Un'adeguata rappresentazione dell'ambiente
circostante è uno degli aspetti salienti degli
esseri adattativi. Il modo in cui un essere
adattativo costruisce ed una una rappresentazione
interna dello spazio dipende dalle sue
competenze rappresentazionali e dal tipo
di interazione occorsa fra il soggetto e l'ambiente.

E' ragionevole assumere che il modo in cui un soggetto
interagisce con l'ambiente influenza la sua
rappresentazione.
Nel testare delle ipotesi concernenti la
rappresentazione dell'ambiente è necessario
affrontare molteplici problemi pratici: è necessario
condurre gli esperimenti in ambienti non noti ai
soggetti. Gli edifici sono arredati e dunque
dispongono di etichette e landmarks che, sotto il profilo sperimentale, possono risultare problematici.

Gli edifici devono essere abbastanza complessi
da richiedere una rappresentazione non banale
e, durante le sessioni sperimentali, devono
essere disabitati.
Ulteriori problemi emergono durante l'esperimento:
i movimenti, le azioni ed i comportamenti
dei soggetti non possono essere registrati
con precisione, e possono venire raccolti
solo rincorrendo i soggetti. La traduzione
dei dati raccolti in formato elettronico richiede
infine un lavoro considerevole.
Gli ambienti di realtà virtuale possono costituire
la soluzione di molti dei problemi delineati. 
I ricercatori possono creare
edifici su misura per
l'esperimento, arredandoli
in maniera adeguata
al disegno sperimentale. I soggetti possono liberamente
navigare, esplorare, cercare: il software dell'ambiente
virtuale può registrare movimenti ed azioni
con la risoluzione temporale e spaziale
desiderata. E' infine possibile creare tipi
di interazioni che nella realtà non possono
esistere.
Vi sono, naturalmente, alcuni problemi:
l'interazione di un soggetto in un ambiente
virtuale è tuttora molto diversa dall'immersione
in uno spazio reale: nella realtà virtuale la
percezione è più povera, il feedback è limitato
e la navigazione immersiva può causare
malessere: lo sviluppo tecnologico sta comunque
migliorando la qualità ed il realismo dell'interazione
immersiva, rendendo la realtà virtuale uno
strumento estremamente promettente.
Il software
e gli applicativi dedicati alla
realtà virtuale presenti sul
mercato, pur se estremamente
potenti e sofisticati, non sono naturalmente stati
progettati per la creazione di settings sperimentali,
e buona parte delle funzioni e procedure specifiche
necessarie alla realizzazione di un esperimento
di psicologia cognitiva dev'essere
programmato ex novo.
La costruzione di un setting sperimentale
può essere concettualmente divisa in tre
filoni principali: creare l'ambiente, gestire
l'interazione del soggetto, registrarne le azioni.
Inviato da: ganganku
il 08/07/2008 alle 00:02
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il 07/07/2008 alle 23:59
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