futuro è assaporare la libertà per la prima volta . E in quell'esperienza uno diventa integro, sano; tutte le ferite guariscono. A un tratto non ci sono più ferite; cominci a sentire un profondo benessere che sorge da dentro di te. Quel benessere è l'inizio della trasformazione.

 

Fonte http://unitinelrisveglio.blogspot.com/

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Commenti al Post:
Strega_Endor
Strega_Endor il 02/09/11 alle 08:59 via WEB
Il perdono ha molteplici punti di vista...personalmente non credo di "non sapere perdonare"...in me invece si insunia il cosiddetto "stadio indifferente" ovvero la capacità di non incanalare quotidianamente malessere e pensieri ombrosi...l'indifferenza appunto,che nasce subito dopo aver sofferto.Questa credo sia la migliore autodifesa...buona giornata:)
 
aisha9999
aisha9999 il 19/10/11 alle 21:33 via WEB
ciao Mario! perdonare non è semplice ed io non riesco a farlo se sono stata profondamente ferita e dunque nessuna trasformazione avviene in assenza di sofferenza ed il perdono potrebbe solo porvi fine se si riuscisse a dimenticare il mal patito cosa impossibile se si tratta di ferite dell'anima!
 
oiram_cms
oiram_cms il 13/11/11 alle 07:44 via WEB
Io penso che dipende dal punto di vista in cui si vede il male ricevuto!! Se focalizzi sempre il pensiero al torto ricevuto con una visione che è causa di sofferenza alllora non cancellerai mai il tuo dolore, anche l'indifferenza secondo me non è una buona strategia ma penso che il torto va visto come opportunità di crescita personale!! Lo sò è difficile, spesso anch'io torno sul problema e mi rendo conto di farmi del male!! Ciao scusate il ritardo!! Kiss
 
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«Perché devo ascoltare il mio cuore?» domandò il giovane quando quel giorno si accamparono. «Perché dovunque esso sarà, lì si tro­verà il tuo tesoro». «Il mio cuore è inquieto» disse il ragazzo. «So­gna, si chiede tante cose e spesso, durante la notte, non mi lascia dormire quando penso a lei». «Bene, il tuo cuore è vivo. Continua ad ascoltare ciò che ha da dirti». [...] «Il mio cuore ha paura di sof­frire», disse il ragazzo all'Alchimista, una sera in cui guardavano il cielo senza luna. «Digli che la paura di soffrire è assai peggiore del­la stessa sofferenza. E che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni, perché ogni momento di ricer­ca è un momento di incontro con Dio e con l'Eternità».

Paolo Coelho
 

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