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La via del cielo - Capitolo III - Deus ex machina

Post n°457 pubblicato il 25 Aprile 2012 da flavourfly
 

 

Capitolo III - Deus ex machina

 

La Porta del Sole è un unico masso che riporta delle incisioni, soprattutto nelle sua sezione trasversale collocata sopra la porta.

Le raffigurazioni rappresentano quarantotto esseri alati con volti umani e teste di condor ed una figura centrale, simulacro di un serpente, munita di due scettri.

Sostando davanti alla porta in direzione est, all'inizio della primavera, si può osservare il sole che sorge dal centro della porta.

Da anni diverse teorie sostenevano che, le immagini, erano una sorta di schema per un calendario riferito ad eventi astronomici.

La porta è ciò che resta della civiltà Tiahuanaco forse sorta nel duecento a.C. e terminata approssimativamente nell'anno millecento.

A quasi quattromila metri di quota sulle Ande, l'aria è rarefatta e si fa sentire di più la fatica e gli unici a resistere e a poter lavorare sono gli indigeni.

Vincere le loro inerziali paure e superstizioni è stata una conquista non da poco e questo, lo si deve alla preparazione del dottor Edwards che da decenni conduce studi e spedizioni in quest'aera del mondo.

Gli scavi procedevano a ritmo serrato e presto portammo alla luce un basamento di pietra che riportava incisioni simili a quelle sulla misteriosa tavoletta.

Alcuni simboli furono subito decifrati poiché riportavano parte della storia narrata sulla tavoletta.

Questo, ci permise di decifrare i rimanenti simboli.

- Professor Hoskins che ne dice?

- Signor Vantenada per quello che abbiamo capito si tratta di istruzioni.

- Istruzioni? e riguardo a cosa?

- Parlano di un meccanismo e di una sequenza, un ordine di azioni da compiere per accedere alla camera interna. Nella prima parte viene descritto un meccanismo che solo la chiave contenuta nella tavoletta può azionare.

Questo porterà alla luce un nuovo meccanismo che attiverà la via del cielo. Ora il problema è capire come poter utilizzare la chiave contenuta nella tavoletta.

- E riguardo la camera nascosta, non dicono nulla?

- No! c'è solo un riferimento alla via del cielo.

Gli scavi scoprirono ben presto il resto del basamento.

Le sue dimensioni erano di circa venti metri di lato ma, nell'insieme era un quadrato perfetto.

I lati erano allineati con i punti cardinali e questo, in fondo, ce lo aspettavamo dato che, piramidi sia egizie che Maya o di altre antiche civiltà, erano state costruite seguendo lo stesso orientamento.

Il basamento proseguiva ancora per almeno un paio di metri nel sottosuolo e sul lato a sud trovammo la risposta che cercavamo.

Una nicchia, in cui si andava ad incastrare perfettamente la tavoletta aliena.

Il signor Vantenada volle posizionare di persona la tavoletta però, con generale stupore misto a delusione non accadde nulla.

D'un tratto il professor Hayde disse:

- Presto! accendete un falò!

- Ma certo! disse Vantenada, la trasparenza!

La tavoletta, gettata tra le fiamme del falò, cominciò a diventare trasparente ed, al suo interno, si vide la chiave o il meccanismo che aveva cominciato a ruotare. Evidentemente, la vicinanza con il manufatto aveva fatto scattare qualche cosa.

Fu nuovamente posizionata nella nicchia e fummo impauriti da ciò che accadde.

L'intera struttura di pietra, il basamento, si sciolse fino a divenire una massa liquida, trasparente che assunse una forma sferica fluttuante posta al centro dove un attimo prima era il basamento stesso.

Sotto si apriva una camera profonda e buia come un pozzo senza fondo.

Molti degli indigeni fuggirono in preda al panico mentre, pietre e sassi intorno a noi, cominciarono a levitare verso il cielo circondati da un aura luminosa.

La sfera cominciò a ruotare sul proprio asse verticale ed il suo interno divenne luminoso.

La luce crebbe fino a divenire accecante poi, un fascio di luce si proiettò nel pozzo.

Il terreno tremava come scosso da una potente mano e dal pozzo risalì un forte vento misto ad un boato infine, ciò che non avremmo mai potuto sperare di trovare, una macchina, una macchina fatta per attraversare le stelle ed il cosmo fluttuava a mezz'aria... la via per il cielo.

 

Molte antiche culture sembrano tramandarci di un passato dove esseri di altri mondi hanno più volte frequentato il nostro mondo.

Esseri di una civiltà tecnologicamente progredita e, probabilmente venuti in pace, per portaci il segno che non siamo soli nel cosmo.

Cosa ci sia di vero nel fenomeno degli UFO il buon senso comune, oramai, dice che non tutto può essere frutto di fantasie, di psicosi di massa.

La persistenza degli avvistamenti e la quantità delle testimonianze, spesso di qualità, ci dicono che qualche cosa di vero ci deve pur essere.

Questo però non implica che Dio allora non esiste anzi, rafforza ancor più la presenza di Dio.

Come disse Padre Pio in una intervista: - e che vorresti che Dio abbia ristretto la Sua gloria solo a questo piccolo pianeta? Vorresti che non ci fossero altre creature nel cosmo che amano Dio?

Monsignor Corrado Balducci poco prima di morire rilasciò un'intervista in cui egli afferma che non tutto può essere esaurito come psicosi collettive, come fenomeni atmosferici, come armi segrete.

Si, la prudenza è una buona cosa ma, il buon senso comune orami ci dice che qualche cosa di vero ci deve essere.

Il cosmo è infinito e probabilisticamente esistono altre forme di vita e, contestualmente, possono essersi evolute e sviluppate prima di noi.

Non poniamo limiti a Dio e alla Sua gloria.

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