Creato da pensieripericolosi il 20/11/2008

Pensieri Pericolosi

La bocca della verità...

Messaggi del 24/11/2008

LO SPETTACOLO

Post n°3 pubblicato il 24 Novembre 2008 da pensieripericolosi

   E’ sceso il buio, nonchè il totale silenzio.
   Non avverto più il pavimento sotto ai piedi.
   Il mio corpo è leggero, libero dai vincoli della gravità.
   Potrei muovermi in maniera fluida, lenta o repentina a piacimento, eppure so che devo rimanere immobile, rigido, perché questo è il mio compito in questo momento.

   Quando il sipario si aprirà tutti mi vedranno teso, rigido, sospeso a mezz’aria. Si chiederanno come possa essere possibile e resteranno meravigliati, e io li avrò in pugno.

   Mi vedranno con le braccia e le gambe spalancate. Il mio corpo sembrerà una enorme croce, e sarò racchiuso in una cornice quadrata, i cui lati saranno composti da altri corpi umani.

   Eccoli, i magnifici lati si avvicinano: quattro fantastiche donne, atlete potentissime, danzatrici provette, modelle dai corpi impeccabili e perfetti.
   Fluttuano nell’aria e si avvicinano a me.
   Le percepisco.
   Le conosco.
   Sento il loro odore di femmina e borotalco, avverto i loro spostamenti d’aria leggeri e delicati, sento la loro eccitazione esprimersi attraverso il fremito dei muscoli e il sudore.

   Io sono in posizione e le attendo. Con le braccia e le gambe spalancate, teso, pronto a riceverle.

   La prima che sento è Carla. Questo è il suo quadricipite, sensazione stupenda: il suo muscolo è duro e caldo, ed io mi ci aggrappo con la mano destra. Carla risponde serrandomi la mano tra le sue cosce.

   Poi è il momento di Linda. Il mio palmo sinistro accoglie il suo seno, piccolo e costretto dalle fasciature del costume di scena, che nella sua sottigliezza non impedisce al capezzolo di ergersi e farsi strada tra le falangi del mio indice e del mio medio. C’è sempre un fremito quando ciò accade: un fremito in me, che ho la mano destra tra le gambe di Carla, e un fremito in Linda, che prima di adagiarsi sulla mia mano è sempre obbligata ad afferrare i piedi di Carla. E poi c’è il fremito di Carla, che sente me e Linda vibrare e sussultare per un attimo, e questa cosa eccita anche lei in maniera coinvolgente.

   Infine i miei piedi si ancorano ad una superficie, liscia, calda, solida e compatta come solo gli addominali di Manuela e Angela sanno essere: entrambe volano fino a me, afferrano ciascuna un mio piede e se lo sistemano nel ventre, con la solita efficacia mista a malizia che le contraddistingue. Poi entrambe si allungano e offrono le proprie mani e i propri piedi alle compagne, affinché ciascuna possa afferrare l’estremità dell’altra e la cornice possa chiudersi, quadrata, spigolosa, rigida, con me racchiuso al centro.

   Eccoci in posizione: un’altra magica serata sta per cominciare. Il pubblico recepirà le nostre volute, le nostre figure e le nostre acrobazie come uno spettacolo. I critici descriveranno le atmosfere lugubri della scenografia, valorizzeranno le melodie astratte della colonna sonora ed esalteranno la nostra capacità di muoverci con un fare tanto “fisico e corporeo” in uno spazio così “immateriale” come quello privo della forza di gravità. La gente scambierà la nostra lussuria per danza artistica ed espressione del corpo.

   Nessuno capisce mai cosa significhi davvero per noi questo spettacolo.

 
 
 

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