IL CRISPANESE

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LA MENTALITÀ

     La nostra, e una mentalità decadente?

   

Provo a rispondere io, sperando che anche voi darete la vostra risposta. 

 No! Ma, se si va avanti così lo sarà. Il pesce puzza dalla testa, sì e sempre detto. La politica in quanto tale, non esiste a Crispano. Esiste invece la politica dell’arroganza, dell’odio personale, dell’egocentrismo e dell’ignoranza (vedi i voti acquisiti con salsicce e costolette di maiale).

Tutti i politici di Crispano, a qualunque schieramento appartengono, rispecchiano questo tipo di politica. Il cinquanta per cento della decadenza mentale esistente e dovuto a loro.

Per quanto riguarda il resto, la situazione Crispanese somiglia molto al film i “I magnifici sette”.

Il popolo di un piccolo paese messicano e vittima di continue scorribande di Calvera e dei suoi banditos, che, quando arrivano, si prendono tutto il loro raccolto, il vino e se le trovano approfittano delle loro donne.

Un giorno, asfissiati da queste continue razzie da parte dei banditos, una loro delegazione va al confine per assumere dei cowboys, n'assumono sette e tornano in paese. Questo popolo, era abituato a vivere dentro la paura e a nascondersi in chiesa tutte le volte che c’era un pericolo. I magnifici sette, che rappresentavano il coraggio, la scaltrezza, la voglia di giustizia, la libertà, l’intelligenza, l'unita, e l'amore per gli altri. Istruirono e aiutarono questo piccolo popolo a difendersi da solo, invece di chiudersi in chiesa tutte le volte.

Alla fine ci riuscirono, uomini donne e bambini uniti, si difesero e si liberarono dalle scorribande sempre più frequenti di Calvera e dei suoi banditos.

 Anche a Crispano, da quando sono arrivati Calvera e i banditos (molti anni ormai) la maggior parte dei Crispanesi si chiude in chiesa, o nel Katecumenio, andiamo a cercare i magnifici sette? 

              

 
 
 

 

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Ò zeprigniell le quaglie saltellanti e l’Aquila.

Post n°169 pubblicato il 09 Settembre 2009 da satiricus1
 

Le quaglie saltellanti e difficile colpirle anche con un fucile a canne mozze. Io, le distruggo con la fantasia!

Ò zeprigniell, la quaglia punto e virgola e la quaglia di ferro, se la passeggiano.Non parliamo della quaglia Castrato psi…

Altre quaglie si preparano a fare il salto, (come delle palline di ping pong) qualche passero, alcuni fringuelli, quagiliezerbini, un paio di canarini e qualche cardill, vanno dove li porta il vento.

Su la testa Crispanesi, alzate la testa e guardate l’aquila Crispanese, tutta bianca dal petto arancione. Plana su Crispano plana e aspetta.

Svolazzate sotto i muri, quaglie saltellanti e altri pennuti, evitate di andare allo scoperto, l’Aquila può scendere in picchiata artigliandovi con la fantasia.

 

P.S. 1. Acchiapp tiè, dedicato alle quaglie saltellanti e altri pennuti.

 

 

 

 

 

 P.S. 2. L’urlo di liberazione,dedicato ai Crispanesi.

 

 

 

 

P.S. 3. Questo pezzo e tratto dal racconto fantastico "Il Crispanese" di G.Miele (1999)

 

(l’Aquila Crispanese)

                                                                                                                                                                                                                                                

Durante il viaggio di ritorno dalla toscana, il Crispanese parlò a lungo con la voce del suo cuore. Comprese, che l’aquila non era altro che la mentalità diversa dei Crispanesi.               Quell’evoluzione umana che, come le lancette del tempo partendo insieme dal sei, dopo avere fatto tutto il giro delle ore si ritrovano di nuovo sul sei, ed e passato il giorno. Pronte a ripartire per un altro giro, quello della notte.                                                                                                                Cosi e successo per la mentalità Crispanese.                                                                                      Diversi anni fa, a Crispano, arrivò come un cavallo bianco, la mentalità diversa, spazzando via quella precedente. In tutti questi anni, il cavallo e stato cavalcato dal Politicante, dal Mericano, dal Parroco, e dal Vasolo, finche e morto. “Loro”, fanno credere ai Crispanesi che e vivo ancora, negando che le lancette del tempo hanno fatto tutto il giro quello del giorno e quello della notte e sono pronte per ripartire. Deve rinascere la nuova alba.  

Meno chilometri segnavano i cartelli per Napoli sull’autostrada e più comprendeva il Crispanese. I suoi pensieri cominciavano ad illuminarsi, come una persona che per diverso tempo ha camminato in un tunnel buio e umido e finalmente incomincia a vedere la luce e con essa a sentire un poco di calore.

