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« Usa/IsisCristiani perseguitati nel mondo »

Il reato di "omicidio stradale"

Post n°4 pubblicato il 13 Marzo 2015 da digrumando

Per tanti anni Berlusconi ha cercato, e insiste ancora, di convincere gli italiani che i giudici sono "antropologicamente coglioni".

Berlusconi era in malafede, perchè i giudici che pervicacemente insultava erano proprio i migliori, quella minoranza di giudici incorruttibili, di forte fibra morale e con tanta voglia di lavorare.

Ma è triste dover ammettere che, sul piano quantitativo delle percentuali, gli insulti di Berlusconi colpivano una realtà che, nella grande o stragrande maggioranza,  quegli insulti li meritava tutti.

Cosa dire, altrimenti, della sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni per quel tizio  ubriaco che, volontariamente e per divertimento, ha percorso 30 chilometri di autostrada in senso contrario, finchè non ha ammazzato 4 ragazzi francesi.

La motivazione della Cassazione si basa sulla inesistenza di una legge penale che permetta di considerare doloso il comportamento di un simile automobilista.

Gli imbecilli della Cassazione non hanno ancora capito che la Legge deve servire alla società, non è una esercitazione a tavolino come la dama o la canasta.

I politici saranno magari colpevoli per non aver creato una legge ad hoc.

Ma chi va su una autostrada contromano, per 30 chilometri, per divertimento, non si può certo dire che uccida per sbaglio, per caso, per semplice colpa; la morte di qualche disgraziato è quasi la certezza.

Se qualcuno, da una finestra, si diverte a sparare su una piazza piena di gente, sarà ovviamente colpevole di omicidio volontario, anche se la sua vittima sarà "a caso".

Nel caso in questione, l'automobile è da considerare come uno strumento pericoloso, come un fucile o un coltello o un'accetta, ed è ovvio ed evidente il dolo di colui che utilizza tale strumento in modo volontariamente pericoloso, sopratutto se le circostanze danno la quasi certezza che le conseguenze siano il ferimento o la morte del prossimo.

Quella Corte di Cassazione è composta di subnormali, senza offendere un down di buon senso.

 
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