L'orologio del tempo delle cose
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Si vive
come piegati in due.
La posizione fetale
di un essere che non potrà evolversi.
Perché tutto il resto,
perché tutto il prima,
tutto ciò per cui si era dato troppo
così tanto,
ora è svanito.
Non ascoltar mai
il niente che dicono,
è perduto, ed hai perduto.
E ciò che vede uno sguardo in frammenti
è la contrazione di un sé, in un deserto di vuoto,
che nobilita il tuo sguardo, con arte
d'odio su cielo,
che sgretola, inquina e ferisce
il cuor che lo veda.
Il realizzante tempo è ormai finito.
Ora estinto, spento,
e tu raccogli ceneri sparse
nelle tue mani fredde,
per aver qualcosa.
Dal suo rogo estinto
non può nascere niente.
Dai frantumi di ciò ch'era prima,
non può nascer più nulla,
e i recessi della notte
aspettan solo un tuo passo:
e che sia falso,
e ti sbraneranno.
Oppura torna indietro,
torna, dentro,
a marcir nella cella
ove ti martoriavi le cervella.
Cantato d'odio dipinto che mai gela,
orologio d'un tempo perso che mai torna,
è inutile guardare in alto,
arriva sera, e folle, folle,
è colui che ancora spera.
Distrutti, bruciati tempi
non per forza per sesso o distruzione
per guerra o lotta od emozione,
ma per gradualità d'intensità annientante, di bruciante
devastante, negazione.
Olio nero, denso inchiostro nelle vene,
quel che non riesci a dire,
quel vomito acido, che non riesci a sputare,
è odio su un corpo-tela
e avvizzisce per loro, e muore per coloro
che s'arricchiscon su te,
e l'orologio scatta,
e sgrana via il tempo
con rumor di metallo
sgrana le ore, scheggiandosi un poco,
e ad ogni minuto, perde via qualcosa,
tempo che scatta, mai fu infinito.
Tempo che scatta,
mai così perduto.
Inviato da: Blackbloods_Spawn
il 10/03/2015 alle 03:35
Inviato da: nino.monamour
il 06/03/2015 alle 22:51
Inviato da: Blackbloods_Spawn
il 16/07/2014 alle 07:22
Inviato da: Blackbloods_Spawn
il 16/07/2014 alle 07:22
Inviato da: viacon.me
il 15/06/2014 alle 12:57