 Satiricù, denominò quella voce. Cercò di capire da dove veniva veramente e poi, chi era? Che cosa voleva da lui?

Arrivato a Crispano, trovò l’aquila appollaiata sulla casarella rossa, si rifiutava di volare sul paese. Lei, sapeva che nel giardinetto, sotto l’albero cosmico, c’era il cadavere del cavallo morto, la mentalità vecchia, per questo il rifiuto.

Il Crispanese non poteva accettare. Lasciò l’aquila appollaiata sulla casarella rossa, ingranò la marcia e penetrò dentro Crispano, suonava il clacson a mo di pronto soccorso e guidando come un pazzo scansando auto e persone arrivò di fronte al giardinetto frenando bruscamente.Rimase immobile per qualche secondo, chiuse gli occhi raccogliendo tutta la forza e il  coraggio che aveva, la voce del suo cuore  gli dice:  “ vai e ora, non c’e tempo da perdere”. Scende dall’auto tirando la leva del cofano e lascia il motore acceso, chiude la portiera e va verso il giardinetto, il cancello e chiuso da una catena e un lucchetto, questo al Crispanese fa venire la frenesia della rottura, afferra le sbarre del cancello, ed incomincia a sbattere avanti e indietro come un forsennato. Alcuni giovani che passavano, si fermarono un attimo a guardare, e come attirati da un magnete vanno a dare una mano al Crispanese, altri passanti restano a guardare.                                                                         All’interno del giardino, i cani del Parroco, del Mericano e del Politicante, di guardia al cavallo morto, abbaiavano e ringhiavano, ma scapparono subito, quando il cancello sbattuto dalla foga dei giovani e del Crispanese, si staccò dal muro e cadde a terra come un ponte levatoio, facendo un fracasso enorme, attirando l’attenzione d'altri Crispanesi che passavano di li.                                    Lui, lo attraversa, tutti gli altri restano fermi a guardare. Va verso l’albero, dove ai piedi giace il cavallo morto, lo guarda per lungo tempo, pensa a lui come ad un mobile, a suo tempo ideato e costruito, e stato usato e conservato al fine rotto e tarlato va bruciato.                                       Intorno, il mormorio delle persone che stanno a guardare, gradualmente diventa silenzio assoluto, quando, il Crispanese prende il cadavere per la coda e incomincia a trascinarlo lentamente.  Va verso la piazzetta antistante il giardino, (piazzetta Falcone e Borsellino) i giovani vogliono dare una mano, ma il cadavere una volta spostato, emana un fetore di vecchio e di sporco come una Rocca tagliata, che solo il Crispanese riesce a sopportarlo. A fatica lo porta al centro della piazzetta, lo lascia e va verso l’auto ancora con il motore acceso, apre la portiera, prende dal cruscotto una bottiglietta di plastica, quelle da mezzo litro, si avvicina al cofano del motore, lo alza, stacca il tubicino dal carburatore e versa la benzina nella bottiglietta fin quando il motore non si spegne. Si avvicina al cavallo e come se stesse facendo un rito sciamano, gliela svuota addosso, (mentre i Crispanesi formano un cerchio tutto intorno) prende un foglietto che aveva in tasca l’accendino e gli da fuoco.

Il fumo del rogo, fu come un segnale dei pellirossa per l’aquila, che spiccò il volo su Crispano e tutti i Crispanesi videro per la prima volta la loro nuova e diversa mentalità, l’aquila Crispanese.

 

 

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Un blog di: satiricus1
Data di creazione: 13/07/2006
 
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"NOI SIAMO ACQUA"

"Noi siamo acqua"

Quando l’’artista si fa strumento, coscienza collettiva, imputato e obiettore di una società cosi detta “evoluta”, ciò che è espressione visiva penetra l’osservatore interagendo con lui fino al coinvolgimento.

L’acqua e l ‘inizio, la vita, la parte fluida del cosmo  l ‘acqua e primordiale.

“Noi siamo acqua”.L’acqua, un archetipo potente e importante come quello del sole.Un elemento che, come la terra e l ‘energia (il fuoco) già da diversi anni bisogna comprarla.

Un'opera come “Noi siamo acqua”, più che essere spiegata, in qualche modo pone una domanda forte e consapevole.

Quelli che verranno dopo di noi ,cammineranno per strada con le maschere antigas e andranno a fare la fila al supermercato per comprare L’aria ?

 

NON MI AVRETE MAI COME VOLETE VOI

No, non mi avrete mai come volete voi!

