Creato da northernsky il 10/11/2006

Un giro su Plutone

"You are right, Jeanne, I don't know how to care about the salvation of my soul" (C. Milosz)

 

 

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a pagina 208

Post n°42 pubblicato il 11 Maggio 2007 da northernsky

"...eccola qui, la speciale, rara variante di essere umano fino ad oggi mai descritta e ancora senza nome; Dio solo sa di cosa si occupi, corre da una lezione all'altra, spreca la giovinezza in un lavoro noioso e inutile, insegnando mediocremente lingue straniere, quando ne possiede una natia con cui può fare tutto ciò che vuole: un moscerino, un mammuth, mille nuvole di forma diversa. Molto più giusto sarebbe che insegnasse quella misteriosa e raffinatissima cosa che lui solo - su diecimila, centomila, forse addirittura un milione di persone - riuscirebbe ad insegnare: per esempio la molteplicità di livelli del pensiero: guardi una persona e la vedi da parte a parte quasi fosse una sfera di cristallo che tu stesso hai appena gonfiato col tuo soffio, e intanto, senza che la chiarezza del tuo sguardo ne venga minimamente compromessa, noti qualche inezia marginale: come somiglia ad un'enorme formica un po' schiacciata l'ombra della cornetta del telefono, e intanto (tutto avviene simultaneamente) spunta un terzo pensiero - il ricordo, per esempio, di un tardo pomeriggio pieno di sole in una stazioncina russa, e cioè di qualcosa che non ha nessun rapporto logico con la conversazione che tieni in quel momento scorrendo rapidamente dall'esterno ogni tua parola e dall'interno quelle del tuo interlocutore. Oppure: una pietà penetrante - per il barattolo di latta su un terreno vago, per la figurina di un pacchetto di sigarette della serie <> calpestata nel fango, per la povera parola colta al volo, ripetuta da una persona buona, debole, amorosa, che è stata appena rimproverata senza motivo, - per tutto il pattume della vita che con istantanea distillazione alchimistica (l'esperimento regale) si trasforma in qualcosa di prezioso e eterno. O ancora: la costante sensazione che i nostri giorni terreni siano solo argent de poche, monetine che tintinnano nel buio delle tasche, e che da qualche parte esista il vero capitale da cui finché siamo vivi dobbiamo saper riscuotere i dividendi in forma di sogni, lacrime di felicità, montagne lontane."

(V. Nabokov, Il dono)

 
 
 
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