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Un blog creato da luce_riflessa il 23/03/2007

ORA D'ARIA

Sono un pazzo schizzato, un deviato cronico; rinnego dio e lo bestemmio a gran voce, sono un coprofago figlio di austera meretrice, sono il male che incede nelle vostre menti, sono il delirio vorace e purulento che divora i vostri sessi, morir vorrei per immergermi nel succo delle vostre vagine; sono cardine su porta infernale; sono un violento che uccide per una dose, un disagiato che fotte corpi morti; non amo nessuno e odio la vita compresa la donna che tutte le notti mi prende il cazzo fin giù in gola.

 
 

ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi nelle strade all'alba, in cerca di droga rabbiosa

e si lasciarono scopare nel culo da santi motociclisti e srillarono di gioia

Allen Ginsberg

 

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il teatro della pazziarivisitazione storica dell'Odissea"l'illogicità dell'essere"

Post n°44 pubblicato il 26 Ottobre 2007 da luce_riflessa

silenzio...voglio solo due note...un MI e un SOL

il muro di casa tua reca una scritta:
Sulle lapidi dei cimiteri si leggono frasi di questo tipo: "Uomo di elevati sentimenti", "Anima nobile e generosa", "Padre e sposo esemplare", "Spirito eccelso", "Fulgido esempio di bontà". Dove saranno sepolti gli stupidi e i cattivi? (Lèo Campion)

mi interrogai a tal proposito:
che vi siano cimiteri, evasi dalla comune visione, dove sono occultati gli empi?
non so, ma d'altro canto non esculderei nemmeno l'esistenza di immonde cataste di cadaveri straziate da grasse gravide cagne..nascoste chissà..in qualche angolo remoto dell'essere; o semplicemente bruciati, ecco forse è il fuoco la vera risposta, multiforme alieno che crea e cancella, purifica e vanifica.
vagai per giorni nella deserta Itaca cercando una risposta al mio vitale interrogativo; infine, siccome nemmeno i tuoi dei diedero risposte esaustive, intrapresi un viaggio all'unico scopo di trovar pace alla mia domanda ricorrente.

tappa primus session1
"o divina Circe, o maga incestuosa, reco mille denari per qualche semplice parola"
"o affranto viandante riposa sui dolci seni dell'amico Morfeo e respira gli incesi e liberati nel piacere di cento vergini tra le sete e peltri barocchi della mia umile dimora"
era poco più di una bambina ma non feci altro che violentarla tutta la notte e tra sangue e dolore caddi in trance mistica e furono Mozart e Stravinskij a svegliarmi..penso accompagnati da una serie di violini, probabilemnte di faggio con corde di budello.

tappa primus session2
cedetti al piacere dell'omicidio...gridai di gusto e piansi di gioia alla visione del gigante Polifemo accecato e agonizzante...gli cavai l' occhio quando chiese pietà e, quando mi implorò di finirlo, lo lasciai morire lentamente, preda delle convulsioni.
passarono 8 lustri e la marea salì per 4 volte...solo allora quel corpo straziato smise di vibrare e provai brividi di divino piacer nell'ultima sua esalazione sanguigna.

Notevolmente demoralizzato dall'inutilità della mia iniziativa e siccome l'interrogativo ardeva ancora, senza risposta alcuna, decisi di intraprendere un lungo percorso mistico attraveso le mille peripezie dei mari.

tappa primus session3
derubai una sporca e guercia puttana per trovare i soldi da impegnare in quella zattera che fù la mia dimora per i 16 lustri a venire; trovai un mozzo di nome Nadir; lo vidi nella locanda, coperto di vomito e pasta e fagioli, disse che stava scappando da strani cavalieri a cavallo e mostri alati che volevano strappargli lo stomaco. lo comprai concededogli una grassa sgualdrina alla quale voleva, a detta sua, "solo scopare il culo".

tappa primus session4
anche la sete oramai era diventata un miraggio, per placare la fame divorai metà natica a Nadir con la promessa di avergli concesso un'altra puttana, appena avessimo toccato terra, questa volta, a detta sua, voleva "solo fotterle la gola".
Morte stava sopraggiungendo quando udii un canto e una dea nuda avvolta da multicolori eterei fumi sfumati all'argento seduta a prua; cantò di chiamarsi Nettuno, recava un tridente in mano e aveva un seno magnifico. lasciai sfogare Nadir su quel corpo inerme e mentre guardavo quello storpio essere abusare di una tale bellezza imprecai contro gli dei ripetutamente chiedendo cosa dovevo fare per avere una risposta all'interrogativo che stavo definitivamente perdendo di vista. guardai Nettuno affogare, esanime, nelle profondità dei suoi regni.

tappa primus session5
entrai in uno stato di profondo torpore e volai tra le note di violini sfondando le barriere dell'essere e ripercorrendo i labirinti del tempo fino a giungere al culmine più alto dell'universo dove tutto è niente e il niente è esattamente il tutto. mi ritrovai nudo a pensare dell' illogicicità del mio continuo errare e del rapporto inesistente tra pensieri e domande, risposte e azioni compiute per averle.

tappa secundus session1
Poggiai lento il piede sulle calde rocce di casa e respirai a pieni polmoni le arie di Grecia, il mio sentimento di profonda insoddisfazione venne rimpiazzato dalla gioia smisurata del calore del popolo che adulava il mio ritorno e dal sangue caldo dei cento schiavi offerti agli dei; le voci e le acclamazioni vennero rotte dal volo degli aerei che depositavano petali di violetta multicolore sull'intera isola. intrapresi il cammino verso casa, financo successe l'imprevedibile.

tappa secundus session2
una singola buccia di banana cambiò per sempre il mio esistere: scivolai e caddi battendo la testa sullo spigolo della base di una mia statua, il carnio si aprì come una noce di cocco...furono urla e luce...ecco soprattutto tanta luce, volavo a pochi centimetri da terra e vedevo il mio corpo riverso in un lago di sangue nero, poi la situazione cambiò e iniziai a prendere quota fino a scorgere solo i tetti della mia Itaca, poi l'intera Grecia, l'intero Mondo, l'immenso universo...e mi ritrovai nudo nel punto in cui il nulla è tutto e il tutto è esattamente nulla.

tappa secundus session3

"Qui giace Ulisse, re di Itaca, fu grande e giusto come un dio"


E qui si chiude il sipario, alle note di mi e sol...solo qualche luce sul telo e qualche parola nel vento...ciò che avete appena udito è un'esatta rappresentazione del niente, dell'inadeguatezza delle parole e dell'inesistenza della logicità tra pensieri, azioni, domande e risposte, limitatamente alla mente di un pazzo.

Morale per gli stupidi: non ho ancora scoperto dove sono sepolti gli stupidi i cattivi, gli stupratori, gli assassini o i ladri; di certo non a Itaca.

luceriflessa al futtoto teatro la Scala.





 
 
 
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Le uniche persone per me sono i matti.... quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come candele romane gialle e favolose, che esplodono come ragni tra le stelle.

Jack Kerouac

 
La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine - uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere-solo-ricevere- negli occhi - il mondo. 
 
 
 
 

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