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“LAVORATORI TRATTATI COME SERVI DELLA GLEBA”
Post n°94 pubblicato il 19 Ottobre 2009 da stefano6680
Dichiarazione congiunta del Presidente di Italia dei Valori, On. Antonio Di Pietro e di Maurizio Zipponi, responsabile nazionale Dipartimento lavoro-welfare di Italia dei Valori, sull’accordo separato per il contratto di lavoro dei metalmeccanici METALMECCANICI; DI PIETRO E ZIPPONI: “LAVORATORI TRATTATI COME SERVI DELLA GLEBA” “L’accordo separato per il contratto di lavoro dei metalmeccanici, voluto dal Governo e in particolare dal ministro Sacconi, è una sciagura per tutti i lavoratori italiani”. Lo affermano in una nota il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il responsabile Welfare e Lavoro del partito, Maurizio Zipponi. Secondo Di Pietro e Zipponi nell’accordo siglato oggi “non c’è nulla contro la precarietà dei giovani né contro i licenziamenti per chi è coinvolto dalla crisi, mentre si erogano aumenti salariali netti pari a 15/20 euro al mese per ogni anno nei prossimi tre anni. Insomma, si trattano i metalmeccanici come servi della gleba. In Italia – spiegano- è prassi consolidata e disciplina giuridica che il contratto nazionale sia esteso erga omnes a tutti i lavoratori, anche se non iscritti al sindacato, e a tutte le aziende anche se non iscritte alle associazioni datoriali. Questo impone che la firma del contratto nazionale sia condivisa almeno dalla maggioranza dei lavoratori interessati, mentre oggi viene firmata un’intesa da sindacati che sono addirittura minoritari nella rappresentanza della loro categoria. Italia dei Valori – concludono Di Pietro e Zipponi- considera importante per la democrazia del Paese consegnare il diritto di parola attraverso il voto a tutti i lavoratori metalmeccanici ed ai precari occupati nelle aziende. E l’esito della consultazione dovrà essere rispettato dalle organizzazioni sindacali perchè la decisione ultima deve spettare a chi sta sopportando il peso della crisi attraverso la cassa integrazione, la mobilità, i licenziamenti e un salario che non garantisce più le famiglie italiane dalla povertà”.
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