VIOLENZA SULLE DONNE
Le donne spesso sono indifese, fragili, in balia della cattiveria degli UOMINI che sfocia in violenza...S.O.S ...abbiamo IL CORAGGIO DI DENUNCIARE PER DIVENTARE LIBERE! Un inchino Firdhaus (Contro ogni forma di violenza alle donne e deboli e bambini, a qualsiasi latitudine..)
Il nostro blog..

il libro della nostra vita, donne picchiate, donne violentate, donne che non hanno piu' lacrime.lascio una traccia di me sul selciato di questo mondo virtuale. Una pagina di un libro che nessuno leggera' mai. Il mio sogno di riscattare tutte le donne del mondo, in una ineguaglianza che nessuno conosce. Studio di nascosto perche' voglio urlare la verita' che si nasconde dietro le porte chiuse. Schiaffi percosse e tanta paura. Nessuno se ne frega. Tante parole comprensione ma solo chi havissuto la violenza sa cosa vuol dire. Lacrime lividi ma ferite sull'anima. Donne con il sesso infibulato, donne senza diritto di vivere, donne non libere, una schiavitu' esistente un libro da chiudere gettare e far finta di non averlo letto. La schiavitu' apperentemente non esiste, basta leggere la cronaca dei giornali per capire..cosa vuol dire esseere donna oggi . Libro di vita da bruciare.
Un inchino
Firdhaus
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“Basta con la pedofilia basta la violenza sui bambini”.
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Post N° 91
Post n°91 pubblicato il 03 Luglio 2005 da firdhaus
La mia era una famiglia "normale". Quando avevo quattro anni, le coccole del nonno divennero piu' intime, fino a diventare un gioco che egli m'invitava a fare quando eravamo soli. Io l'ho sempre assecondato perche' non mi procurava sofferenza fisica. E, poi, che motivo avrei avuto per dubitare di lui? Se m'insegnava quelle cose lo faceva perche' mi voleva bene. Di lui mi potevo fidare. In fondo era l'unico ad avermi preso sempre sul serio. C'era pero' una cosa strana: mi raccomandava di non dire niente a nessuno o sarebbe finito in prigione e a me avrebbero dato un sacco di botte. Quelle erano cose che potevano fare solo i grandi. Ma lui mi voleva bene e poiche' io ero una bambina intelligente perche' non insegnarmele? Per circa tre anni ho fatto quel che lui mi chiedeva, perche' non sapevo di dover rifiutare. Non sapevo che permettendogli di usare il mio corpo stavo perdendo la mia infanzia. Solo dopo mi sarei resa conto che quello era un gioco che io non avrei voluto fare. All'inizio era come rubare le caramelle con la complicita' di un adulto. Crescendo, pero', le sue carezze cominciarono a procurarmi fastidio. Ormai non lo vedevo piu' come i bambini vedono gli adulti. Per loro non ha importanza l'eta' o la bellezza per voler bene. Adesso iniziavo a scorgere la realta' e cioe' un vecchio che mi metteva le mani addosso. Vedevo le sue mani rugose, i suoi denti gialli. Sentivo il suo alito cattivo su di me. Gradualmente mi convinsi che non avrei mai trovato nessuno disposto a sposarmi. Mi ero sporcata con quella colpa che mi impediva anche solo di sognare il principe azzurro. Nessuno mai mi avrebbe accettata. Credevo che la mia colpa potesse essere visibile e che, alla fine, qualcuno se ne sarebbe accorto. Lui assecondo' la mia scelta senza mai pretendere nulla. Sicuramente aveva troppa paura che io lo denunciassi. Anche se credo che in fondo sapesse che non lo avrei mai fatto. Il mio senso di colpa era troppo forte perche' potessi parlarne. Il mio solo desiderio, in realta', era che nessuno mai e per nessuna ragione sarebbe dovuto venirne a conoscenza. Non credo che mio nonno fosse malato, ma un gran PORCO si. E credo che la maggior parte di coloro che abusano di bambini sono dei PORCI e non dei malati. Ed e' proprio per questo che la stragrande maggioranza dei casi di abuso rimane segreta. E non esiste un confine all'abuso. Puo' accadere in qualsiasi luogo e in qualsiasi famiglia, povera o benestante, acculturata o ignorante. Avevo quattordici anni quando, in occasione di una delle mie solite depressioni, l'ho raccontato a mia nonna e mia madre. Ma loro mi risposero che non poteva essere vero. Il nonno mi voleva troppo bene per fare una cosa simile. Mi sono sentita una stupida. Avevo faticato tanto a tenere tutto nascosto ed ora mi mettevo a raccontare. Temevo mi potessero giudicare male. Quella confessione ha contribuito a farmi sentire piu' sporca e colpevole. Mi vedevo diversa dalle altre ragazze, marchiata. Credevo che non esistesse al mondo nessun'altra che avesse fatto una simile schifezza.
Col tempo pero' ho cominciato a ribellarmi al silenzio e l'ho raccontato ad un paio d'amiche. Loro non erano in grado di aiutarmi, ma il poterne parlare senza essere giudicata mi dava forza. Mi rendevo conto di essere accettata pur essendo sporca. Poi, ho conosciuto mio marito ed anche con lui ne ho parlato fin dal primo momento. Questa volta pero' avevo incontrato qualcuno che dava importanza ad altro prima del sesso. Mi ha stretto a se, dicendo che mio nonno aveva fatto una gran porcheria. Mi ha detto che mi avrebbe aiutato, che mi sarebbe stato sempre vicino. Da quel momento ho cominciato a vedermi come una vittima. Ma solo dopo la nascita dei miei figli mi sono resa conto di non avere nessuna colpa. Ho studiato i miei bambini, ho letto libri di pedagogia e psicologia. Ho scoperto che esiste una sessualita' dei bambini. Ho capito che hanno bisogno di carezze. E' per loro una necessita' vitale. Basta pensare al massaggio consigliato nei primi mesi di vita. Il contatto della pelle e' molto importante. Al bambino serve per acquistare sicurezza.
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