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The Sunset Of Life

A volte penso che una vita non basterà per dirti tutto quello che passa per il mio cuore

 

 

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Post N° 145

Post n°145 pubblicato il 11 Marzo 2007 da Dark_Lady89

UN Pò DI FILOSOFIA....CON IL NOSTRO AMCO PASCAL

I desideri mai soddisfatti dell'uomo lo spingono incessantemente e vanemente da una ricarca all'altra...
Secondo Pascal Dio aveva creato l'uomo con due amori: uno infinito (quello rivolto a Dio) e uno limitato (quello verso se stesso)...Venuto il peccanto, l'uomo perdette l'amore infinito. Essendo rimasto solo l'amore di sè in quell'anima capace di un amore infinito, l'amor proprio si è diffuso nel vuoto...
Rimane comunque in lui la tendenza e l'aspirazione all'infinito ma , purtroppo, è scomparsa la conoscenza dell'oggetto di tala apirazione...
L'uomo perciò ama infinitamente se stesso, quel se stesso che è finito. Ma un amore infinito non potrà mai essere colmato da beni finiti: per amarli infinitamente l'uomo ne accresce inutilmente l'importanza rimanendo poi deluso.
Pascal diceva: "Tutti gli uomini, nessuno eccettuato, cercano di essere felici: per quanto impieghino mezzi diversi, tutti tendono a questo fine. Quel che spinge alcuni ad andare alla guerra e altri a non andarci è sempre questo desiderio, presentw negli uni come negli altri, sebbene accompagnato da opinioni diverse. La volontà non fa mai il minimo passo se non verso quest'oggetto. E' il movente di tutte le azioni di tutti gli uomini, anche di quelli che si impiccano..."...
Pascal affermava che un tempo c'era davvero una vera felicità nell'uomo di cui ora ne rimane solo il segno e l'impronta vuota che cerca di colmare con tutto quello che lo circonda. Essendo perduto il vero bene, tutto può diventarlo... Per far si che i bene finiti diventino infiniti, l'uomo ne gurada solo gli aspetti positivi, deformandone quindi la vera natura...
L'uomo concepisce, quindi, un odio mortale contro la verità che lo riprende e lo convince dei difetti.. vorrebbe annientarla, e non potendola distruggere in lei stessa, la distrugge nella propria coscenza e in quella degli altri...
Senza dubbio essere pieni di difetti è un male ma è un male ancora peggiore averli e non riconoscerli...
Rivolgere ai beni finiti una volontà fatta per l'infinito non può che generare nell'uomo una consapevole incostanza. I piaceri presenti perciò ci fanno soffrire perchè li sentiamo inadeguati... Ed ecco un'illusione ottica: speriamo nell'avvenire il piacere che il presente non ci dà..
Ed in fondo è vero.. provate a pensarci: quante volte viaggiate nel passato o nel futuro invece che nel presente?... il presente non è mail il nostro fine...
Il fatto che l'uomo sia fatto per l'infinito, cioè che nessun bene finito è i grado di colmare il bisogno di infinito che è in lui, è quello che produce nell'uomo la sua fondamentale incostanza....L'umanità intera si trova, secondo Pascal, in un perpetuo stato d'infanzia e di minorità per ricarcare la felicità...La felicità non è nè in noi nè fuori di noi: è in Dio, ossia fuori e dentro di noi...
"Quale chimera è dunque l'uomo? quale novità, quale mostro, quale caos, quale soggetto di contraddizione, quale prodigio? Chi sborglierà questo garbuglio?"




(Io non credo in Dio...Ma penso che Pascal sia stato uno dei pochi uomini di chiesa che ha sparato meno cavolate in assolito...spero ci abbiate capito qualcosa)

 
 
 
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