
E ora, sempre, di nuovo il percorso inverso. Decine di volte a guardare
gli stessi massi, sotto stelle inclinate in maniera diversa. Città,
mandarini, nuvole perenni e mare che non canta.
Tempo fa c'era una bicicletta. Mentre pedalavo, lei seguiva una linea, sì, e la ruota girava su se stessa. E c'era un punto esterno che diventava infinito, e la bicicletta rimaneva sospesa in quel punto preciso.
A volte ho creduto che unendo due punti con una matita, questi punti si allontanassero sempre più. E ora vedo che i tratti si fanno sempre più neri, profondi, scoscesi.
Però rimane la sensazione di avvicinarmi ad un punto silenzioso, bello. Un rubinetto che perde. Una dolce accoglienza, tutta per me.
Inviato da: womanonthemoon
il 12/03/2010 alle 22:52
Inviato da: jeanmo
il 01/09/2009 alle 13:30
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il 06/08/2009 alle 23:01
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il 06/08/2009 alle 12:55
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il 05/08/2009 alle 17:40