Pulizie di primavera.
Quando si rivolta la casa sottosopra e tutto quel ch’era nascosto viene alla luce.
Rovistando e pulendo. Spolverando e ammassando. Scartando e conservando.
Mi ritrovo tra le mani Oceano mare, di Alessandro Baricco.
Vaghi ricordi affiorano alla mente.
Un sabato sera. Una serata promozionale in discoteca. Io e le mie amiche. Un ragazzo che mi si avvicina a parlare. Poche frasi scambiate nel suono assordante della musica a tutto volume. Sorrisi e risate. Un drink analcolico consumato su un alto sgabello al bancone del bar. Poi l’invito a vedersi il giorno dopo per un caffé. E ognuno di noi due avrebbe dovuto portare con sé un libro per darlo all’altro. Quello che aveva emozionato di più, che avrebbe rivelato all’altro, sconosciuto, qualcosa di noi.
Lo giro tra le mani, lascio scorrere i fogli con le dita. Lo sguardo mi cade sulla seconda pagina.
…
“L’uomo non si volta neppure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. Le setole del pennello lasciano dietro di sé l’ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c’è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere.
Soffia come sempre il vento da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola.
- Plasson, sono giorni e giorni che lavorate quaggiù. Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?
Questo sembra risvegliarlo. Questo l’ha colpito. Si gira ad osservare il volto della donna. E quando parla non è per rispondere.
- Vi prego, non muovetevi - , dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all’altro della bocca. Lui le guarda, le immerge appena nell’acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l’ombra di un sapore che la costringe a pensare ‘acqua di mare, quest’uomo dipinge il mare con il mare’ - ed è un pensiero che dà i brividi.”
…
Quel ricordo riaffiora, portando con sé il sorriso di quel tiepido pomeriggio invernale, due libri che passano di mano cambiando proprietario tra due tazze di caffé. Nella mia libreria, oggi, questo libro ha preso il posto di Quel che resta del giorno, di Ishiguro.
E nel ricordo di quel sorriso, ho pensato che sarebbe bello scoprire se anche voi avete nel cassetto dei vostri ricordi un incontro avvenuto in maniera singolare: non le solite battute o lusinghe, non i soliti approcci scontati. O, anche, se volete, l’emozione suscitata dalla lettura di un libro particolare.
Qualcosa che è rimasto in voi e che vi piacerebbe condividere con me. Ci state a raccontarmelo? Io aspetto, non deludetemi…
Inviato da: falco58dgl
il 23/12/2011 alle 15:21
Inviato da: upmarine
il 30/08/2011 alle 17:31
Inviato da: odio_via_col_vento
il 24/04/2011 alle 21:53
Inviato da: nnsmettodsognare
il 12/01/2011 alle 11:06
Inviato da: arimatec
il 02/01/2011 alle 14:50