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ILVA manca la fantasia ri-creatrice: salvare le coste italiane Ŕ una prioritÓ!

Post n°84 pubblicato il 27 Dicembre 2019 da ecoeconomia
 
Foto di ecoeconomia

In queste settimane l'ex ILVA di Taranto ha rischiato di chiudere lasciando per strada oltre 20.000 famiglie tra dipendenti diretti ed indotto.
Lasciamo perdere in questa circostanza la "mala-scelta" originaria di affidare un sito così fondante per l'economia nazionale al più grande competitors del settore acciaio: quel colosso avido che è Arceklor Mittal società indo-francese.
Una multinazionale quotata che tutto poteve garantire tranne che un sincero interesse verso una postazione in cui i costi di manodopera sono circa dieci volte quelli (sottopagati) in India...
Non ci voleva un Ministro scienziato per comprendere che probabilmente venivano a succhiare tecnologie per poi ...andarsene.
Ma ripeto chiudiamo qua l'antefatto...
La situazione corrente vede il settore acciaio in declino parziale ma progressivo nei prossimi anni, ergo lo scarso interesse per un megastabilimento che deve  o dovrebbe anche fare i conti con sostanziali investimenti anti-inquinamento.
Ma soprattutto che fare di migliaia di unità lavoro = persone che avranno progressivamente poco da fare?
Eh sì in Italia non c'è proprio nulla da fare.... scherziamo?
Nei prossimi decenni migliaia di chilometri quadrati di coste verranno letteralmente divorati dal mare!
E' necessario un piano nazionale di salvaguardia che deve partire ...ieri! Perchè oggi siamo già in ritardo, tanto più vista la velocità dei cambiamenti climatici in atto.
Quale migliore occasione dunque per rimettere al lavoro l'ex ILVA ponendola al centro di un grande progetto di salvaguardia delle coste?
Da non addetto ai lavori si possonio immaginare interventi sul modello olandese o danese.
O anche perchè no scavi per appprofondire il fondo del mare e portare a terra quantità enormi di sabbia o graniglia di roccia per dare al mare stesso maggiore profondità e capacità di assorbimento.
E poi ove non bastassero i primi tipi di intervento le stesse barriere di roccia già posizionate in fronte a molti tratti di costa...
L'Italia non ha i fondi dirà qualcuno?
Certo, avendo rininciato alla lira si deve passare per l'Unione Europea... ma il disfacimento del territorio di una nazione non può essere considerato accettabile e normale.
Quindi se L'Europa si opporrà a concedere all'Italia la possibilità di porvi rimedio epr tempo ogni italiano, ogni cittadino di buon senso dovrà trarre le prorie conclusioni e agire di conseguenza nelle prossime tornate elettorali.
L''ex ILVA potrebbe anche trovare altre strade per risolvere la prroria crisi ma il patrimonio costiero italiano andrà quanto prima salvaguardato a prescindere da tutto e tutti!

 
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