VIOLENZA SULLE DONNE
Le donne spesso sono indifese, fragili, in balia della cattiveria degli UOMINI che sfocia in violenza...S.O.S ...abbiamo IL CORAGGIO DI DENUNCIARE PER DIVENTARE LIBERE! Un inchino Firdhaus (Contro ogni forma di violenza alle donne e deboli e bambini, a qualsiasi latitudine..)
Il nostro blog..

il libro della nostra vita, donne picchiate, donne violentate, donne che non hanno piu' lacrime.lascio una traccia di me sul selciato di questo mondo virtuale. Una pagina di un libro che nessuno leggera' mai. Il mio sogno di riscattare tutte le donne del mondo, in una ineguaglianza che nessuno conosce. Studio di nascosto perche' voglio urlare la verita' che si nasconde dietro le porte chiuse. Schiaffi percosse e tanta paura. Nessuno se ne frega. Tante parole comprensione ma solo chi havissuto la violenza sa cosa vuol dire. Lacrime lividi ma ferite sull'anima. Donne con il sesso infibulato, donne senza diritto di vivere, donne non libere, una schiavitu' esistente un libro da chiudere gettare e far finta di non averlo letto. La schiavitu' apperentemente non esiste, basta leggere la cronaca dei giornali per capire..cosa vuol dire esseere donna oggi . Libro di vita da bruciare.
Un inchino
Firdhaus
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“Basta con la pedofilia basta la violenza sui bambini”.
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Post N° 125
Post n°125 pubblicato il 06 Agosto 2005 da firdhaus
BASTA STUPRIluglio 2000 La rabbia e lo sgomento per quello di cui scriviamo ci portano a formulare i nostri pensieri e le nostre emozioni in maniera confusa ma decisa e determinata, cercando di esprimerli in continua apertura dialettica, tendendo al confronto diretto, sincero, reale, senza occhi chiusi, senza liquidare nulla, senza banalizzare o stigmatizzare. Se qualcuno vorrà equivocare, strumentalizzare, far finta di non comprendere quello che qui c’è scritto lo farà per sua scelta, per sua volontà, noi cercheremo di essere il più chiari possibili, aperti al dialogo verso quelle situazioni collettive e quei singoli e singole a cui inviamo questo comunicato ma comunque fermi e risoluti sulle nostre posizioni. È ora di rompere questo vergognoso muro di silenzio e di omertà. Un fatto: Un militante di una struttura antagonista romana cinque anni fa ha stuprato, picchiato, sequestrato e rapinato una compagna spagnola. Questo il fatto. Questa la notizia comunicataci oltre un mese fa. Del resto non ci interessa discutere. Partiamo da un punto di vista chiaro: quando una donna afferma di essere stuprata noi le crediamo senza ombra di dubbio. Chi non lo fa, chi indaga, chi mistifica in tutte le forme e in tutti i modi possibili e immaginabili assume il punto di vista dei Tribunali dello stato italiano, cioè che è la donna a dover giustificare le proprie accuse, l’unico caso in cui l’imputato è la vittima, costretta a dimostrare la veridicità delle proprie affermazioni con referti medici, testimonianze, e quant’altro sia necessario. Un altro fatto: In un centro occupato di Roma una donna ucraina viene violentata e picchiata da venti ( o 2, poco cambia ) stupratori moldavi, è costretta a gettarsi dalla finestra per fuggire, viene ripresa e la violenza continua. Gli episodi in sé ci scandalizzano, ma non molto di più di quelli, analoghi, che leggiamo ogni giorno sui giornali: ormai da tempo infatti abbiamo perso l’illusione che l’ambito dei compagni e delle compagne fosse un “isola felice” in cui i rapporti tra le persone e tra i generi non fossero regolati dalla sopraffazione come nel resto della società. Quello che ci indigna per davvero è il ripetersi, sebbene mascherate e falsamente giustificate da motivi politici, le stesse identiche dinamiche che seguono ogni caso di stupro, nelle famiglie, nei tribunali, nei paesi, nelle città: l’episodio viene messo in dubbio, nascosto, raccontato al minor numero di persone possibile, la vittima viene screditata. La non chiarezza, il silenzio, l’omertà, circondano da sempre lo stupro. |
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