Quando 2+2 non fa 4
Serie di domande...alle quali è difficile per me attribuire una risposta solida, concreta ed esatta.| « Aforisma del giorno... | Fermi fermi... ho davant... » |
Attacchi di scrittura...
Momento, dove sono?! Questa qui non è casa... assomiglia più ad una barella...ad un letto di ospedale... una barella adattata li al momento per non perdere neanche un secondo. Sono legato da una flebo che mi impedisce i movimenti al braccio. E' tutto così strano... non vedo in modo regolare... mi sembra di vedere anche la scuola, ed una persona in lontananza. <<Chi tu sei>> chiesi al signore davanti a me... << mostrati per quello che sei, non coprirti il volto ti prego>> Era così strano vedermi supplicare questa persona quasi fossi un celebre fiorentino. Era lontano e avevo i brividi nel vederlo, ricordavo di aver avuto già quei brividi... ma mi sembravano leggermente diversi... accompagnati da quell'alone di mistero e curiosità. Non sapevo se avvicinarmi e nonostante la flebo decisi di alzarmi da quel letto... tutto stanco e dolorante... lo raggiunsi e lui mi guardò. Riuscì di sfuggita a vedergli gli occhi... profondi... che trasmettevano quel ghiaccio... quella mancanza d'affetto che io sarei riuscito a dargli se solo mi avesse dato l'opportunità di presentarmi. Oh ma lui sapeva bene chi io fossi... mi chiamava creatura... per lui ero una creatura... Provai a toccarlo e fui subito risucchiato via... in qualcosa di indescrivibile... era come se non avessi più nulla da perdere...quasi più nulla da scoprire... mi resi conto di essere sul letto... letto che non sentivo da tanto...il letto di casa mia... solo dopo mi resi conto di esser tornato... solo dopo dichiarai al mio stato confusionale delle idee che ero tornato dalla mattinata in casa e che finalmente ero al sicuro. Passai 2 settimane in ospedale... le passai così... cercando di capire cosa fosse successo... perchè a me e tante altre domande che hai il tempo di farti. Mi ripetevo che quella era una esperienza utile alla mia vita... mi ripetevo che poteva capitare a chiunque...e nonostante la mia forza mi arrendevo al pensiero di essere anche io fragile come tutti gli altri. Certe sensazioni...certe visioni...certi comportamenti... non li avevo mai considerati... Già ricordo quella notte... andai a dormire tardi...andai perchè ero sul mio blog a scrivere qualcosa...a preparare qualcosa da dare ai miei lettori... passate le due però dovetti andare... lasciai tutto così com'era...senza modifica...spensi il mio pc...e andai a nanna. Non ci misi molto per crollare... dormivo poco...la mattina si andava presto a mare e la notte quando si poteva solo perchè era estate si faceva tardi. Come dimenticare quel sogno. Un lago bollente.. un lago bollente dove trovavo molti miei amici. Mi invitavano a giocare con la palla... io non potevo che accettare...e come potevo rinunciare a una cosa simile... la palla è qualcosa che mi fa divertire tantissimo. Piano piano sentivo che questo lago diventava sempre più bollente fino a quando nn mi rendevo conto se stessi sognando o il lago davvero fosse reale. Mi svegliavo a intervalli...solo per capire di essere ancora sul mio letto... eppure quel lago non andava via... non andava via l'acqua calda dalle docce... non andava via il sole che mi frastornava ogni tipo di pensiero. Ero bollente in realtà... ma la condizione venuta a crearsi non me ne faceva render conto... credevo di essere bollente solo per i miei sogni... per una condizione tale che il mio cervello avesse costretto il mio corpo a diventare così. Il mattino seguente avevo un impegno... saremmo andati 10 amici alle giostre... ragazzi di 16 17 anni trovano divertimento anche così perciò mi appresto a spegnere la sveglia anche molto rumorosa e con gesto di stizza mi rendo conto di aver perso già qualche minuto nei confronti della società. Erano solo le 7 ma io ero gasatissimo per questa giornata..ci saremmo divertiti...e l'avremmo fatto nel modo più corretto... eppure scendo dal letto e provo ad andare in bagno... è qui che mi rendo conto di non reggermi in piedi... è qui che chiamando i miei genitori... capisco di aver commesso uno sbaglio a non chiamarli già in nottata. La febbre aveva preso sotto controllo ogni mia singola volontà...ogni mia singola cellula. Il gruppo decide di non andare... anche perchè ero io il mezzo di comunicazione fra tutti...come dire...il mediatore di più gruppi messi insieme. Mi toccò fare chiamate in mattinata...tali da avvertire e segnalare questa difficoltà tanto sarebbe bastato per far andare solo loro... ma comunque per mancanza di mezzi e per pigrizia alla fine non ci è andato nessuno. La mattina continua così... febbre a 40 e senza mezzi termini i medicinali non facevano effetto. Sentivo di non capire bene quello che stava succedendo...credevo pian piano di perdere il controllo... controllo del mio corpo... IO... che ho sempre riconosciuto la mia più totale padronanza con lo stesso.. invece eccomi qui...a tremare come non mai senza riuscirmi a fermare.. Ogni tanto ci riuscivo...ma solo per qualche secondo...senza troppo sforzarmi. So bene di non stare nelle migliori condizioni però le speranze di andare al parco erano sempre accese fino a mezzogiorno. Non ero abituato ad avere la febbre...e probabilmente è stata... ora che posso rendermene conto... la più dura che ho mai avuto.. ma la giornata purtroppo non può fermarsi per me... non può fermarsi per un ragazzo malatuccio...che probabilmente si lamenta senza pensare a chi sta davvero peggio. Arriva la sera... purtroppo la stessa febbre che mi ha tormentato per tutta la giornata non andava via... quasi si legasse a me per qualcosa di più...quasi a darmi una lezione. Non avevo forze...non mangiavo...ma era l'ultimo dei miei problemi in quel momento... sapevo di perdere qualcosa che va oltre la giornata al parco... perdevo la libertà di decidere... ero condizionato dal mio corpo. Per una volta si è ribellato... ha voluto mostrarmi che c'è anche lui... certo avrei preferito una cartolina...ma anche così è stato molto chiaro. Non sono riuscito a dormire molto quella notte... I miei per niente... poichè erano costretti a fare i turni per controllarmi... avevo una febbre che andava monitorata soprattutto perchè con i farmaci nessun effetto veniva. Per una mezzoretta ho trovato la pace... per una mezzoretta sono riuscito anche io ad addormentarmi...e a vedere il mondo in pace... quell'acqua bollente... quel lago...quei amici...che ho visto la notte prima non c'erano più...speravo fosse finita.. speravo fosse arrivata la calma... speravo... fino a quando non c'è stato più modo di reggermi e sono crollato.
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Inviato da: rexees
il 23/11/2012 alle 20:02
Inviato da: Arcobaleno1961
il 09/11/2012 alle 21:24
Inviato da: rexees
il 16/01/2012 alle 13:18
Inviato da: ormalibera
il 15/01/2012 alle 08:57
Inviato da: rexees
il 07/01/2012 alle 00:13