Creato da: Le_Sorelle_Bandiera il 11/09/2009
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"La superficialità può schiavizzarci"

Post n°65 pubblicato il 29 Settembre 2009 da Le_Sorelle_Bandiera

IMG:http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/spettacoli_e_cultura/sguardo/sguardo/stor_5634292_33560.jpg)
PARIGI - Alle relazioni sentimentali in rete manca lo sguardo "complessivo e avvolgente" dell'amore. Semplicemente perché non possono averlo. Sono un'altra cosa. Su questo tema in Francia si è scatenato un dibattito che coinvolge esperti e internauti. Insomma, dalla rete riceviamo una visione reale o distorta? E, soprattutto, quanto perdiamo delle relazioni interpersonali fondate sullo sguardo, da sempre strumento per comprendere meglio i rapporti e i sentimenti? Tutto è partito dal sociologo transalpino Pascal Lardellier che si è posto proprio questi interrogativi nel suo libro "Cuore web", in cui ha affrontato il tema "della scomparsa dello sguardo nelle relazioni amorose" tra coppie che si incontrano in rete.

Il quotidiano Le Figaro è intervenuto sull'argomento con un ampio servizio che analizza i due libri di Lardellier, "Cuore web" e "I nuovi riti", e quello dello psichiatra francese Daniel Marcelli "Gli occhi negli occhi". Il sociologo dubita che ci sia "un vero incontro quando si comunica a distanza", perché "tra un filmato con la webcam, una foto e qualche confidenza si finisce col raccogliere una visione frammentata dell'altro, una sorta di puzzle che ciascuno aggiusta secondo i propri desideri". "Voglio tutto, non guardo niente" è invece il leitmotiv degli "individui ipermoderni" che risulta dall'analisi di Marcelli.

Secondo Lardellier siamo dunque ben lontani dallo sguardo "complessivo e avvolgente" dell'amore. Tra sms, e-mail e videochiamate comunichiamo a distanza in quella che Michel Foucault aveva descritto come la "società panoptica", percorsa cioè da forme di controllo invisibili che finiscono per privare gli individui della libertà. "Quando scriviamo un'e-mail o mandiamo un messaggio - ha scritto invece Marcelli - non stiamo più condividendo delle emozioni e non siamo più nella comunicazione. Vaghiamo freneticamente in una sorta di auto-mono-eccitazione individuale".

In un mondo avvertito come minaccioso, fissare l'altro sembra essere diventato quasi pericoloso e imbarazzante perché, secondo Marcelli, "limita la libertà e rende vulnerabili". Tuttavia l'individuo dipende strettamente dai rapporti basati sullo sguardo, innanzitutto quello della madre, e in qualche modo desidera ritrovare questa condizione originaria. Questo perché chi ci guarda da un lato stabilisce i nostri limiti mentre dall'altro ci fornisce l'illusione di una "continuità psichica", un mezzo che permette di provare il nostro esistere.

Questa mania di visibilità è molto comune negli adolescenti ma si manifesta in modo diverso anche negli adulti, per esempio traducendosi nell'ossessione della chirurgia estetica. "La maggior parte delle donne - ha spiegato il dottor Marcelli - vuole fare le iniezioni di botulino o la liposuzione. Ma dietro il loro desiderio narcisistico si nascondono le regole della società e lo sguardo crudele degli altri".

Secondo Lardellier l'esigenza di vedere e comprendere tutto spesso finisce ad allontanarci "dalla profondità, dall'oscurità, dallo spessore delle cose". Secondo il sociologo questo può dipendere dalla mancanza di tempo per "andare oltre le apparenze e riflettere". "Questo è il prezzo da pagare - ha scritto Marcelli - per comprarsi lo sguardo degli altri in un mondo che non ci guarda più". Ecco perché l'individuo di oggi "sta, senza volerlo davvero, al gioco dei media e del consumismo".

(5 gennaio 2006)


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