Una sera, tempo assai trascorso,
in seguito alle nostre loquacità
ti animasti a far mostra
della tua arte culinaria.
Una certa fidatezza dal tuo aspetto fratesco,
m’indusse ad accettare invito.
Allettata da sì improvviso evento,
l’apprestamento fu adeguato, alle attese,
che celavamo nell’intimo nostro.
Anche sé non più giovincelli,
l’età matura,
idonea ad apprezzare
la sottigliezza auspicata dalla vita.
L’inizio fu degno d’un brunello d’annata
Ed i sensi
Volarono alti
Per delizie che il palato gustava
Con papille chiassose, inebriate.
Le tue labbra ambivano leccornie
Che le mie ti donavano libere.
Ora il calice traboccava di voglie.
Mentre il desco liberavi con foga
Detergevo la mia pelle d’aroma
Pregustando l’amplesso a venire.
Ma Morfeo tra le braccia mi prese,
complice "spiritoso" Bacco.
Mentre tu caldeggiavi impaziente
Ti sorprese vedermi indifesa
in quel talamo che cullava il mio sonno.
Ammiravi l’essenza del sogno
Che emanava profumo di sesso
Mi baciasti la fronte accaldata
Aspettando giungesse il mattino
Per avermi a ridosso dell'alba
impaziente di starmi vicino.
Ceschini Jacqueline
Inviato da: ginevra1154
il 19/04/2012 alle 21:56
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