
Missione Unifil Libano, il generale Chiapperini: “Evacuazione dei caschi blu significherebbe una perdita di credibilità dell'Onu”
L'intervista al generale di Corpo d'Armata in quiescenza dei lagunari che ha comandato il contingente italiano in Libano nel 2006. Unifil ha annunciato che non lascerà il Libano e manterrà tutte le posizioni nonostante Israele abbia chiesto un ricollocamento. Gli oltre mille soldati italiani impiegati nella missione Onu quindi, rimarranno nel sud del Paese. Il generale di Corpo d'Armata in quiescenza dei lagunari Luigi Chiapperini, che ha comandato il contingente italiano in Libano nel 2006 ma che ha avuto esperienze anche in Kosovo ed Afghanistan, commenta la situazione attuale ed il ruolo dei caschi blu impiegati in quella zona. Come è cambiata la situazione dal 2006 quando è stato al vertice del contingente italiano in Libano ad oggi?“La situazione è cambiata molto negli ultimi anni, peggiorando sostanzialmente negli ultimi mesi. Quando ci schierammo nel 2006, gli israeliani si stavano ritirando dal sud del Libano e l’area fu man mano occupata contemporaneamente dall’esercito libanese regolare e appunto dai caschi blu di Unifil tra cui il contingente italiano.”
L’obiettivo della missione UNFIL consisteva nel ripristinare il controllo delle Forze Armate Libanesi sul territorio. Dal 2006 sono trascorsi diciotto lunghi anni durante i quali Hezbollah ha assunto il controllo totale delle frontiere e del Paese. Nel contempo i caschi blu vivono rinchiusi nei bunker a giocare a carte e risiko senza poter incidere minimamente. Il fallimento è totale ed epocale e la credibilità dell’ONU non verrebbe di certo ridotta giacchè è a zero!