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Un blog creato da luce_riflessa il 23/03/2007

ORA D'ARIA

Sono un pazzo schizzato, un deviato cronico; rinnego dio e lo bestemmio a gran voce, sono un coprofago figlio di austera meretrice, sono il male che incede nelle vostre menti, sono il delirio vorace e purulento che divora i vostri sessi, morir vorrei per immergermi nel succo delle vostre vagine; sono cardine su porta infernale; sono un violento che uccide per una dose, un disagiato che fotte corpi morti; non amo nessuno e odio la vita compresa la donna che tutte le notti mi prende il cazzo fin giù in gola.

 
 

ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi nelle strade all'alba, in cerca di droga rabbiosa

e si lasciarono scopare nel culo da santi motociclisti e srillarono di gioia

Allen Ginsberg

 

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melissa

Post n°43 pubblicato il 25 Ottobre 2007 da luce_riflessa

riappare sfumato e confonde le giornate di bagnati sorrisi
denti di chimera massacrano il cuore e ne succhiano linfa
annullo i pensieri e scorgo solo lei
amore vola su di noi e strazia la mia anima
medicina fu quell' ultimo bacio strappato davanti alla tua macchina
sentirti mia schiava su quel freddo sedile
dove intimi piaceri accesero il buio delle stelle
bruciarono lacerando il cuore d'innocente amor 
e chinato il capo mi feci tuo
dolce calore il tuo seno chiaroscuro
è dolce l'anima del tuo sesso.. e.. corri brivido fino a uccidere la memoria del tempo
fino a strappare le ali degli angeli e uccidere persino dio,
se necessario, per trovarmi in te e giocare nell'eden del piacere
volo e le nuvole unico appoggio volo e il cielo sa di labbra sapor di te

lacrime furono sublimi lance d'oro intrise nel sangue divino
indifferente il tuo volto e lontani i tuoi occhi
dentro morrei per il tuo sorriso
e così feci quando le tue parole non furono più per me
continuai a fissarti e dipinsi il tuo volto tra le carni del cuore
solo sapor di sangue quando strinsi i denti e dissi addio all'amore
caddero gli angeli e dipinsi un muro nero rabbia
e cadde di nuovo quella polvere sul cuore e
il suo sapor di porpora anestetizza le cose
e sorride al dolore. morir vorrei solo per tua mano.

....poi accesi il motore, solo.
scorsi la scatola rossa di ricordi
forse una lacrima prima di perdermi
nel buio della notte e il silenzo
cadde sulle cose, trovai un capello
biondo di gioia, sorrisi al tuo pensiero.


 
 
 
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Le uniche persone per me sono i matti.... quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come candele romane gialle e favolose, che esplodono come ragni tra le stelle.

Jack Kerouac

 
La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine - uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere-solo-ricevere- negli occhi - il mondo. 
 
 
 
 

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