Non sono come voleva mio padre, non sono e non sarò come vuole mia madre (cara) non posso, non sono come vorrebbero i miei fratelli e le mie sorelle, non sono come vuole la mia donna, neanche come vogliono i miei figli, non sono come vorrebbero gli altri parenti, non sono nemmeno come vorrebbero i miei amici, non sono come volevano i miei insegnanti a scuola, sono un operaio, non riuscirò mai ad essere come vogliono questi datori di lavoro, non posso essere come vuole questa televisione e informazione, non sono come vuole questa politica, non sono come vogliono i politici di Crispano, ne come vuole la mentalità camorristica, non sono come vuole la chiesa, non potrò mai essere come vuole il parroco di Crispano.

Sono come vogliono il sole, la luna, le stelle, come vuole il mare e l’alta montagna, sono come vuole il vento la natura la terra, come vogliono gli animali.

Scusate tanto, non mi avrete mai come volete voi!

 

IL MIO APPELLO LA MIA SFIDA

Stamattina vado in giro per crispano per pubblicizzare questo blog,cercherò di farlo sapere a quanti più Crispanesi mi sarà possibile.

Il mio appello va a tutti i Crispanesi che verranno a visitare il blog, per favore comunicatelo a tutti i crispanesi che conoscete.

Questo blog sarà dei crispanesi, scrivete commentate mandatemi le vostre foto, che sostituirò con la mia e le altre periodicamente, il mio intento e di far capire che il Crispanese sia tutta crispano, voglio dire,siamo più di dodicimila abitanti e quando si parla male di Crispano non interessa nessuno, difendiamo Crispano come se tutta la popolazione fosse uno solo, il Crispanese.

Sarebbe bello l'intervento dell'altra metà del cielo, le Crispanesi. Per adesso, non sono riuscito a trovare l'indirizzo web dei giornalisti del mattino, se qualcuno di voi ha facoltà mandategli questo blog oppure fatemi sapere come rintracciarli che me la vedo io.

La mia Sfida va

A tutti i politici di Crispano degli ultimi venti anni e più, ovviamente del c.destra e del c. sinistra scrivetemi se avete coraggio.

Ai camorristi crispanesi scrivetemi provate a usare la parola se avete coraggio.

 
 

LA MIA ANIMA

Era lì, davanti a me, con l’aria di chi vuole interrogarti, forse per timidezza o perché avevo aperto la porta mezzo nudo, non lo fece. Con movimenti molto impacciati sostenne che mi avrebbe aspettato al parco alla solita panchina, e senza darmi il tempo di rispondere volò via.

Questo mi mise addosso una certa agitazione, al punto che guardandomi fra gli occhi nello specchio la mia fronte diventò un piccolo schermo. Dapprima nebbiosamente, poi più nitida vidi la sua figura, in piedi su uno sgabello, e di spalle Io che gli allungo una mano per farla scendere.

La guardavo nel cuore degli occhi sperando che, oltre alle mie parole ascoltasse anche il mio pensiero:

 “…….SEI UNA DONNA

PER ME SEI TUTTE LE DONNE

SEI LA LUCE DEL FARO

CHE ILLUMINA GLI SCOGLI

DELLA MIA ANIMA

ED ANCHE SE A VOLTE NON  VOGLIO                                                                  

MI GUIDI… E MI PROTEGGI

NEL FANTASTICO VIAGGIO DELLA VITA.”

 

G. M.

 

"RESISTENZA PASSIVA"

In questi giorni si sono accesi i riflettori dei media su Napoli città. E la provincia?

A Crispano non ci sono più di 20 camorristi.

Uno e mezzo per ogni 1000 abitanti.

Li conosciamo. Prima di tutto sono esseri umani, sono genitori, mariti, fratelli, figli, e in quanto esseri umani amano, le mogli, i figli, i fratelli.

Per questo noi li amiamo.

Per quanto riguarda il resto, sono i nostri peggiori nemici, rappresentano la peggiore decadenza mentale che possa ricadere su un piccolo comune come Crispano. (di riflesso in tutta la provincia di Napoli e la Campania)

Che cosa significa resistenza passiva contro costoro?

Nessun rispetto, niente legami, niente favori, niente di niente, non cagarli proprio, non dargli nessuna importanza, non avere mai bisogno di loro, soprattutto non avere paura, al massimo dato che sono esseri umani e anche loro amano, un buongiorno e buonasera niente di più.

Questo deve fare la cosiddetta società civile!

Lo stato, la magistratura e gli organi di polizia, lo sanno chi sono, e solo loro possono sequestrare i soldi e i beni della camorra, l’unica vera risposta che può dare lo stato.

 

La società civile gli toglie il potere, lo stato gli toglie i soldi e i beni e li distribuisce, facendo aumentare il benessere  la cultura anticamorristica, questa e resistenza passiva, e tanto utopistico?

 

 

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