Dodici anni fa il Teatro Nero Ta Fantastika di Praga presentò al Bellini una versione di «Alice nel paese delle meraviglie» in cui la celeberrima bambina di Carroll ci veniva proposta come ormai cresciuta e attraversata dai primi brividi sensuali, tanto da ritrovarsi seminuda, in un coloratissimo Eden, di fronte ad Adamo ed Eva e al Serpente. Adesso, invece, la Ready to Go presenta, sempre al Bellini, una versione di «Alice nel paese delle meraviglie» (ma ci si riferisce anche al sequel «Attraverso lo specchio») che è esattamente l'opposto: qui, in breve, Alice si rifiuta di crescere ed altro non desidera che ritrovare «la leggerezza, la spensieratezza, il gioco» dell'infanzia.
Al riguardo il testo del musical in questione, firmato da Eduardo Tartaglia, non potrebb'essere più esplicito: nella sequenza iniziale, quando l'istitutrice l'ammonisce: «Non sei più una bambina, ormai sei grande», Alice replica con un perentorio: «Mamma mia, che impressione!». E se altrettanto inequivocabile e perentorio, ma in senso contrario, è il «Perdete ogni infanzia, voi ch'entrate» pronunciato dalla Regina di Cuori, accanto all'Alice da grande che si aggira tra quelle «meraviglie» allusive compare di tanto in tanto l'Alice da piccola che la richiama verso un'ingenuità in se stessa conclusa e solo di se stessa appagata.
Fatte le debite differenze e proporzioni, è l'idea su cui si reggeva anche il «Pinocchio» di Carmelo Bene. E, tradotta nei termini di un musical concepito e allestito nel tempo dell'immaginario televisivo che attraversiamo, prende una strada fin troppo prevedibile: al posto dei fantasmi della cultura praghese (il Golem, il re Carlo IV, i clown...) che apparivano all'Alice del Ta Fantastika, nella circostanza compaiono alla creatura immaginata dal reverendo Charles Lutwidge Dodgson, in arte Lewis Carroll, gli assai più innocui ectoplasmi del Massimo Ranieri di «Rose rosse per te» e della Mina di «E se domani», mentre fra gl'interpreti annoveriamo il Mago Antonio Casanova nel ruolo del Cappellaio Matto e Angelica Cinquantini, la Matilde de «I Cesaroni», in quello di Alice da piccola.
Fra gli altri - nel contesto funzionale delle musiche di Giovanni Maria Lori e delle coreografie di Christian Ginepro, che firma pure la regia - spicca Roberta Faccani, l'ex Matia Bazar che presta la sua voce potente alla perfidia della Regina di Cuori. E accanto a lei si distinguono, per un divertimento destinato, è ovvio, soprattutto ai bambini, Gabriele Foschi (il Coniglio Bianco) e Laura Galigani (Alice da grande).
Enrico Fiore
(«Il Mattino», 29 dicembre 2010)
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