Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

 

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Paul Auster - Trilogia di New York

Post n°238 pubblicato il 16 Dicembre 2019 da ixtlann
 

 

"In sostanza, le tre storie sono una storia sola, ma ognuna rappresenta un diverso stadio della mia consapevolezza di essa."

 

"La questione è la storia in sé: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo."

 

Questo libro viene presentato come una trilogia di "detective story", e potrebbe anche passare per qualcosa del genere, ma ... ma ci si comincia subito a rendere conto che la parvenza è solo una scusa per parlare d'altro. Di metafisica, forse o forse dello scrivere, o forse è un meta libro in cui si parla di libri, di autori, di giochi e di parole, di tanto, ma senza darlo mai a vedere e cercando comunque di lasciare le sembianze inalterate della detective story, con pedinamenti, telefonate, persone da sorvegliare, persone da trovare.

Si tratta effettivamente di una trilogia, tre storie che sembrano slegate ma di cui si percepisce in modo strano e inspiegabile un legame, sottile impalpabile che se non sembra esistere tra esse sembra esistere tra il narratore delle storie  stesse, che non appare eppure c'è essendo anch'esso attore regista e sceneggiatore al contempo presente e assente.

 

"Prenda Hawthorne, dice Black. Un buon amico di Thoreau, e forse il primo autentico scrittore che l'America abbia avuto. Dopo la laurea ritornò a Salem, nella casa materna; si chiuse nella sua stanza e ci rimase dodici anni. E cosa ci faceva là dentro? Scriveva storie."

 

Un libro che ci parla di Auster scrittore ma che ritroveremo come personaggio,  così come tra i personaggio incontreremo scrittore che diventano detective e che ci raccontano di storie e di scrittori. Un Uroboro, magnifico di cui si percepisce l'esistenza senza riuscirlo a vedere o a identificare. Tre storie che ci lasciano sempre con più dubbi di quanto avremmo immaginato, che rompono le fila per fluire nel metafisico, nell'improbabile , nella narrazione della narrazione.

 

"Vagando senza meta, tutti i luoghi diventavano uguali e non contava piú dove ci si trovava. Nelle camminate piú riuscite giungeva a non sentirsi in nessun luogo."

 

Il primo racconto è "Città di vetro",  storia di uno scrittore di romanzi polizieschi, Daniel Quinn, che viene "erroneamente" scambiato per un investigatore, ricevendo più volte telefonate non rivolte a lui, ma un ipotetico detective, alla fine  "accetta" l'errore del caso e fingendosi un'altra persona cerca di risolvere un mistero, che lo coinvolgerà più di quanto sia possibile immaginare tanto da essere preso dalla follia e creando risvolti e giochi tra nomi e personaggi. Il nostro scrittore/detective, incontrerà Paul Auster, che sta scrivendo un saggio sull'autore del Don Chisciotte, creando un nuovo rapporto intertestuale  tra  di scrittore    e personaggio, tra il nostro investigatore e il "Don Quixote", avendo entrambi le stesse iniziali.

 

"Baudelaire: Il me semble que je serais toujours bien là où je ne suis pas. In altre parole: Mi pare che sarò sempre felice dove non sono."

 

Il secondo, che  "Fantasmi" narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato.  Il sorvegliante, il sorvegliato. Inoltre tutti i personaggi di questo racconto hanno nome di colori, così come anche i luoghi, un gioco nel gioco, una rebus senza senso, ma che salta agli occhi!

 

"In principio c'è Blue. Piú tardi c'è White, e dopo ancora Black, e prima del principio c'è Brown. È Brown che l'ha svezzato, Brown che gli ha insegnato il mestiere, e quando Brown è invecchiato Blue ne ha preso il posto. È cosí che comincia: il luogo è New York, il tempo è il presente, e né l'uno né l'altro cambieranno"

 

"La stanza chiusa" racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica, sparisce e cerca di farsi sostituire nella vita, da un amico d'infanzia e lasciando a questi il suo ultimo romanzo, un capolavoro, e affidandogli l'incombenza di pubblicare tutti i suoi scritti. Questi comincia a cercare il vecchio amico, che non crede morto e da cui riceve poi una lettera e   con cui ha sempre avuto rapporto di amore/odio, lo trova al fine in una stanza chiusa,  che riproduce uno degli  elementi classici della narrativa poliziesca, anche in questo casi i nomi giocano un ruolo importante e ritroveremo personaggi del primo racconto come Stillman, Quinn o Henry Dark.

 

"Ma nella vita di un uomo le occasioni perdute non contano meno di quelle còlte, e una storia non può reggersi sui se."

 

Libro di non facile lettura e al contempo di una qualità tale che lo fa scivolar via leggero, affascinate, anche se ci confonde, anche quando intorno a noi crea una nebbia dalla quale è difficile venir fuori, che ci lega, ci toglie per un attimo l'aria, ma ci tiene sulle pagine la cui prosa ti cattura.
Lo consiglierei a tutti, ma ...

 

"Scrivere è un mestiere per solitari. Ti prosciuga. In un certo senso, lo scrittore non ha una vita propria. Anche quando lo hai di fronte non c'è veramente. Un altro fantasma."

"(I libri vanno letti con la stessa cura e la stessa riservatezza con cui sono stati scritti)"

 

 

 
 
 
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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna