Un blog creato da dialogoalbuio il 05/02/2015

Dialogo al buio

Scrivendo con una perfetta sconosciuta

 
 
 
 
 
 

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(7) Di Terra e di Fuoco

Post n°7 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da dialogoalbuio

Mia cara collega  (non so se ricorda che nel film "la bambola assassina", l'anima di un serial killer entrava nel corpo di una bambola.)

Mi riprometto di scriverLe tutti i giorni. E se non succedesse nell'arco delle 24 ore, probabilmente sarà per impegni di lavoro.
Non faccia mai una questione personale per miei eventuali ritardi. L'appuntamento con Lei, per me, è anche appuntamento con me stesso.

Mi accorgo che scrivo a Lei (e a me stesso) soprattutto per un allontanarmi da un passato che mi è appartenuto, e in cui ora non mi identifico più. Desidero in qualche modo separarmi da un'identità che è diventata una maschera, e che di vivo ha ogni giorno meno. L'ho chiamata in causa perché io parlo sempre rivolgendomi ad una donna. Lei per me sarà quindi una compagna di viaggio. E in qualche modo io desidererei essere il suo, se sente di voler percorrere un percorso interiore con sincerità e con curiosità.
Deve sapere che alcune donne mi hanno definito "maestro" e mi chiesero di mostrare loro chi esse fossero, e di cosa fossero capaci. Le accompagnai e loro mi dissero che le avevo saputo donare una parte di loro.
Spesso mi ero limitato a portarle solo oltre al loro pudore. Solo raramente verso sé stesse.Mi accorgo che di quella persona rimane qualche gesto e il maniacale desiderio della corruzione.
Stia attenta, mia Bambola, mi doni la sua intimità. Ogni suo pensiero di fuoco. Ma non si faccia traviare mai da me. Io faccio le pentole, mai i coperchi. Io sollevo vasi di pandora, senza poi riuscire a chiuderli.

Mi piace molto il pensiero che lei saprà donarmi la sua intimità, senza che io La corrompa. E tra le righe vedo questo desiderio.
Ho apprezzato la prontezza con cui ha risposto alla mia richiesta di nudità. La visualizzerò sempre nuda, nella mia mente. Quindi si ricordi di depilarsi, magari anche solo la mente, perché sempre nuda la immaginerò.
Io sono folle. Mi auguro di scoprirla altrettanto folle. Io desidero viaggiare, e spero che nel suo gentile accompagnarmi, si sappia mettere altrettanto in gioco.

Le confesso una cosa... Le ho fatto una domanda "pornografica" nella mia mail.
Le ho chiesto delle sue lacrime. Perché le lacrime hanno il magico potere di aprirmi il cuore e al tempo stesso di eccitarmi. (Le ho detto, vero, che sono pazzo?)
Ovviamente rispetto il dolore che sta dietro al suo gesto. Ma sappia che per me (come per tanti altri uomini), gli occhi femminili che piangono sono un punto debole.

Ho apprezzato il suo richiamo alla spiritualità e alla preghiera. Sappia che tra i tanti misfatti che ho fatto, in vita mia, ci fu pure percorrere il Cammino di Santiago, con una donna meravigliosa. E mi capitava spesso, in quel cammino, di pregare. O meglio, di meditare. La donna che mi accompagnò era come me una "maniaca sessuale", e il 90% dei nostri discorsi era incentrato sul sesso. Fu un viaggio atipico, che ricordo con grandissimo piacere. In generale ho la convinzione che Dio esista, perché quando a lui mi rivolgo, qualcosa dentro di me ha una specie di brivido. Allo stesso modo sono convinto di avere un Diavolo dentro di me, che ogni tanto affiora. Lo chiamo il "demone dell'amore". Esso, quando è presente, attira molto le donne, e quando esso se ne va, le stesse donne fuggono da me. E in qualche modo guardo con simpatia a lui. E alle cose atroci che combina. Perché in qualche modo è un compagno di viaggio pure lui. E mi ha permesso di vedere e di capire molte cose. Ma alla fine mi ha fatto pure bruciare.

Sul gesto crudele le voglio raccontare una cosa. Io, nella mia vita, sono stato più volte carnefice che vittima. Ma una ferita che ho ricevuto un paio di anni fa, forse mi ha fatto scontare tutte le pene in una volta sola. Non sono più legato a questa persona. E da tempo vado "oltre". Ma io sapevo perfettamente che sarebbe finita così. Non ero "ingenuo". Ho solo scelto di pagare il biglietto per vivere a fondo, qualcosa che mi interessava molto. Ma non sono qui a raccontarle di più, stasera.

Mi parla di "luce" e di "ombra". Io le voglio raccontare un pensiero che ha affiancato i miei anni più impuri.
Ho maturato infatti in quegli anni, che il mio divario interiore non poteva essere spiegato con "luce" e "ombra", o con "bene" e "male".
Ma con altre due categorie: Costruzione e distruzione. Terra e fuoco.

Si alternano nella nostra anima questi principi universali, come stagioni dell'anima.
La terra è inerte. Ci permette di costruire. Di fare una famiglia. Di vivere rapporti puliti e alla luce del sole. Di fare all'amore con la persona che ci vive affianco.
Il fuoco è assolutamente devastante, e allo stesso tempo attraente. Il gesto crudele di cui mi raccontava è un gesto di fuoco. Così come le sue avventure sessuali più trasgressive, che hanno matrice distruttiva e autodistruttiva. Così come certe pulsioni ancestrali che le condizionano la vita.

Dietro alla maschera di cui Lei parlava ci sta il suo fuoco. E noi siamo qui per condividere soprattutto quello.
                                                                                                                                                                                                                 
Ho alcune richieste anche stasera.
- Mi affidi la prima cosa che lei pensava quando mi ha scritto questa frase. "Un lato che  viene sempre represso, perché non capito, non condiviso dagli altri... "

- Mi racconti di qualcosa che Le fa paura.
- Mi faccia una domanda su di me. Quella che vuole. La più stupida, o la più oscena. Mi chieda qualcosa di cui ha curiosità.
- Faccio una domanda anche al suo lato costuttivo. Qual è la cosa che più desidera il suo lato di "terra"?

 
 
 
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