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Renzi e la diga.

Post n°154 pubblicato il 16 Dicembre 2015 da digrumando

Che Renzi fosse molto intelligente, soltanto gli stupidi potevano negarlo.

Io, che stupido non sono, l'ho riconosciuto immediatamente, dalla prima volta che l'ho sentito parlare ad una riunione del PD.

Poi ho constatato, quasi incredulo, come Renzi, nonostante la sua totale inesperienza in campo internazionale e un aspetto fisico certamente non favorito da madre natura, fosse capace di rapportarsi alla pari con i più grandi nomi, come Obama o Merkel o Putin e non parliamo delle schifezze come Hollande.

Poi ho avuto modo di apprezzare, molto apprezzare, la sua saggezza e l'equilibrio nel difficilissimo settore della politica estera.

Ma adesso, nella questione irachena incentrata sul problema della diga di Mosul, io dico che Renzi si eleva a livello di grande statista.

L'idea di mandare 400 militari italiani a protezione della diga, abbinata all'accordo per assegnare alla Trevi la manutenzione di questa enorme costruzione ormai pericolante, è una iniziativa di straordinaria intelligenza e preveggenza.

E tantissimi complimenti a chi, tra i suoi collaboratori, sarà stato ad avere per primo l'idea.

Riusciamo così a raccordare tra loro esigenze diverse, come il nostro contributo sul piano militare ma senza partecipare ad azioni militari, con una opera civile di enorme importanza e l'assegnazione ad una impresa italiana di lavori per l'importo di 2 miliardi di dollari, il che può mettere una ipoteca anche sui prossimi lavori in un Iraq pacificato e a maggioranza scita, conquistando ulteriore simpatia da parte dell'altra grande potenza in ascesa che è l'Iran.

I suoi oppositori possono andare avanti a denigrarlo soltanto in virtù della loro stupidità.

 
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